Il PROTEZIONISMO diventa il soggetto spinto dalla DEFLAZIONE ordo-liberista

Il PROTEZIONISMO diventa il soggetto spinto dalla DEFLAZIONE ordo-liberista
La ragione di ciò sta nel fatto che la cuspide del potere di queste due nazioni (Francia e Germania) comprende benissimo che la crisi strutturale di quei capitalismi perdura, si accresce, e non è domata dalla retorica europeista. La deflazione ordo-liberista erode i margini, fa scendere i tassi di profitto, rende più difficile la circolazione del capitale fisso e la finanza può far crescere qualche rendita, ma non crea lavoro, né prospettive per il giovane proletariato franco-tedesco. La circolazione del capitale si blocca e allora si ricorre al naturale e normale espediente che è il protezionismo. Ma questo scardina le basi stesse della struttura tecnocratica europea. Butta nel fango i trattati di Maastricht e di Lisbona, trasforma in canzoni da melodramma le recite neo liberiste. Giulio Sapelli http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2017/8/27/GEO-FINANZA-Dalla-Cina-alle-cicale-la-Germania-prepara-il-terremoto-dell-Ue/779737/

L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 22 gennaio 2019

Mattarella Mattarella - Cosa altro serve agli euroimbecilli italiani di tutte le razze per fargli scattare un pizzico di orgoglio e dignità nazionale?

Italia assediata, Francia e Germania ci imporranno Draghi

Maurizio Blondet 21 Gennaio 2019 

Scritto il 21/1/19 •

Se il governo Conte crolla di colpo, c’è già pronto Cottarelli. Ma il vero pericolo si chiama Mario Draghi (lo stregone maledetto): il presidente uscente della Bce potrebbe ripiegare su Palazzo Chigi, se non andasse in porto il piano principale che lo riguarda, cioè arrivare alla presidenza del Fmi e sottrarre il Fondo Monetario all’egemonia Usa, per metterlo al guinzaglio di Berlino e Parigi. Secondo l’analisi di Gianfranco Carpeoro, per l’Italia si è acceso l’allarme rosso: l’incredibile Trattato di Aquisgrana, che demolisce qualsiasi prospettiva comunitaria proiettando anche ufficialmente Germania e Francia nel ruolo di “padrone” neo-coloniali dell’Ue, ha come vittima principale proprio il Belpaese. A Roma non si perdona l’insubordinazione del governo gialloverde, l’unico esecutivo teoricamente all’opposizione di Bruxelles. Lo dimostra la “macchina del fango” scatenatasi contro Lega e 5 Stelle, per indebolirne la leadership. Il polverone sul padre di Di Maio (lavoro nero) e su quello di Di Battista (debiti), unitamente alla mazzata giudiziaria sui leghisti (maxi-risarcimento da 49 milioni di euro) a questo servono: a impedire che l’elettorato italiano si sollevi, nel caso in cui una crisi pilotata – banche, spread – precipitasse il paese nella bufera, replicando le condizioni del “golpe bianco” che nel 2011 consentì alla “sovragestione” europea di costringere alla resa Berlusconi e imporre il commissariamento dell’Italia, tramite Monti.
Autore del saggio “Dalla massoneria al terrorismo”, che svela i retroscena supermassonici di area Nato dietro ai recenti attentati affidati in Europa alla manovalanza dell’Isis, Carpeoro individua la Loggia P1 (mai riconosciuta, ufficialmente) come la vera “quinta colonna” del peggior potere internazionale, utilizzata per manipolare e indebolire la politica italiana, grazie al prezioso contributo di un establishment “collaborazionista”, reclutato da poteri stranieri per dominare il nostro paese. L’oligarchia Ue è in fibrillazione, in vista delle europee, dal momento in cui Lega e 5 Stelle – con tutti i loro limiti – hanno inserito l’Italia in una traiettoria di collisione con Bruxelles. Da qui le pressioni della Bce e della Banca d’Italia, le impennate dello spread e il “niet” di Mattarella per impedire a Paolo Savona l’accesso al ministero dell’economia. Infine, il lungo braccio di ferro sul deficit 2019 – non ancora concluso – con il governo italiano sottoposto alla minaccia della procedura d’infrazione. Obiettivo dei “sovragestori”: spuntare le armi dei gialloverdi e costringerli a rimediare una figuraccia davanti ai loro elettori, non consentendo loro di mantenere nessuna delle promesse elettorali. Guai se il “virus” della ribellione italiana – aumentare il deficit, violando il rigore di Maastricht – dovesse propagarsi in altri paesi, incoraggiando analoghe svolte politiche. Ad aumentare la tensione ha contribuito certamente anche la rivolta francese dei Gilet Gialli, capaci di spaventare seriamente i poteri che hanno insediato Macron all’Eliseo.
Ora, su questo scenario già instabile piomba come un macigno l’inaudito accordo siglato da Francia e Germania, che toglie qualsiasi residua credibilità alla dimensione comunitaria dell’Ue: i due paesi si impegnano a coordinare le loro politiche economiche, fino al punto di istituire formalmente un “Consiglio dei ministri franco-tedesco”. «Si tratta di un atto gravissimo e senza precedenti», dichiara Carpeoro, in web-streaming su YouTube con Fabio Frabetti di “Border Nights”. Un accordo apertamente ostile agli altri partner europei, «al quale si uniranno sicuramente anche quei lestofanti degli olandesi, che hanno già contribuito a impoverire l’Italia introducendo una normativa fiscale sleale, che ha sottratto al nostro paese ingenti risorse, attraverso il trasferimento in Olanda della domiciliazione fiscale di grandi aziende italiane». Con il nuovo trattato, dice Carpeoro, l’asse franco-tedesco getta la maschera e si prepara a colpire l’Italia in modo frontale, contando anche sull’immancabile collaborazione delle “quinte colonne” interne, «sempre pronte, come già nel Rinascimento, ad allearsi con lo straniero pur di far cadere il governo in carica».
Ora il cerchio si stringe, par di capire: il Trattato di Aquisgrana – con l’Italia esclusa dall’Europa che conta – piomba come un fulmine su una situazione già molto allarmante, con la spada di Damocle della procedura d’infrazione (sempre presente) e la lettera della Bce che chiede alle banche italiane di liberarsi dei crediti inesigibili, dopo che il governo ha appena compiuto il salvataggio della genovese Carige. All’affronto franco-tedesco, dice Carperoro, l’Italia dovrebbe rispondere in modo simmetrico: cercando di siglare analoghi trattati – altrettanto ostili – con paesi mediterranei, come la Spagna e la stessa Grecia. Lo farà? Difficile dirlo: bombardato dai grandi media, tutti allineati al potere Ue, il governo Conte potrebbe cedere. Di Maio è stato bersagliato da un killeraggio inaudito, e presto potrebbe venire il turno di Salvini. L’unico vero alleato dell’Italia, cioè Donald Trump, appare isolato. Starebbe sostanzialmente evaporando una certa “sovragestione” americana esercitata fin dall’inizio sui 5 Stelle, quand’era il neocon Michael Ledeen, esponente del Jewish Institute, ad accompagnare Di Maio nei santuari del potere finanziario supermassonico. Ora si punta a indebolire e “sovragestire” l’imprudente Salvini, sommerso dalle polemiche (giustificate) per aver partecipato alla cena romana con l’entourage Pd di Maria Elena Boschi, che sulle banche interveniva per motivi di famiglia.


