Il PROTEZIONISMO diventa il soggetto spinto dalla DEFLAZIONE ordo-liberista

Il PROTEZIONISMO diventa il soggetto spinto dalla DEFLAZIONE ordo-liberista
La ragione di ciò sta nel fatto che la cuspide del potere di queste due nazioni (Francia e Germania) comprende benissimo che la crisi strutturale di quei capitalismi perdura, si accresce, e non è domata dalla retorica europeista. La deflazione ordo-liberista erode i margini, fa scendere i tassi di profitto, rende più difficile la circolazione del capitale fisso e la finanza può far crescere qualche rendita, ma non crea lavoro, né prospettive per il giovane proletariato franco-tedesco. La circolazione del capitale si blocca e allora si ricorre al naturale e normale espediente che è il protezionismo. Ma questo scardina le basi stesse della struttura tecnocratica europea. Butta nel fango i trattati di Maastricht e di Lisbona, trasforma in canzoni da melodramma le recite neo liberiste. Giulio Sapelli http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2017/8/27/GEO-FINANZA-Dalla-Cina-alle-cicale-la-Germania-prepara-il-terremoto-dell-Ue/779737/

L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 20 aprile 2018

Siria - da Ghouta e da Douma i terroristi tagliagola mercenari bombardavano umanamente i civili di Damasco ma le anime candite occidentali non se non se ne sono mai accorte

SIRIA. I TUNNEL DEI JIHADISTI CHE I TG NON VI HANNO MOSTRATO.

Maurizio Blondet 20 aprile 2018 

Per giorni i tg ci hanno raccontato che stavano ritardando l’accesso degli esperti OPWC a Douma, al luogo del preteso attacco chimico. Facendo intendere che erano i russi e i siriani, che avevano qualcosa da nascondere.

Il vero motivo può essere in questi tunnel che le tv non vi hanno fatto vedere. E’ l’impressionante labirinto nascosto che – liberata Douma – i liberatori hanno scoperto sotto l’abitato: decine di chilometri di camminamenti, di cui colpisce la vastità e spaziosità – in certi tratti potevano passarci veicoli – e perfettamente fortificati: in modo da far capire che i tagliagole erano affiancati da importanti unità di genio militare occidentale.


E’ovvio che prima di far accedere gli esperti internazionali, le truppe dell’asse di resistenza abbiano voluto accertarsi che questo labirinto non nascondesse trappole esplosive o d’altro tipo.

Del resto alla sicurezza dei tecnici OPWC non provvedono le forze le forze siriane né quelle russe. Come ente sovrannazionale, essi sono protetti da un apposito apparato delle Nazioni Unite, lo United Nations Department of Safety and Security (UNDSS). Il direttore, di nome Peter Drennan, è un agente d’alto livello della polizia federale di Australia: potrebbe aver lui ritardato le cose, per consentire agli ultimi britannici di nascondere la partecipazione inglese alle operazioni dei terroristi? E’ sempre più chiaro infatti che il “caso Skripal” e le accuse dell’uso di gas chimici a Douma, vanno interpretati come un estremo sforzo di ritardare la resa dell’enclave di Goutha per far esfiltrare i consulenti in uniforme Usa, inglesi e israeliani.


Ma forse la causa è più semplicemente l’estrema pericolosità dei luoghi. Il direttore generale dell’OPWC, Ahmet Üzümcü, un diplomatico turco di carriera che è stato anche rappresentante della Turchia alla NATO, ha emesso un comunicato in cui spiegava che “il 16 aprile”, lo UNDSS (cioè gli agenti dell’ONU addetti alla loro sicurezza) “hanno preferito prima (di farsi accompagnare dai russi) fare una visita di ricognizione dei siti” in modo autonomo. “Al Sito 1 si è radunata una grande folla e il parere del gruppo di ricognizione dello UNDSS è stato di ritirarsi. Al Sito 2, il gruppo è stato fatto segno di tiri con armi da fuoco ed scoppiato un esplosivo. Il team di ricognizione ha fatto ritorno a Damasco”.

(On 16 April, we received confirmation from the National Authority of the Syrian Arab Republic that, under agreements reached to allow the evacuation of the population in Ghouta, the Syrian military were unable to enter Douma. The security for the sites where the FFM plans to deploy was under the control of the Russian Military Police. The United Nations Department of Safety and Security (UNDSS) has made the necessary arrangements with the Syrian authorities to escort the team to a certain point and then for the escort to be taken over by the Russian Military Police. However, the UNDSS preferred to first conduct a reconnaissance visit to the sites, which took place yesterday. FFM team members did not participate in this visit.)