Attenzione, perché questo tipo di scenario è ritenuto sempre più credibile dai meglio informati. Il Piano Mattarella: mettere Draghi prima al governo – e poi a suo successore alla presidenza della repubblica, senza (ovviamente) passare per elezioni. Secondo tali ipotesi, una nuova maggioranza verrebbe formata dal PD imbarcando un buon numero di grillini . O forse l’intero 5S che farebbe voltafaccia. Draghi verrebbe presentato come il salvatore della patria e scudo contro le minacce europee…

La storia la scrivono i vincitori

VIDEO - Forgione: "Cose terribili? Sentite cosa dice Augias, terribile è il parto dell'Italia!"


Scritto da Redazione in Varie 20 GEN 2019 ORE 18:09 

Il noto scrittore e giornalista napoletano mette in evidenza una disquisizione televisiva sull'Italia Meridionale e l'atavica questione con Augias protagonista.

Angelo Forgione, attraverso i suoi profili social, mette in evidenza un battibecco televisivo sulla questione meridionale, che vede protagonista il giornalista Augias: "Lei ha detto parole terribili". Così uno sgomento Corrado Augiascommenta quanto detto da Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica a Catanzaro, che gli ha appena sbattuto in faccia la verità dei malviventi meridionaliassoldati dai garibaldini e dell'impiego dei danari delle massonerie per corrompere gli alti ufficiali borbonici nella risalita del Sud dalla Sicilia verso Napoli".

Poi aggiunge: "Sì, perché per Augias l'Italia è nata male, ma non perché il Nord ha forzato il Sud e ha legittimato le mafie, avvalendosene. No, l'Italia, secondo la sua visione, è nata male perché "la bella mela rossa aveva un baco dentro, ed era nel Mezzogiorno". E come ci resta male, poi".

"Terribile è il parto dell'Italia, e terribile è il bigottismo di chi non ha saputo leggere la storia degli ultimi 158 anni e ora casca dal pero, di fronte a chi rivede in modo critico la storia e la riscrive, attribuendo ai veri responsabili, i "padri" della patria e i vari governi d'Italia, le colpe dell'affermazione delle mafie meridionali, cancro dell’Italia piemontese".


Solo degli imbecilli possono sostenere la cannabis e in Italia ne girano tanti


21 Gennaio 2019

La marijuana fa male? Anche una sola canna può creare danni negli adolescenti, lo ha rivelato una ricerca sul Journal of Neuroscience, smentendo coloro che minimizzano gli effetti nocivi di un consumo moderato.

“Suvvia! Una canna non ha mai fatto male a nessuno!”. Così, più o meno, esclamava il prestigioso fisico italiano Carlo Rovelli nell’ottobre scorso, sponsorizzando lo spinello libero. Un messaggio irresponsabile, non solo perché Rovelli ha giocato la sua autorità acquisita su un altro campo di competenza (la meccanica quantistica), ma anche perché scientificamente smentito. Lo ha fatto qualche giorno fa un autorevole studio pubblicato sul Journal of Neuroscience.

Anche un solo spinello di marijuana può causare modifiche al cervello di un adolescente. Il campione di adolescenti europei testati aveva fumato cannabis 1 o 2 volte in tutta la loro vita, eppure è stato sufficiente per osservare in loro una modifica dei volumi della materia grigia, in particolare nell’amigdala e nell’ippocampo, aree legate ai processi emotivi e allo sviluppo della memoria. Ciò può comportare un mal funzionamento del cervello.

Le riviste scientifiche: “le preoccupazioni per la legalizzazione sono giustificate”.

«I risultati suggeriscono che negli adolescenti anche una breve esposizione alla cannabis può avere effetto sulle strutture cerebrali importanti per la gestione delle emozioni e per la memoria, quindi potrebbe predisporre a deficit emotivi e cognitivi anche a lungo termine», ha commentato Yuri Bozzi, docente di Fisiologia all’Università di Trento.

Lo scopo dello studio era proprio quello di capire se avessero o meno ragione tutti quelli che sostengono che “uno o due spinelli non fanno nulla” o e se invece anche una sola esperienza possa avere effetti sul nostro cervello. Giustamente le riviste scientifiche hanno nuovamente messo in guardia dal fenomeno della liberalizzazione della cannabis, poiché «nuove ricerche dimostrano che le preoccupazioni sull’impatto della cannabis sugli adolescenti potrebbero essere giustificate».

Oggi non esistono più i preparati “naturali” che fumava Carlo Rovelli ai tempi dell’università, è cambiata la concentrazione di tetracannabinolo (Thc, il principio attivo): quasi il 20 per cento maggiore rispetto a 30 anni fa. Anche per questo moltissimi scienziati si stanno battendo per affiancare la cannabis alle altre droghe pesanti, come eroina e cocaina.

Cannabis: Di Maio non commenta, ma è smentito dai procuratori antimafia.

Nessun commento è arrivato dal vicepremier Luigi Di Maio che proprio una settimana ha ribadito la posizione favorevole del M5S rispetto alla liberalizzazione della cannabis, ma solo per “contrastare la criminalità”. Un’idea ampiamente smentita da giudici e procuratori antimafia, come Raffaele Cantone, Nicola Gratteri, Fausto Cardella e Paolo Borsellino.

La redazione

Catanzaro - L'intera procura è patrimonio dell'Italia che ogni mattina si alza e va a lavorare