I media non hanno raccontato ciò che davvero avveniva a Douma in quelle ore: l’armata siriana ha liberato 200 civili, alawiti e cristiani, che i jihadisti – specificamente quelli di Jaish al-Islam, pagati dai sauditi – hanno tenuto prigionieri per cinque anni,usandoli come scudi umani e persino portandoli in giro su camion chiusi in gabbia. Le varie Goracci non hanno potuto documentare la gioia e la commozione di questi prigionieri che hanno ritrovato le famiglie, che li temevano ormai morti.


Sono i civili di Douma che hanno scavato i tunnel: lo hanno raccontato loro, spiegando che dovevano scavare, per ricevere le razioni alimentari.

I tg mainstream naturalmente non hanno riportato la testimonianza in video del ragazzino Hasan Djab, uno di quelli che appaiono nel video dei Caschi Bianchi come “Intossicati dall’attacco chimico” . Ne ha già parlato l’Antidiplomatico:

“Eravamo nel seminterrato. La mamma mi ha detto ‘oggi non abbiamo niente da mangiare, cosa mangeremo domani?’ Abbiamo sentito un grido fuori, dicendo “vai all’ospedale”. Siamo corsi all’ospedale e non appena sono entrato, mi hanno afferrato e hanno iniziato a buttarmi acqua addosso “, ha aggiunto Hasan Diab.

Suo padre aggiunge che era al lavoro quando ha saputo che suo figlio era in ospedale. È corso verso l’ospedale e ha trovato la sua famiglia lì in buona salute, è andato in strada, precisando che non sentiva alcuna arma chimica. Secondo le loro dichiarazioni, i miliziani davano da mangiare a tutti i partecipanti (datteri, biscotti e riso) e poi li rilasciavano.



Il racconto è stato raccolo da un giornalista russo, sicché le goracci del caso possono schifarlo come propaganda russa (loro invece…). Ma l’ambasciatore di Mosca all’Onu mostrerà questo video col racconto del bambino al Consiglio di Sicurezza.



Gli ebrei occupano abusivamente terre non loro e schiacciano il popolo palestinese, nelle loro intenzioni e fare un genocidio

Dal 1967 Israele ha emanato 50.000 ordini di detenzione amministrativa contro i Palestinesi

Evidenza - 19/4/2018

Il Comitato palestinese per gli Affari dei prigionieri afferma che dal 1967 Israele ha emesso circa 50 mila ordini per la cosiddetta detenzione amministrativa contro i palestinesi, quando il regime occupò i Territori palestinesi.

Il Comitato ha dichiarato, questo lunedì, che il numero di ordini di detenzione amministrativa è aumentato drasticamente dal 2002, aggiungendo che 427 palestinesi sono attualmente detenuti a causa di tale meccanismo.

La detenzione amministrativa è una sorta di reclusione senza processo o accusa che consente a Israele di incarcerare i palestinesi fino a sei mesi. L’ordine di detenzione può essere rinnovato per periodi di tempo indefiniti.

Il Centro per gli studi dei prigionieri palestinesi (PPCS) ha invitato le organizzazioni internazionali per i diritti umani a fare pressione su Israele affinché si attenga alle disposizioni delle Convenzioni di Ginevra e rispetti i diritti dei prigionieri palestinesi.

Il capo della PPCS, Raafat Hamdouneh, ha dichiarato che i prigionieri palestinesi stanno affrontando condizioni difficili e ha lanciato l’allarme sulla situazione altamente esplosiva alla luce degli abusi quotidiani commessi contro di loro dalle forze israeliane.

Secondo Hamdouneh, quasi 6.500 prigionieri palestinesi sono tenuti in situazioni intollerabili, dove le visite sono proibite, i libri e l’istruzione sono vietati, il cibo è povero e la loro salute è trascurata.

Gaza segna la giornata dei prigionieri.

Il 17 aprile ha segnato la Giornata dei Prigionieri nei Territori palestinesi occupati. In questa occasione, i palestinesi dimostrano il loro sostegno ai detenuti nelle carceri israeliane.

In una dichiarazione rilasciata lunedì, Hanan Ashrawi, membro del Comitato esecutivo dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, ha dichiarato: “Mentre continuiamo a rendere omaggio ed affermare il nostro sostegno a tutti i prigionieri palestinesi, ex ed attuali, all’interno delle carceri israeliane, ci viene ricordata la loro fermezza ed impegno indissolubile per l’indipendenza e la giustizia di fronte alla violazione intenzionale e violenta e alla svalutazione dei loro diritti e delle loro vite da parte dell’occupante militare belligerante”.

Sempre domenica, decine di utenti su sedie a rotelle hanno partecipato ad una gara soprannominata “Marathon 1.500” a Gaza per dimostrare solidarietà ai malati o feriti palestinesi in prigione.

Nelle ultime settimane, nella Striscia di Gaza, Israele ha violentemente represso le manifestazioni di massa pacifiche contro il regime d’occupazione. 35 palestinesi sono stati uccisi.

La Striscia di Gaza è sotto assedio israeliano dal giugno 2007. L’embargo ha causato un declino del tenore di vita e livelli senza precedenti di disoccupazione e povertà.

Traduzione per InfoPal di F.H.L.

Prossimo presente governo M5S-Centrodestra escluso lo zombi che è cotto

"A Mediaset i 5 Stelle pulirebbero i cessi". Berlusconi furibondo, riapre al Pd. Salvini lo stoppa: "Sbaglia, con loro ci va da solo"
Il Cav : "Sono un pericolo per la democrazia". Ma il leghista dissente e insiste per il pre-incarico: "Faccio 3 passi avanti per evitare Pd al Governo"

20 aprile 2018

CORBIS VIA GETTY IMAGES,

"È gente che non ha mai fatto nulla nella vita: nella mia azienda li prenderei per pulire i cessi". Silvio Berlusconi è furibondo contro i 5 Stelle e nel suo tour molisano non si tiene. "Di Maio ha una buona parlantina, non posso negarlo, ma non ha mai combinato niente di buono per sé, per la sua famiglia, per il Paese. Non possiamo affidare l'Italia a gente come lui". Ed ancora: "Nessun accordo è possibile con i 5 Stelle, un partito che non conosce l'abc della democrazia, che prova invidia sociale, formato solo da disoccupati, e che rappresenta un pericolo per l'Italia".

Silvio Berlusconi appena arrivato in Molise, è fuori di sé per i continui veti dei 5 Stelle sulla sua persona, riapre all'ipotesi di un governo di centrodestra che trovi i numeri in Parlamento tra il Pd e il Gruppo Misto. Le sue parole sono respinte da Matteo Salvini, che insiste per avere il pre-incarico e per un'intesa fra centrodestra e 5 Stelle: "Se va col Pd ci va da solo, senza la Lega. Io sono a disposizione, faccio anche tre passi avanti per evitare il Pd al Governo". Il centrodestra si frantuma, almeno a parole.

Berlusconi se la prende anche con gli italiani che "hanno votato molto male. Seguo tutto con disgusto, va tutto di male in peggio". Boccia l'eventuale mandato al presidente della Camera Roberto Fico: "Già il fatto di dare un incarico a uno così la dice lunga... Tutti i 5 Stelle sono incapaci di fare qualcosa di buono per l'Italia"... "Dal punto di vista della responsabilità e della democrazia", ha aggiunto Berlusconi, "il Pd è anni luce davanti ai 5 Stelle". E riapre al Nazareno: "Sono contrario al no secco al Pd per un discorso sul programma. La coalizione di centrodestra potrebbe concretamente fare accordi con uomini saggi, con i parlamentari dei gruppi misti e anche esponenti del Pd"..."Nella formazione del governo ho cercato di dare seguito a cosa voleva la Lega in modo che qualche persona competente fosse dentro una squadra di inefficienti. Ma ho verificato quanto il Movimento 5 Stelle sia un partito non democratico, un pericolo per l'Italia".

Salvini replica a Berlusconi. "Sbaglia Berlusconi quando dice che gli italiani votano male e che ci sono partiti pericolosi, non ci sono partiti pericolosi". Lo dice Matteo Salvini a Milano. A"spetto rispettosamente l'incontro al Senato e le scelte del presidente della Repubblica, dopo le scelte del presidente della Repubblica mi sentirò libero di mettermi direttamente a disposizione, perché veti incrociati, perdite di tempo, ammiccamenti di Pd, Berlusconi e Di Maio non sono rispettosi degli italiani". "Sbaglia Berlusconi quando dice che gli italiani votano male e non capiscono nulla, o quando dice che ci sono partiti pericolosi. Risbaglia quando pensa che si possa riportare al governo il Pd. Ho sempre chiarito a Berlusconi che io, col Pd di Renzi, Boschi, Banca Etruria e Mps non voglio avere niente a che fare. Se lui invece vuole, lo dica chiaramente". "Piuttosto che riportare il Pd al governo faccio tre passi avanti io. Sono a disposizione personalmente e direttamente".

"Aspettiamo la riflessione. Spero di essere oggetto di questa riflessione ma non so se posso ambire a tanto": ha detto il segretario della Lega Salvini rispondendo una domanda sugli spunti di "riflessione politica" che il presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati ha detto di aver dato al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un rischio di fare come Bersani? "non mi interessa - ha risposto - La gente mi chiede di andare avanti".