Lunedì, 21 Gennaio 2019 12:40


Catanzaro – Proseguono gli interventi di “difesa passiva” e di rafforzamento delle misure di sicurezza per garantire l'incolumità del procuratore della Direzione distrettuale antimafia, Nicola Gratteri. Per il magistrato, da oltre trent'anni in prima linea contro la criminalità organizzata, è stato disposto il rafforzamento del dispositivo di tutela e contestualmente sono iniziati i lavori di messa in sicurezza intorno al palazzo che ospita la Procura del capoluogo e la Corte d'Appello. Lo scorso 28 dicembre, infatti, la giunta comunale di Catanzaro ha approvato il prelievo di € 60.000 dal fondo di riserva per la messa in sicurezza di obiettivi strategici. L'esecutivo comunale, dato il carattere d'urgenza del provvedimento, ha così recepito quanto emerso nel corso della riunione interforze avente ad oggetto proprio la sicurezza di Gratteri e dei magistrati catanzaresi, che si è svolta lo scorso 28 novembre. Tra i provvedimenti che sono in corso di assunzione, ci sarà l’installazione di diverse misure di difesa passive, rimozione forzata in via Argento e in via Paparo, installazione di paletti per tutto il perimetro del tribunale, installazione di dissuasori mobili a scomparsa nei pressi degli uffici della Procura, per impedire che autovetture possano “lanciarsi” nell’area in corrispondenza dello sbarco di personaggi protetti. E ancora, tra gli interventi in corso di esecuzione vi sono anche la rimozione dei cestini della spazzatura e la potatura delle siepi che insistono proprio in corrispondenza dell'ingresso del palazzo di giustizia, a dimostrazione che per garantire la sicurezza del magistrato titolare di inchieste scottanti contro la 'ndrangheta, nulla debba essere lasciato al caso. Già nelle scorse settimane, gli uomini della digos, gli artificieri antgisabotaggio del Comando provinciale dei carabinieri e i tecnici di Palazzo De Nobili avevano effettuato un sopralluogo allo scopo di saldare i tombini e di bonificare le cassette del gas e dell'elettricità. Allerta massima, dunque, e massima collaborazione tra le forze di polizia per tutelare da attentati terroristici il palazzo di giustizia e i magistrati di Catanzaro.

Nicola Gratteri - Il Sistema massonico mafioso politico, il Partito dei Giudici sono avvelenati, solo l'ombra di questo magistrato non li fa dormire tranquilli. Vogliono l'attentato, vogliono ucciderlo. Fanfulla Salvini, ministro Bonafede siete avvisati e sarete, eventualmente, corresponsabili.

Allarme attentati, scatta il piano per proteggere Gratteri: blindata al Procura di Catanzaro
21 Gennaio 2019

Rafforzate le misure di sicurezza intorno all’area del palazzo di Giustizia che ospita gli uffici della Dda ma anche la Corte d’Appello e la Procura generale


La sicurezza di Nicola Gratteri e dei magistrati a lavoro nella Procura distrettuale antimafia di Catanzaro prima di tutto. Dalle parole si è passati ai fatti seguendo le disposizioni adottate da un’apposita task force interforze riunitasi lo scorso 28 novembre.

Stop a parcheggi e soste selvagge. Aumentare le misure di sicurezza per l’area esterna al palazzo che ospita la Procura della Repubblica di Catanzaro, la Procura generale e la Corte d’Appello era stato il diktat lanciato in base alle relazioni presentate dagli esperti. Da qui un lungo elenco di interventi da effettuare trasmesso al Comune di Catanzaro. Così per proteggere Gratteri e gli altri magistrati impegnati in prima linea sul fronte del contrasto alla ‘ndrangheta e al malaffare si è deciso di alzare il livello di allerta disponendo una serie di misure di sicurezza ben precise: divieto di parcheggiare intorno all’edificio ma anche divieto di sosta lungo via Paparo e via Argento. Previsto l’utilizzo di paletti dissuasori e il servizio di rimozione forzata per evitare la sosta selvaggia. Restano invece gli spazi riservati ai mezzi militari e, in particolare, a quelli della polizia penitenziaria e della guardia di finanza.

Misure di sicurezza. Procura dunque ancor più blindata dopo il primo intervento delle scorse settimane che ha portato alla bonifica dell’intera area attraverso l’eliminazione dei cassonetti della spazzatura e sigilli ai tombini. Nulla deve essere lasciato al caso e nelle prossime ore sarà potenziato e ulteriormente rafforzato il sistema di videosorveglianza intorno al palazzo di giustizia.


Calabria - le regioni hanno nel loro bilancio circa 80% sull'assistenza sanitaria, è appetibile sia come sorgente di denaro facile sia come clientelismo

NOMINE NELLA BUFERA, IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE SANITÀ VA DA GRATTERI 
19 gennaio 2019, 20:42 Pm 

Il senatore Pierpaolo Sileri (M5S), accompagnato dal presidente dell’Antimaa Morra, ha consegnato un esposto in Procura sulle designazione della giunta regionale ai vertici di Asp e Ao. Il caso dell’incarico alla moglie di Pacenza e della manager (indagata) a Vibo. Blitz dei due esponenti pentastellati all’Annunziata: «Evidente carenza di personale». E il presidente della commissione Sanità: «Nomine potrebbero essere impugnate» 

Lo scontro tutto politico tra il governatore Mario Oliverio e la ministra della Salute Giulia Grillo è ancora fresco. L’oggetto del contendere, com’è noto, riguarda la nomina dei commissari della Aziende sanitarie e ospedaliere calabresi. Grillo ha “avvertito” il governatore, a cui è stato chiesto di coinvolgere nella decisione il neo commissario Saverio Cotticelli e il sub commissario Thomas Schael, ma i vertici della Cittadella hanno tirato dritto e la giunta regionale ha designato (o riconfermato, a seconda dei casi) i vertici delle Aziende. La questione si è però spostata anche su un piano diverso da quello politico arrivando sulla scrivania dei magistrati della Procura di Catanzaro. E sabato mattina, dopo aver chiesto audizione, si sono presentati dal procuratore capo Nicola Gratteri due senatori del M5S che presiedono altrettanti organismi parlamentari: il presidente dell’Antimafia Nicola Morra e il presidente della commissione Sanità del Senato – e secondo alcuni un potenziale, futuro ministro dello stesso settore – Pierpaolo Sileri. 

Gratteri ha accompagnato Morra e Sileri dal sostituto procuratore di turno a cui è stato consegnato un duro esposto sulle nomine della sanità calabrese. Nel documento si invoca l’intervento della magistratura in relazione alla scelta dei vertici delle Asp di Catanzaro, Cosenza, Crotone e Vibo e dell’Azienda ospedaliero-universitaria “Mater Domini” del capoluogo. Secondo i due presidenti di Commissione le nomine della giunta regionale andrebbero a ledere il principio di sussidiarietà e di leale collaborazione tra Stato e Regioni sancito dalla Costituzione. Ma ancora più gravi sarebbero alcune circostanze richiamate nell’esposto e che riguardano gli stessi manager nominati dalla Regione: alcuni non, secondo i 5 stelle, avrebbero rispettato gli equilibri di bilancio e sarebbero stati pure premiati mentre invece andavano rimossi; altri avrebbero esercitato le loro funzioni senza averne i titoli; altri ancora avrebbero tentato di nominare primari e di affidare incarichi dirigenziali a loro cari. Nell’esposto alla Procura di Catanzaro si cita, a questo proposito, il caso dell’incarico affidato alla moglie di Franco Pacenza, delegato del governatore alla sanità, ma anche quello della manager dell’Asp di Vibo, Angela Caligiuri, indagata per aver conferito l’incarico di direttore del Distretto sanitario unico a un soggetto ritenuto incandidabile perché, tra le altre cose, sottoposto a un procedimento penale. 