Rosato: "Sul sostegno Pd al centrodestra il Cav sogna". "Berlusconi sogna se pensa di potersi prendere alcuni esponenti del Pd. E sogna ancora di più se pensa che possa esserci il Pd a sostegno di un governo con Salvini e la Meloni". Lo dice Ettore Rosato, vicepresidente Pd della Camera, parlando con i giornalisti in Transatlantico. "Non faremo la ruota di scorta di nessuno", aggiunge con riferimento sia al centrodestra che al M5s.

11 settembre 2001 - alle Consorterie Guerrafondaie Statunitensi ed Ebraiche gli serviva il casus belli e quindi lo hanno creato

11/9: la fiaba della terza torre, quella che crollò da sola

Scritto il 11/9/13 

«Se chiedete al primo che vi capita, di età superiore ai 20 anni, quante furono le torri crollate l’11 Settembre, avrete quasi sempre la stessa, stranita risposta: due, ovviamente. Due aerei, due torri: dunque furono gli aerei ad abbattere le Twin Towers». Invece, no: «Le torri abbattute furono tre. E questo provoca ancora adesso molti mal di testa a chi vuole sostenere la versione ufficiale». Alla conta, infatti, “manca” sempre la terza torre del World Trade Center, denominata Wtc-7, che crollò alle 17.20 del “giorno maledetto”, senza esser stata colpita da nessun aereo. Per Giulietto Chiesa, quel crollo-fantasma è un po’ il simbolo dell’atto terroristico più misterioso e devastante della nostra storia recente, destinato ad aprire l’incubo della “guerra infinita”: Iraq e Afghanistan, Libia e Siria, e domani l’Iran. Data fatidica, per il “grande alibi” dell’impero pericolante: occupare, militarmente, un mondo ormai multipolare, progressivamente egemonizzato da nuovi protagonisti, in pole position la Cina – che, secondo i neocon al potere l’11 Settembre, entrerà in rotta di collisione con la “sicurezza Usa” entro il 2017, cioè domani.

I dettagli sul misterioso crollo dell’“edificio-7”, scrive Giulietto Chiesa sul “Fatto Quotidiano”, sono evidenziati dal sito, ormai tradotto anche in



italiano, del “Consensus 9.11 Panel”, il gruppo di esperti indipendenti che reclama, finalmente, la verità sul più terrificante attentato terroristico mai subito da cittadini americani. Il Wtc-7, che si trovava a ben due isolati di distanza dalle Twin Towers, fu colpito e danneggiato dai detriti della Torre Nord. Pompieri e polizia lo fecero sgombrare e comunicarono a molti giornalisti che presto sarebbe crollato. Alle 5.20 del pomeriggio l’attico della parte est dell’edificio crolla – visibilmente con qualche secondo di anticipo rispetto al crollo dell’attico ovest, mentre in simultanea l’intero edificio comincia a scendere in caduta libera. La commissione ufficiale che avrebbe dovuto dare risposta alla miriade di interrogativi rimasti aperti su quello strano attentato non fa cenno alcuno, nelle sue oltre 500 pagine, al crollo del Wtc-7: come non fosse esistito. Forse perché proprio quel crollo così anomalo «contiene molte chiavi» per riaprire la vera storia dell’11 settembre 2001.

Anche il Nist, National Institute to Standards and Technologies, cui fu affidata l’indagine tecnica sui crolli, si occupò solo delle Twin Towers. «Strano, nevvero? Ci vollero più di sette anni – ricorda Chiesa – per sapere cosa il Nist pensava del crollo del Wtc-7. E si dovette aspettare il novembre 2008 per leggere il “Final Nist Report on the Collapse of World Trade Center Building 7”». Anni «spesi assai male», se è vero che i tecnici del Nist «li impiegarono ad arrampicarsi sugli specchi alla ricerca di uno straccio di risposta». Non lo trovarono, ma in compenso «ne inventarono alcuni, diversi e perfino contrastanti tra loro». E fu una fortuna, per loro, che «l’intero mainstream americano li aiutò a nascondere la verità». Su quali punti si basa infatti quel rapporto? Quello cruciale è che il Wtc-7, in mancanza di un aereo, crollò “soltanto a causa del fuoco dell’incendio”. Il crollo, aggiunsero, non fu in caduta libera, bensì in caduta “progressiva”. A sostegno di queste tesi venne prodotta una simulazione al computer. «Vedere per credere», commenta Chiesa. Perché, «sfortunatamente, questa conclusione non quadra per niente con i dati a disposizione».

Chi osservi i filmati («che, non a caso, furono resi noti solo a distanza di qualche anno») può accertare che l’East Penthouse crolla per conto proprio qualche secondo prima del resto. Lassù «non c’erano danni visibili dei detriti, che erano molto più in basso». In quegli attimi decisivi, i filmati mostrano il Wtc-7 ancora intatto. «Ci sono incendi, ma di piccola entità». Poi, all’improvviso, il collasso – che avviene simultaneamente, su tutta la lunghezza dell’edificio (circa 100 metri, da est a ovest). I piani – come rivelano i filmati – «rimangono perfettamente paralleli mentre l’edificio sprofonda in una nuvola di polvere identica a quelle delle Twin Towers». Dunque, «non si registrano cedimenti settoriali: l’edificio entra in caduta libera tutto intero, senza perdere la sua forma». Nonostante ciò, la ricostruzione del Nist è surreale: dice che fu il fuoco a far crollare l’edificio, e che i detriti che lo colpirono non furono “determinanti”. Poi però sostiene che i cedimenti strutturali che produssero la “progressiva” caduta furono provocati “anche” dalle distruzioni prodotte dai detriti. «La ricostruzione al computer del collasso, prodotta dal Nist, naviga in questa ambiguità, ma non corrisponde in alcun modo agli eventi osservati», ed è clamorosamente smentita dai video, ormai di pubblico dominio.

Per il Nist, resta dunque solo il fuoco a spiegare il crollo. «Ma nemmeno il fuoco può contraddire le immagini televisive», insiste Giulietto Chiesa. «Ed è stato ad abundantiam dimostrato che nemmeno un incendio di gigantesche proporzioni (che peraltro non ci fu) avrebbe potuto trasformare le travi d’acciaio che sostenevano l’edificio in salcicce pieghevoli». Tutte le analisi scientificamente decenti, aggiunge Chiesa, hanno accertato «l’evidente implausibilità dell’ipotesi che un edificio in acciaio entri in caduta libera: non avviene, non è mai avvenuto, non può avvenire. A meno che non vi siano stati esplosivi per scardinare i supporti e le connessioni tra le travature». Esplosivi, certo: è l’unica spiegazione ragionevole, di fronte alle due “spiegazioni” ufficiali, entrambe smentite dai fatti – il crollo “progressivo” (al posto della “caduta libera” che i video documentano) e il fuoco come causa del crollo.

Nell’agosto 2008, poco prima della pubblicazione del rapporto del suo team, lo stesso capo-investigatore del Nist, Shyam Sunder, in un contraddittorio pubblico si è lasciato sfuggire «ammissioni talmente gravi da richiedere il ritiro del filmato che le conteneva»: il video è stato sostituito da una nuova versione, del 17 settembre 2010. «Ma anche nella seconda versione – scrive Chiesa – il Nist è costretto a confermare che ci fu una “accelerazione gravitazionale” (cioè caduta libera) di 2,25 secondi». La simulazione al computer non dimostra niente, conclude Giulietto Chiesa. Forse, «sarebbe utile che il Nist accettasse gentilmente di pubblicare i dati dei modelli su cui hanno lavorato i suoi computer». Ma questi dati «non sono stati rivelati», e intanto «sono passati altri 5 anni». Se qualcuno sperava che almeno Barack Obama potesse far luce sul “mistero dei misteri”, destinato a sconvolgere il pianeta, s’è dovuto ricredere: tutto quello che ha fatto Obama è stato proporre la “fiction” della presunta uccisione di Osama Bin Laden, senza uno straccio di immagine, lasciando raccontare che la sua salma sarebbe poi stata inabissata “con rito islamico”, da una portaerei, nell’Oceano Indiano. Nel frattempo, i Navy Seals impegnati nel misterioso blitz in Pakistan sono tutti morti, uccisi da un missile a Kabul. Per i loro famigliari, la Casa Bianca non ha fatto nulla per chiarire le circostanze della strana morte di quegli scomodi testimoni.

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Catturato in Siria uno degli organizzatori dell'attacco dell'11 settembre 2001

Mohammed Haydar Zammar aveva addestrato Atta e i suoi compagni: dalle fila di Al Qaeda era passato in quelle dell'Isisdi SIRIA GUERRIERI

20 aprile 2018

Osama Bin Laden

I guerriglieri curdi delle Ypg, le Unità di protezione del popolo, hanno arrestato uno dei presunti componenti della cellula di Al Qaeda di Amburgo, tra gli organizzatori dell’attacco alle Torri Gemelle di New York. Mohammed Haydar Zammar, jihadista tedesco di origine siriana, secondo le indagini condotte dagli 007 tedeschi e americani tra il 1998 e il 1999 reclutò e inviò in Afghanistan le figure chiave dell'attentato al World Trade Center. Compreso il dirottatore del volo AA11 che si schiantò sulla Torre Nord, Mohammed Atta.