MORRA E SILERI: «EVIDENTE CARENZE DI PERSONALE ALL’ANNUNZIATA» «Abbiamo visitato l’ospedale dell’Annunziata di Cosenza riscontrando un’evidente carenza di personale sanitario; sicuramente competente, generoso e motivato quello presente che, nonostante le difficoltà, riesce ad erogare il servizio ai pazienti». Lo affermano, in una nota, il presidente della Commissione sanità Pierpaolo Sileri ed il presidente della Commissione antimafia Nicola Morra al termine della visita effettuata nella giornata di sabato 19 gennaio durata più di due ore. 

Sileri e Morra proseguono: «La carenza del personale è strutturale ed interessa medici, infermieri ed operatori socio sanitari (OSS). Il pronto soccorso ed alcuni reparti specialistici - puntualizza Sileri – riescono a sopportare il peso dell’affluenza dei pazienti grazie a turni estenuanti, per cui i dipendenti sono costretti a sopperire alle mancanze organizzative e di personale per continuare ad erogare il servizio. Abbiamo verificato un sovraffollamento ai limiti dell’accettabilità presso il pronto soccorso dato da due fattori: lo scarso filtro delle strutture ospedaliere periferiche, che vanno evidentemente potenziate, ed il sotto dimensionamento del pronto soccorso (pare che quello dell’Annunziata sia solo un terzo di quanto è effettivamente necessario per poter erogare un servizio che restituisca dignità ai cittadini)»

«Speriamo di poter continuare a costruire un dialogo con le istituzioni e con il personale sanitario – concludono Sileri e Morra – raccogliendo segnalazioni e suggerimenti utili a migliorare la sanità calabrese, sanzionando comportamenti ed atti contrari al diritto alla salute dei cittadini calabresi qualora vengano ravvisati». 

SILERI: «NOMINE POTREBBERO ESSERE IMPUGNATE» «Di certo la sanità calabrese deve avere una gestione diversa, anche in merito alle recenti nomine fatte dal presidente della Regione e dalla giunta, che hanno innescato un problema importante e vedremo ciò che accadrà». Lo ha detto il presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, Pierpaolo Sileri, del M5s, a margine della visita compiuta oggi assieme al senatore Nicola Morra, presidente della Commissione parlamentare antimafia, nell’ospedale di Cosenza. «Potrebbero essere impugnate, di certo siamo presenti e non consentiremo nessun atto illegale. Il presidente non ha avuto rispetto dei calabresi, che sono quelli che ci rimettono di più».

La lampada ad induzione magnetica vuole combattere il led

Lampade a induzione magnetica: analisi e sviluppi

ANALIZZIAMO I VANTAGGI E I MOTIVI DELLO SVILUPPO DI APPLICAZIONI ILLUMINOTECNICHE CON L’IMPIEGO DI LAMPADE A INDUZIONE MAGNETICA A PARTIRE DALLA LORO STORIA



Città, scuole, amministrazione pubblica, centri commerciali richiedono l’utilizzo di fonti di luce che forniscano elevata efficienza energetica, risparmi sui costi e rispetto dell’ambiente.
Analizziamo i vantaggi e i motivi dello sviluppo di applicazioni illuminotecniche con l’impiego di lampade a induzione magnetica a partire dalla loro storia.

Già nel 1890 Nikola Tesla dimostrò la possibilità di generare la ionizzazione di gas senza l’uso di elettrodi e il 23 giugno 1891 ottenne il brevetto USA 454.622.
Nel 1994 la General Electric iniziò la produzione in serie di questa lampada denominata Genura, e attualmente la lampada è molto diffusa, in particolare negli Stati Uniti.
Nel periodo precedente il 1994, la lampada non ha avuto molta diffusione in quanto il problema del risparmio energetico e della durata di vita non avevano ancora sensibilizzato sufficientemente opinione pubblica e fornitori.
Come sono fatte le lampade a induzione magnetica?

Schema: 1 ballast elettronico – 2 anelli in ferrite – 3 amalgama di mercurio – 4 polveri di fosforo

Le lampade a induzione magnetica potrebbero essere considerate come lampade fluorescenti, ma con una fondamentale differenza: il bulbo illuminante contenente il gas è perfettamente sigillato in quanto non ci sono elettrodi da posizionare all’interno del bulbo.

L’innesco di accensione si ottiene attraverso il campo magnetico generato da due bobine avvolte su un nucleo di ferrite, montate in posizione diametralmente opposta.
Il campo magnetico prodotto da corrente ad alta frequenza accelera gli elettroni liberi nel gas all’interno del bulbo e questi elettroni colpiscono ed eccitano gli atomi di un’amalgama di mercurio di 2mg, la stessa amalgama che i dentisti utilizzano per le otturazioni, quindi maneggiabile e riciclabile. Questi atomi danno energia ai propri elettroni i quali, ritornando nello stato di equilibrio, producono radiazioni elettromagnetiche. Queste radiazioni, dopo essere passate attraverso la pellicola di fosforo che ricopre l’interno del bulbo, escono come “luce” nel campo visivo.

L’assenza di elettrodi permette alla lampada di avere una vita molto più lunga rispetto a qualunque altra soluzione oggi presente sul mercato.
Tutti i componenti e i materiali utilizzati non sono inquinanti e sono perfettamente riciclabili!

La lampada a induzione necessita di un dispositivo d’accensione: il ballast.
La qualità del sistema a induzione magnetica è strettamente legata anche alla tecnologia di costruzione del ballast, quindi ogni produttore mette sul mercato un sistema che ha sicuramente elementi distintivi rispetto gli altri.
Lampade a induzione magnetica vs led

Le lampade a induzione magnetica da qualche anno si propongono in un mercato che è dominato dai LED in quanto i LED sono stati introdotti diverso tempo prima e anche da un elevato numero di player.
A parte questo “ritardo”, vale la pena analizzare anche le lampade a induzione magnetica perché sono caratterizzate da parametri altamente competitivi, non solo tecnici, ma anche di prezzo.
A causa le dimensioni della lampada a induzione magnetica, la gamma degli apparecchi disponibili è un po’ più limitata rispetto alla gamma dei LED.
Non sono, infatti, prodotte plafoniere a eccezione di quelle di dimensioni 60x60cm e 40x40cm e non è prodotto nulla nella gamma dei faretti.
Sono invece prodotte lampade monotoroide con zoccolo E27 ed E40.

Vale sicuramente la pena di armarsi di senso critico e volontà analitica per fare una comparazione di tutte le caratteristiche distintive delle lampade a induzione magnetica e dei LED.
Bisognerà quindi verificare l’indice di resa cromatica, l’abbagliamento, la percezione di luminosità, la durata di vita, il decadimento, la possibilità di regolare il flusso, il flickering, le temperature di esercizio, la sensibilità ai disturbi, la manutenzione e per finire la classe di rischio fotobiologico e le garanzie.
Con una fornitura che ottimizzi la risposta a tutti i parametri sopra indicati significa aver contribuito a far si che le persone possano lavorare meglio e di più.

In un secondo articolo verranno analizzati i parametri caratteristici per analizzare le differenze tra lampada a induzione magnetica e tecnologia LED.

Articolo redatto per ElettricoMagazine da Ing. Andrea Angelini

JUMP Facility è un gruppo di professionisti e imprese che agisce su persone, processi e risorse per permettere alle aziende di liberare energie e concentrarsi sullo sviluppo del proprio business. Tramite consulenza, formazione e gestione di progetti, JUMP Facility supporta le aziende per l’ottimizzazione e riorganizzazione delle risorse, la facilitazione del cambiamento, il benessere in azienda, lo sviluppo di sistemi manageriali e informativi per il 4.0 e l’IoT nel settore facility management.

Gli ebrei sionisti aggrediscono e uccidono in Siria, sono assetati di sangue umano

lunedì 21 gennaio 2019

L'escalation guerrafondaia USA-Israele contro l' Iran è verosimile. E' necessario opporsi subito.


La notizia di oggi, 21 gennaio, è che Israele bombarda in Siria obiettivi che definisce iraniani, e, per la prima volta, rivendica gli attacchi in Siria mentre in occasioni precedenti aveva mantenuto il silenzio su operazioni militari nel paese di Damasco che tutti gli osservatori, anche occidentali, attribuivano a lei.

Una notizia della scorsa settimana, era invece il vertice anti Iran che si terrà a Varsavia il 13 e 14 febbraio, organizzato e guidato dagli USA.

La coalizione che si vuole mettere in piedi in occasione del vertice polacco di febbraio punta dichiaratamente a destabilizzare il governo iraniano.

"Sostenendo l' opposizione esistente" dichiarano gli USA. Ma quasi sicuramente, creando una opposizione, ora assente, che miri al rovesciamento della repubblica islamica attuale e non aspiri solamente a riforme democratiche nel quadro attuale.
La volontà bellicosa e avventurista degli Stati Uniti è verosimile, infatti gli USA stanno implementando sanzioni all' Iran che potrebbero rivelarsi un flop, o, se invece fossero implementate come nelle intenzioni, destabilizzerebbero l' economia del petrolio, mettendosi contro un fronte comprendente Cina, Russia e Unione Europea, che vorrebbero aggirare queste sanzioni.

In entrambi i casi Trump, già in difficoltà sulla questione del muro con il Messico, si troverebbe in una condizione ancora più debole.

Per il momento gli USA hanno esentato dalle sanzioni Cina, Turchia, India, Italia e altri 4 paesi, ma ad aprile scade l' esenzione e la situazione non pare andare verso il congelamento dell' esistente.

L' escalation bellicosa contro l' Iran è quindi verosimile, i tempi dei passi del prossimo futuro già definiti: febbraio in Polonia, e decisione ad aprile sulle sanzioni.

Il pericolo va segnalato immediatamente,

anche se saremo in pochi a dichiararci contrari a questa operazione pericolosa che vedrà l' Italia di Salvini spalleggiare Trump e contrastare invece l' Unione Europea che cercherà di frenarlo.

Ma anche questa volta sarà giusto opporsi, in controtendenza, alla follia guerrafondaia.

Tra qualche settimana il quadro sarà più chiaro di oggi, ma potrebbe essere troppo tardi.

Marco Palombo

In Francia la polizia non difende i cittadini ma li spara

SABATO 19 GENNAIO 2019
In Francia si parla delle “flash-ball”

Sono i proiettili di gomma utilizzati dalla polizia per contrastare i "gilet gialli", e secondo alcuni andrebbero vietati perché troppo pericolosi

 
(AP Photo/Thibault Camus)

Da settimane in Francia si discute delle cosiddette “flash-ball”, proiettili di gomma utilizzati dalla polizia per disperdere la folla durante le manifestazioni settimanali dei “gilet gialli“, il movimento nato quasi due mesi fa per protestare contro l’aumento delle tasse sui carburanti deciso – e poi ritirato – dal governo del presidente Emmanuel Macron. Il nome tecnico dei fucili che utilizzano le flash-ball è LBD, un acronimo che sta per Lanceur de balle de défense (traducibile con “lanciatori di palle da difesa”).

I fucili di questo tipo sono stati brevettati dall’azienda francese Verney-Carron e ne esistono diverse versioni, ma quella di cui si sta discutendo di più è la LBD40, un fucile a canna singola con un calibro di 40 mm che permette di sparare fino a una distanza di 30 metri, a una velocità di 100 metri al secondo. Il fucile è stato progettato affinché i proiettili non penetrino nella carne, e l’azienda produttrice li descrive come à létalité atténuée (“meno letale”), quindi non esplicitamente “non letale”.

I fucili di questo tipo esistono dal 1990 e la polizia francese li ha in dotazione dal 2002: negli scorsi anni avevano già fatto discutere, e diverse associazioni per i diritti umani che ne avevano chiesto il divieto d’uso. Nelle ultime settimane, però, queste richieste si sono fatte sempre più insistenti, in seguito alle denunce da parte di numerosi “gilet gialli” che sono stati feriti dalle flash-ball, in alcuni casi gravemente. Il collettivo Désarmons-les, che denuncia le violenze della polizia, ha detto che in totale sarebbero state ferite gravemente 94 persone, di cui 71 proprio a causa delle flash-ball, mentre altre cifre riportate da BBC parlano di 40 feriti.

Tra questi c’è un vigile del fuoco volontario, Olivier Béziade, che durante le proteste del 12 gennaio è stato colpito alla tempia destra da un proiettile di gomma e ha riportato un’emorragia cerebrale. Per operarlo i medici gli hanno indotto un coma farmacologico, da cui è uscito il 18 gennaio. Sempre il 12 gennaio una ragazza ha riportato la frattura della mascella, e nelle settimane precedenti si stima che diverse altre persone abbiano subito fratture e ferite dolorose a causa delle flash-ball, anche se non ci sono cifre ufficiali. Sui social network sono state pubblicate molte foto che sembrano dimostrarlo: il fotografo francese David Dufresne sta raccogliendo su Twitter centinaia di queste segnalazioni (ci sono immagini molto forti). In passato c’erano stati diversi casi di persone ferite dalle flash-ball, e nel 2010 a Marsiglia un uomo era stato ucciso.

La polizia ha detto che i fucili LBD40 vengono utilizzati dalla polizia solo in casi eccezionali in cui non ci sono altri modi per difendersi, e sparando solo al torso o agli arti. Alla fine di dicembre la Corte europea per i diritti umani ha rigettato la richiesta di divieto di utilizzo delle flash-ball, portata avanti da alcuni “gilet gialli” feriti durante le manifestazioni; il 18 gennaio il ministro dell’Interno Christophe Castane ha difeso apertamente l’utilizzo di queste armi, sostenendo che senza il loro utilizzo «ci sarebbero molti più feriti». Per ora la Francia è un caso piuttosto raro in Europa e, come ha spiegato a Euronews il segretario generale del sindacato di polizia Silp Cgil, Daniele Tissone, in Italia armi del genere non sono in dotazione alle forze dell’ordine.