Nel rapporto della Commissione statunitense di indagine sull’11 settembre 2001 Zammar è indicato come uno degli uomini di Osama Bin Laden in Germania. Nato ad Aleppo nel 1960, ma vissuto in Germania fin dall’età di dieci anni, secondo gli investigatori l’uomo fin da giovanissimo è un seguace di Al Qaeda, per diventare poi nel 1997 il leader della cellula di Amburgo.

Esponenti dell’SDF, la coalizione a guida curda che sta combattendo contro l’Isis, hanno riferito che Zammar è ora nelle mani delle Ypg. "Dopo un'attenta osservazione lo abbiamo arrestato nella Siria settentrionale", ha dichiarato una fonte di alto livello delle Unità di protezione del popolo curdo (Ypg).
Nel dicembre del 2001 Zammar viene arrestato in Marocco, in un'operazione coordinata dalla Cia. Anziché trasferirlo negli Usa, gli statunitensi lo consegnano alle autorità siriane, che nel 2007 lo condannano a 12 anni di carcere per militanza nei Fratelli Musulmani. Con lo scoppio della guerra civile in Siria molti dei terroristi legati ad Al Qaeda detenuti nelle carceri del regime fuggono in circostanze poco chiare. Moltissimi altri vengono liberati dallo stesso Bashar Al Assad.

Una volta libero, l’uomo - stando alla ricostruzione dell’intelligence Usa - si unisce alle fila dell’Isis. Nel 2014 viene filmato ad Aleppo, mentre ascolta il discorso del vice di Abu Bakr Al Baghdadi. Ormai inserito ai vertici del Califfato, Zammar continua per lo Stato islamico il lavoro di reclutatore iniziato per Bin Laden. A fine 2014 giungono alla Cia segnalazioni della presenza del jihadista in Egitto. Si tratta di un incontro di alto livello organizzato dal Califfo in persona,
per convincere un gruppo di jihadisti del Sinai a entrare nell’Isis. Zammar è lì, come rappresentante di Al Baghdadi.

Secondo fonti militari curde Zammar ora è detenuto presso il quartier generale dell'intelligence curda nei pressi di Raqqa.

Niente più glifosato sulle nostre tavole, ora che l'euroimbecille corroto Pd non ha più la maggioranza al Parlamento

AGROALIMENTARE
Accordo Ceta: Coldiretti, “Parlamento fermi le importazioni di grano al glifosato”

19 aprile 2018 @ 10:52


“Il Parlamento ha l’opportunità di fermare le importazioni di grano al glifosato destinate alla produzione di pasta come hanno già fatto i principali gruppi industriali italiani che hanno annunciato di non aver firmato nessun contratto per l’importazione del grano dal Canada dove il potente erbicida viene utilizzato in preraccolta, a differenza di quanto avviene in Italia dove questa pratica è vietata”. È quanto afferma la Coldiretti sottolineando che nel nuovo Parlamento “ci sono le condizioni per bocciare la ratifica del Ceta, l’accordo di libero scambio tra Europa e Canada, entrato in vigore il 21 settembre 2017 in via provvisoria a livello europeo, proprio in attesa dei pronunciamenti nazionali. “L’Italia – sottolinea la Coldiretti – deve intervenire per difendere la sicurezza ambientale e alimentare dei propri cittadini dopo che anche i principali gruppi industriali hanno motivato la loro scelta per l’impossibilità dei produttori canadesi di rispettare i parametri qualitativi per effetto dell’utilizzo del glifosato prima del raccolto”. “Ci auguriamo che il rinnovato Parlamento metta al più presto in calendario il voto sulla ratifica del trattato di libero scambio con il Canada che è in vigore in via provvisoria da oltre sei mesi senza il necessario pronunciamento della volontà popolare previsto dalle normative”, ha affermato il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo. “Non è accettabile che alle importazioni sia consentito di aggirare le norme previste in Italia sulla sicurezza – aggiunge – mentre è invece necessario che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri a tutela della salute, garantendo che dietro tutti gli alimenti, italiani e stranieri, in vendita sugli scaffali nazionali ci sia un percorso di qualità”.