Siria - gli ebrei sionisti lanciano missili umanitari aggredendo un paese sovrano, già dilaniato, uccide come se niente fosse quattro uomini e il governo italiano è silente, l'Unione Europea è silenziosa, il mondo nasconde la testa nella sabbia. Aumenta, aumenterà sempre di più l'odio nei confronti dei sionisti

Israele bombarda la Siria per colpire "obiettivi iraniani" e minaccia Damasco "di non rispondere". 4 soldati siriani morti


I sistemi di difesa aerea siriani hanno respinto un attacco nei cieli di Damasco nella notte di domenica. Lo riporta l'agenzia di stampa statale SANA. L'esercito israeliano ha dichiarato di aver voluto colpire le forze "Quds iraniane" e ha ammonito l'esercito siriano di non rispondere.

In seguito ad un presunto attacco iraniano denunciato dal regime di Tel Aviv nella giornata di domenica con il lancio di un razzo terra-terra iraniano verso una località sciistica israeliana sul Monte Hermon (alture del Golan), Israele ha preso di mira i siti militari di Qud iraniani in Siria, come i siti di stoccaggio di munizioni, un sito militare situato nell'aeroporto internazionale di Damasco, un sito di intelligence iraniano e un campo di addestramento militare iraniano.

Una fonte militare citata da SANA ha detto che le difese aeree siriane hanno intercettato la maggior parte dei missili israeliani prima che colpissero gli obiettivi. La fonte ha aggiunto che Israele ha lanciato diversi missili guidati da terra e aria. In una breve dichiarazione su Twitter, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno annunciato: "Stiamo attaccando Forza Qods iraniana in Siria. La Israel Defence Force avverte le Forze Armate Siriane di non provare a colpire il territorio di Israele o le sue forze".

"Il missile terra-terra di media gittata di ieri contro le Alture del Golan controllate da Israele è di produzione iraniana e non è mai stato usato all'interno della guerra in Siria". Lo ha spiegato ai giornalisti il portavoce militare israeliano Jonathan Conricus secondo cui "il missile è stato portato in Siria dall'Iran con l'intento di colpire nel futuro Israele". "Quello di ieri sul Monte Hermon - ha concluso - è stato un attacco premeditato in un'aerea dove c'erano migliaia di civili israeliani". Nel suo comunicato il portavoce militare afferma che "sparando ieri verso Israele l'Iran ha dato la prova definitiva delle sue reali intenzioni in Siria" ed ha aggiunto che da parte sua il regime siriano resta responsabile per tutto quanto avviene nel suo territorio.

Le forze di difesa aerea siriane hanno distrutto oltre 30 missili da crociera e bombe guidate durante l'attacco israeliano nelle prime ore di oggi: lo sostiene il ministero della Difesa russo, citato dall'agenzia Interfax.

"Quattro soldati siriani sono stati uccisi e sei hanno riportato ferite" nel raid israeliano in Siria: lo riferisce il Centro di Controllo di difesa nazionale del ministero della Difesa russo.

Testimoni sul terreno hanno riferito di aver sentito esplosioni sopra Damasco fino a notte fonda e si sono fermati intorno alle 2:00 ora locale. SANA, citando il proprio corrispondente, ha riferito che i missili volavano sopra il territorio libanese.



اشتباك جوي لأكثر من 10 دقائق ومازال فوق سماء العاصمة دمشق
والدفاعات الجوية السورية تتصدى

Domenica scorsa, le difese aeree siriane avevano respinto un altro raid aereo israeliano. Secondo il ministero della Difesa russo, quattro F-16 israeliani avevano lanciato missili guidati nel territorio siriano. Sono stati intercettati sette missili, senza danni riportati sul terreno. Israele sta regolarmente attaccando obiettivi all'interno della Siria giustificandosi con l'obiettivo di impedire alle forze iraniane di prendere piede nel paese. Gli attacchi aerei spesso non vengono riconosciuti dall'IDF, ma in una recente intervista il capo di stato maggiore IDF Gadi Eisenkot ha rivelato la sua vera portata: "migliaia di bersagli" hanno colpito in raid "quasi quotidiani", con 2.000 bombe sganciate nel solo nel 2018.

Notizia del: 21/01/2019

Trump si è cacciato in un vicolo cieco e la Cina gli ha offerta una via di fuga. Gli Stati Uniti sono messi male tra deficit commerciale e quello statale, federale, aziendale e privato

BREAKING NEWS: LA GUERRA COMMERCIALE E’ FINITA!

Scritto il 21 gennaio 2019 alle 08:00 da icebergfinanza


In omaggio alla ormai famosa antibiblioteca di Umberto Eco, di cui abbiamo parlato nell’ultimo “outlook2019” ecco il primo cigno bianco del 2019, la notizia principale del fine settimana è che la Cina ha deciso di aiutare gli Stati Uniti a risolvere tutti i loro problemi, noi poi vi racconteremo per quale motivo, più che un cigno bianco, questo sembra un asino che vola con tutto il gregge di ingenui che crede possibile la promessa di Pechino…

Della prima parte vi abbiamo già parlato venerdì, Mnuchin è un povero illuso, come i suoi amici di Wall Street, la seconda parte è la più interessante e la riporta Bloomberg, le solite indiscrezioni…

Ha aggiunto ottimismo sui mercati anche un’altra indiscrezione riportata da Bloomberg secondo la quale la Cina si è detta disponibile ad aumentare enormemente le importazioni di prodotti americani per diminuire il deficit commerciale lamentato dagli americani e pari l’anno scorso a 323 miliardi di dollari: Pechino starebbe valutando la possibilità di alzare il valore dell’import dagli Stati Uniti di oltre mille miliardi di dollari in maniera progressiva fino ad azzerare l’avanzo con gli Usa a partire dal 2024. Avrebbe avanzato questa proposta durante i colloqui che si sono tenuti a Pechino a inizio mese.

Fin qui nulla di nuovo, negli ultimi anni queste promesse sono state fatte più volte, ma gli ingenui e i fessi hanno sempre bisogno di speranza.

Infatti, tanto per dirne una, il dollaro australiano. il suo andamento, mentre sto scrivendo, non sembra affatto credere alle promesse cinesi, alla notizia del fine settimana.

Come riporta Bloomberg, secondo una nostra vecchia conoscenza, l’economista Brad Sester, anche una massiccia abbuffata di acquisti probabilmente non riuscirà a eliminare il deficit commerciale con la Cina, Sester è stato vice segretario aggiunto per l’analisi economica internazionale al Tesoro durante l’amministrazione Obama.