Siria - Idlib per l'euroimbecille Bonino la città deve rimanere in mano ai terroristi tagliagola mercenari

Ripulire Idlib dai terroristi? Questa la risposta shock di Emma Bonino


Ripulire Idlib dall’Isis? Assolutamente no. Lo dice la Bonino a Il Mattino che, dopo avere affermato che “i russi hanno impedito l'invio degli ispettori incaricati di verificare la presenza delle armi chimiche” e ignorando il salvacondotto per i jihadisti che il governo di Damasco, per evitare ulteriori bagni di sangue, ha concesso per Aleppo est e per Ghouta, così si esprime: “Io penso che la prossima drammatica tappa di questo conflitto sarà il tentativo di Assad di controllare e ripulire la zona di Idlib dove sono concentrate le forze dell'Isis, una zona con oltre un milione di abitanti per il cui dominio si rischia una catastrofe umanitaria superiore a quella di Aleppo (…) Io chiederò nel mio intervento al Senato martedì, che l'Italia e gli altri Paesi europei facciano di tutto per evitarlo”.
Per il milione di siriani attualmente ostaggio dell’Isis, ovviamente, nessuna “preoccupazione umanitaria”.

E dire che c’è ancora chi considera la Bonino “di sinistra”

F.S.
Notizia del: 19/04/2018

Siria - armi chimiche, una menzogna


Siria: padre Bahjat, francescano di Damasco. “Armi chimiche? Una menzogna”

-19 aprile 2018

Damasco, 19 apr – Sono sempre di più le voci sul campo che in Siria cercano di raccontare una verità diversa da quella preconfezionata della stampa mainstream occidentale. Sono le voci di chi vive sulla propria pelle gli orrori di una guerra che va avanti ormai da oltre sette anni e ha mietuto quasi mezzo milione di morti. Dopo il reportage di Robert Fisk sull’Indipendent, un altro testimone afferma che bisogna essere cauti nell’accusare il presidente Bashar al Assad di usare le armi chimiche.

Padre Bahjat Elia Karakach è un francescano della Custodia di Terra Santa, quell’istituzione fondata da San Francesco al tempo delle crociate per garantire la tutela dei luoghi santi in Medio Oriente. È parroco a Damasco, presso il convento dedicato alla conversione di San Paolo, uno dei luoghi più simbolici e importanti per il cristianesimo di tutto il mondo. In questi giorni la sua voce sta risuonando sulle chat di whatsapp mediante un audio in cui afferma che quella delle armi chimiche è una menzogna, alimentata dagli Stati Uniti e dai suoi alleati.

“Per chi mi chiede sull’uso di armi chimiche da parte del governo – dichiara il francescano con una voce ferma e in un italiano perfetto, che non lascia spazio a interpretazioni ambigue – vorrei ricordare che nel 2003 l’Iraq è stato attaccato dagli Stati Uniti e i suoi alleati con la pretesa di combattere un regime che aveva in dotazione le armi chimiche. È stata una menzogna”. E per aprire ancora di più gli occhi all’Occidente aggiunge: “Ogni volta che l’esercito governativo regolare riesce a riconquistare un’area che era stata presa dai ribelli terroristi, c’è questa messa in scena per convincere l’opinione mondiale che si sta combattendo un regime sanguinario”.

Parole dure, che se avessero la giusta enfasi sui media di casa nostra potrebbero indurre a una seria discussione e a una riflessione onesta e obiettiva sulla realtà siriana. Ma quella di padre Bahiat è solo l’ultima voce cristiana in difesa del governo di Assad che arriva a noi dalla Siria. Sono infatti molte le personalità religiose cristiane che non se la sentono di accettare la narrativa della guerra siriana così come l’Occidente sta facendo ormai da anni.

Lo ha affermato il vescovo caldeo di Aleppo e presidente di Caritas Siria, monsignor Antoine Audo, secondo cui gli attacchi con armi chimiche sono solo un pretesto per “continuare la guerra, alimentare il commercio di armi e compiacere l’Arabia Saudita”. E lo ha ribadito il Vicario apostolico di Aleppo dei Latini, monsignor Georges Abou Khazen, che a proposito del raido di Usa, Gran Bretagna e Francia ha detto: “Con questi missili hanno gettato la maschera. Prima era una guerra per procura. Ora a combattere sono gli attori principali. Sono sette anni, è iniziato l’ottavo, che si combatte sul suolo siriano e ora che gli attori minori sono stati sconfitti, in campo sono scesi i veri protagonisti del conflitto”.

giovedì 19 aprile 2018

17 aprile 2018 - Siria, Gentiloni: ''L'Italia non è neutrale, siamo da sempre alleati deg...



violazioni del diritto internazionale è quando si bombarda umanamente la Siria e non ci può essere padrone che tenga perchè ci convinca del contrario

Caso Skripal - la May se avesse ancora un poco di dignità dovrebbe dimettersi e ritirarsi a vita privata

La fake news del secolo ridicolizzata. "Arma segretata dei russi" contro Skripal per Londra, ma il contenitore della sostanza è stato brevettato negli Usa!