Ma vediamo cosa ci racconta nei particolari l’importante economista americano, alla fine vi faccio una rapida sintesi di quello che ha scritto, giusto per evidenziare quanto sono furbi i cinesi o meglio quanto si credono furbi…

Il primo punto è super cinico, dice Brad, l’offerta cinese fatta agli Stati Uniti era quella di sbarazzarsi del surplus utilizzando i numeri cinesi. Quindi il modo più semplice per ridurre l’avanzo è esportare di più verso Hong Kong e non verso gli Usa, ci pensano loro poi ad esportare verso gli Stati Uniti le stesse merci. Se osservate il grafico è impossibile che la Cina esporti agli stessi livelli verso UE e USA, Hong Kong non è in alcun modo paragonabile ai due continenti, quindi è semplicemente impossibile che la merce esportata verso HK, sia utilizzata a HK. Chiaro il concetto?

Visto che in circolazione ci sono tanti ingenui e fessi disposti a bersi le promesse cinesi, Sester suggerisce di fare ricorso alla matematica…

Brad spiega che non è possibile eliminare il deficit bilaterale tra Cina e Usa senza fare danni in mezzo mondo e addirittura in Cina e Stati Uniti, ad esempio per ottenere un crollo delle importazioni degli Stati Uniti dalla Cina, la Cina avrebbe bisogno di incoraggiare l’industria elettronica globale a reinventarsi, spostando l’assemblaggio finale in altri paesi, a danno della Cina, stessa e questo non lo farà mai.

Le importazioni degli Stati Uniti di telefoni cellulari dalla Cinanell’anno 2017 erano 70 miliardi, le importazioni di computer e accessori erano simili,quasi un terzo del deficit commerciale era proprio li.

Come fate a credere ad una simile fesseria, suvvia è impossibile, la notizia è irreale, lo sa bene Lighthizer, non è scemo come Mnuchin, uno che non può venire che da Wall Street.

L’altra notizia è che Trump ha proposto ai democratici tre anni di copertura per i figli degli immigrati irregolari in cambio del muro

Una tutela di tre anni per 800mila dreamer, gli immigrati entrati nel Paese da bambini al seguito di genitori irregolari, e per 300mila migranti con uno status di protezione temporaneo (Tps), in cambio di 5,7 miliardi di dollari per 370 km di muro in acciaio al confine col Messico: è la nuova proposta di Donald Trump ai dem per mettere fine ad uno shutdown entrato nel suo 29/mo giorno.

La risposta non si è fatta attendere…picche, lo shutdown continua!

In realtà, anche se è il più lungo della storia non provocherà alcun problema all’economia americana, sono solo stati chiusi un bel mucchietto di inutili enti governativi che in maggioranza si occupavano di raccogliere dati e ogni tanto manipolarli. Hanno chiuso la NASA? A cosa serve la NASA? E’ morto qualcuno. Scherzi a parte, nessun problema, può durare ancora qualche mese.

Una cosa comunque è certa, milioni di americani sono finanziariamente impreparati a far fronte alla prossima crisi.

I tassi sulle carte di credito sono aumentati vicino al 6 %!


Quanto lontano possono andare le famiglie americane se uno o due percettori di reddito perdono il lavoro? Con quasi il 60% degli americani che hanno meno di 1.000 dollari in risparmi e il 15% con meno di $ 5.000, non andranno molto lontani.

Nel frattempo la donna morta che cammina, Theresa May, domani dovrà ripresentarsi in Parlamento per il piano B, ma sembra che nulla cambia, sarà interessante osservare la reazioni al prossimo giro…

Da quanto è trapelato nelle ultime ore sui media britannici, non ci saranno cambiamenti radicali e quindi il rischio che il piano sia nuovamente bocciato è molto alto.

Prima di occuparci del reddito di cittadinanza, in due parole a beneficio di chi crede ancora che gli asini voleranno nei prossimi mesi grazie ai miracoli di Wall Street, ricordo due punti fondamentali che abbiamo condivo nell’ultimo manoscritto, “Machiavelli: Europa l’ultimo treno.” Outlook 2019.

Partiamo da qui da questa immagine, grazie allo splendido lavoro quotidiano di Lance su REALINVESTMENTADVICE




La seconda immagine, viene dalla dinamica dell’Araba Fenice, serve solo per evidenziarvi come all’interno di un trend decisamente negativo siano previsti due sensibili rimbalzi come è accaduto in questi primi giorni di gennaio.



Per il resto la fotografia è davvero nitida…


Sia ben chiaro, se a Wall Street saranno in grado di stupirci a noi non cambia la vita, reddito fisso, qualche cedola e nuove occasioni nei prossimi giorni come direbbe il nostro Machiavelli.

Ciò di cui potete essere certi è che questa è una settimana decisiva per le sorti dei mercati azionari, di più non vi diciamo, godetevi lo spettacolo.

Concludiamo con le ultime perle del nostro Lacy Hunt, dal suo ultimo outlook trimestrale, per la prima volta parla di tassi zero o negativi, come stiamo facendo noi da almeno un paio di anni.

Siamo orgogliosi di avere visto lontano come Lacy Hunt, uno che di reddito fisso se ne intende, visto che è sulla breccia da quasi mezzo secolo, con una performance semplicemente strepitosa, qui sotto l’andamento del suo fondo negli anni…


Ne parleremo in dettaglio nel prossimo manoscritto, Lacy ha esaminato tre periodi di tempo in cui sufficienti difficoltà economiche sono sorte al punto tale da richiedere una energica risposta della Fed pur in presenza di una recessione vera e propria mai materializzata. Una leggerissima recessione nel 2019 metterebbe in grave crisi la Fed la quale oltre a portare i tassi a zero, potrebbe impegnarsi in un altro esperimento mai testato prima con imprevedibili conseguenze.

State sintonizzati, la fase finale è appena iniziata, lo suggerisce la storia.

Banca Etruria c'era un Sistema che funzionava per truffare i risparmiatori e tutta la catena di comando sapeva e lavorava per questo

Truffa Etruria, perché la richiesta di condanna: "Il rischio dei clienti non li fermava"

La testimone chiave è la promoter finanziaria: da lei dipende la sentenza finale. "Bond a un pubblico che non sapeva cosa fossero, rassicurazioni sui rischi»

di Salvatore Mannino
Ultimo aggiornamento il 22 gennaio 2019 alle 05:31

Manifestazione di protesta. Risparmiatori di banca Etruria Arezzo

Arezzo, 22 gennaio 2019 - Due di loro sono sfilati in aula difendendosi con le unghie coi denti, ma solo uno Paolo Mencarelli è riuscito a convincere la procura che se c’è stata una «cabina di regia» per il collocamento truffaldino delle subordinate, lui non ne faceva parte. Per i quattro colleghi dirigenti, il Pm Julia Maggiore non ha dubbi: incitarono direttori e dipendenti delle filiali a piazzare i due prestiti di obbligazioni subordinate del 2013 «a tutti i costi, anche a rischio di recare pregiudizio ai clienti».

Il che per l’accusa integra appunto il concorso morale nella truffa. La testimonianza chiave di un sistema che avrebbe previsto premi e punizioni, elogi ai più solleciti e rimproveri a chi si mostrava incerto, è nella requisitoria d’accusa quella di Paola F., la promoter che ha raccontato di aver subito da Luca Scassellati le minacce che lui ha sempre negato (anche dal banco degli imputati perchè è l’altro che si è sottoposto all’esame in aula) di averle rivolto.

Due verità l’un contro l’altra armate e da quella che il giudice Angela Avila (la stessa del processo di Martina, forse al suo ultimo grande processo prima di diventare Gip) riterrà più credibile dipenderà la sentenza. Racconta dunque la signora Paola che quando si mostrò restia a un collocamento da lei considerato a rischio per i clienti, il direttore d’area le prospettò rischi concreti di carriera e che poi in un successivo colloquio, sempre nell’estate 2013, quella del primo prestito, le fu detto esplicitamente che ci sarebbero state conseguenze.

Poi diventate, dice ancora lei, il trasferimento a Sansepolcro con perdita dell’originario portafogli clienti. No, ribatte Scassellati, sostenuto dal direttore del personale e dal vicedirettore generale Emanuele Cuccaro: a Paola F. fu tolto il portafogli perchè si temeva che se lo portasse dietro presso la nuova banca della quale aveva accettato la proposta di lavoro. Quanto ai toni, non sarebbero mai stati perentori come sono stati raccontanti, tanto che la signora fu valutata come una dei migliori promoter.

Il Pm Maggiore però non accetta questa ricostruzione e fa propria quella della signora: le proposte di passaggio da una banca all’altra erano la normalità, lei si risolse ad accettarla solo dopo il trasferimento a Sansepolcro vissuto come una punizione. Dopo, dunque, e non prima i dissapori sulla vendita dei bond. Un racconto che sarebbe rafforzato da quello un po’ meno ricco di dettagli di altri due colleghi promoter, Giorgio M. e Luca M.

Tre testimonianze alle quali la procura aggiunge la messe di email di incitamento partite dalla sede centrale verso le filiali, con linguaggio fra il colorito e l’entusiastico. Normale in queste operazioni? Non è questo il punto, ribatte il Pm: quei toni ci dicono che non ci si fermava dinanzi a niente per esaurire il collocamento.

Non si sarebbero fermati, così sollecitati, nemmeno i dipendenti delle filiali, per i quali Julia Maggiore descrive alcune fra le storie più eclatanti: i titoli piazzati a chi nemmeno sapeva cosa fossero, le rassicurazioni sul rischio inesistente, la pressione a disinvestire i vecchi bond per i nuovi anche quando non erano scaduti.

Esce di scena invece una dei casi più patetici, quello dell’anziana madre di Castiglion Fibocchi che perse i 100 mila euro necessari al sostentamento della figlia disabile. La signora ha ritirato la querela

Banca Etruria - Interverrà il Partito dei Giudici per stendere la rete di protezione

Crac Banca Etruria, pm chiede la stangata per la truffa

Mano pesante: tre anni per Scassellati e Baiocchi, 2 anni e sei mesi per Fedeli e Fantacchiotti: sono i presunti istigatori alla truffa. 13 richieste di condanna in tutto

Ultimo aggiornamento il 21 gennaio 2019 alle 14:49

Protesta Etruria

Arezzo, 21 gennaio 2018 - Non ci è andata leggera la pm Iulia Maggiore che ha pronucniato stamani la requisitoria contro gli imputati nel processo per truffa, uno dei filoni giudiziari sul crac Banca Etruria. Un'autentica stangata è stata infatti chiesta per quattro dei presunti istigatori alla truffa, i dirigenti che secondo le accuse avrebbero pressato i direttori di filiale per vendere le obbligazioni subordinate al pubblico indistinto.

Tredici le richieste di condanna, quattro delle quali appunti per i presuenti istigatori: 3 anni e 800 euro di multa a Luca Scassellati e a Federico Baiocchi Silvestri; 2,5 anni e 700 euro di multa a Samuele Fedeli e Luigi Fantacchiotti. Per loro l'accusa era di istigazione alla truffa. Chiesta invece l'assoluzione per un altro dirigente, Paolo Mencarelli.

Per gli altri nove, accusati di truffa aggravata la richiesta è stata 1,5 anni di reclusione e 600 euro di multa. Assoluzione richiesta per la presunta truffa che era stata denunciata da un ingegnere aretino che aveva perduto nella risoluzione della banca mezzo milione. Il professionista ha ritrattato in aula, ammettendo che la firma sul documento di acquisto delle subordinate era effettivamente la sua.

La richiesta di condanna per istigazione si basa fondamentalmente sulla testimonianza dei due promotori che hanno parlato di pressioni subite per piazzare le subordinate senza andare troppo per il sottile. In particolare Paola F., che a questo punto diventa la testimone chiave dell'accusa, ha raccontato di vere e proprie minacce subte da Scassellati, direttore dell'area aretina, quando lei manifestò perplessità sul collocamento dei titoli.

Minacce che si sarebbero poi concretizzate nel trasferimento a Sansepolcro, con contestuale taglio del vecchio portafogli clienti. Ma la difesa ha sempre opposto che si sarebbe trattata di una misura per evitare che la clientela trasmigrasse insieme alla promoter che stava per trasferirsi in un'altra banca. Il Pm Maggiore tuttavia ancora pienamente credibile la verità di Paola FR. E' su questo probabilmente che si giocherà la sentenza, prevista per marzo.

Siria - i missili degli ebrei sionisti sono invisibili

Guerra in Medio Oriente di Israele alle porte dell’Europa: nessuno dice nulla


21 gennaio 2019

I raid israeliani in Siria anti-Iran sono la dimostrazione di quello che scriviamo da tempo: gli Usa hanno delegato allo stato ebraico il ruolo di gendarme del Medio Oriente, alle porte di casa. Ora manca solo una “provocazione” ai confini con il Libano per avere un altro fronte del conflitto.

Silenzio assordante dell’Europa, ricattata per altro da Erdogan sui profughi.

Alberto Negri

Energia pulita - eolico offshore in Cina

La Cina scommette sull’eolico offshore

21 GENNAIO 2019


Cina investe 18 miliardi di dollari per 24 impianti eolici offshore

La Cina scommette sull’eolico offshore: il Governo, con l’obiettivo di ridurre la sua dipendenza delle fonti fossili, ha approvato numerosi progetti per la realizzazione di ventiquattro nuovi impianti, per un investimento totale di 18 miliardi di dollari.

I diversi impianti sorgeranno tutti al largo della provincia di Jiangsu e, entro il 2020, avrebbero una potenza complessiva di 6,7 GW.

L’obiettivo finale sarà quello di arrivare a 10 GW di energia eolica offshore complessiva: tutto rientra nel progetto denominato “Tre Gole sul mare”,rifacendosi al mega progetto rinnovabile Tre Gole sul fiume Azzurro (idroelettrico).

La Cina, ad oggi, è il terzo produttore di energia eolica offshore, dietro a Regno Unito e Germania, ma potrebbe scalare presto il podio.