Ennesimo colpo di scena nel “caso Skripal”. Ora viene fuori che, il 1° dicembre 2015, per utilizzare la sostanza identificata come “Novichok” – additata dal governo inglese come “un’arma segreta dei russi” era stato, addirittura, brevettato negli Stati Uniti, dal ricercatore americano T. Rubin, un apposito contenitore.

Lo rivela il rappresentante di Mosca presso l'Opac, Alexander Shulguín, il quale ha mostrato in video un documento, presentato durante la sessione del Consiglio esecutivo dell'OPCW (l’Agenzia per il controllo delle armi chimiche e biologiche), dell’Ufficio brevetti e marchi degli Stati Uniti che chiede all’analogo Ufficio russo chiarimenti circa la brevettabilità di un particolare dispositivo ideato da T. Rubin destinato ad ospitare gas nervini: "Alcune delle sostanze attive che possono essere opzionalmente dotate in questo proiettile sono i seguenti agenti: tabun, sarin, soman, cyclosarin, VG, VM, VR, VX e agenti tipo Novichok."


Il video del Comitato investigativo della Federazione Russa (postato originariamente su Youtube a
be/7D6Z_yGEFSY?t=249">questo indirizzo e da noi ripostato sul canale Youtube de L’Antidiplomatico per potere attivare la traduzione automatica dalla lingua russa a quella italiana) mostra, inoltre, le persone che all’aeroporto di Mosca hanno avuto contatti con Yulia Skripal, affermando che in nessuna di esse si sono manifestati segni di avvelenamento.

Shulguín ha, inoltre dichiarato che le notizie apparse sui media secondo le quali l'OPCW avrebbe indicato “l’origine russa del Novichok “ sono completamente false e destituite di fondamento.




Francesco Santoianni
Notizia del: 19/04/2018

Francia - quell'euroimbecille di Macron capace solo a fare bombardamenti umanitari calpestando il diritto internazionale senza uno straccio di prova


Francia: scioperi da Sncf a Air France
Ma anche proteste università, bloccata Sciences Po


© ANSA/EPA


Redazione ANSAPARIGI
18 aprile 201813:20NEWS

(ANSA) - PARIGI, 18 APR - Continuano i blocchi e le proteste sociali in Francia. A cominciare dallo sciopero dei treni. Oggi circola appena un Tgv su tre, un intercity su quattro, due regionali su cinque, nell'ambito della protesta spalmata su tre mesi dei dipendenti della Sncf opposti alla riforma ferroviaria adottata ieri all'Assemblea nazionale.

Nona giornata di sciopero anche in casa Air France con i piloti che chiedono un aumento dei salari del 5,1% e circa il 30% dei voli rimasti a terra.

Ma le proteste riguardano anche il mondo universitario.

Diversi atenei del Paese sono già da settimane oggetto di diverse forme di mobilitazione contro la riforma dell'Insegnamento superiore adottata dal governo di Emmanuel Macron. La novità è che ora i blocchi toccano anche Sciences Po, l'alta scuola di studi politici nel cuore di Parigi, in cui, tra l'altro, si diplomò anche l'attuale presidente.

Siria - Assad è riuscito a incarnare l'Interesse Nazionale e il prossimo presente governo M5S-Centrodestra è l'Interesse Nazionale, mettere l'Italia in sicurezza ora adesso subito

Cosa ci insegna il popolo siriano

L’integrità di un uomo e di un popolo si misura dal coraggio. E noi occidentali infatti siamo morti da un pezzo.

di Sebastiano Caputo - 14 aprile 2018

L’attacco sarà stato anche circoscritto ed estemporaneo, come dicono i politologi sempre pronti a perdonare all’alleato americano qualsiasi sopruso, ma intanto questa notte gli abitanti di Damasco sono saltati dal letto credendo che fosse arrivato il giorno dell’Apocalisse. Ora staremo a vedere se davvero si tratta solo di una rappresaglia perché anche se fosse non nasconderebbe il supporto diretto e indiretto che gli Stati Uniti insieme ai loro alleati della regione hanno dato in tutti questi anni ai gruppi terroristici che hanno portato la guerra in Siria. Da questo episodio fulmineo, quasi inaspettato dopo che le tensioni sembravano essersi calmate, alcuni aspetti fondamentali devono farci riflettere in profondità.

La dove sono finiti i missili di Jaish al Islam su Damasco, con la liberazione della Ghouta, sono iniziati quelli occidentali. Così i governi di Washington, Parigi e Londra hanno violato il diritto internazionale, colpendo uno stato sovrano, prima ancora che arrivassero le prove (se un giorno le troveranno!) dell’utilizzo di armi chimiche da parte del governo siriano. Cosa aspettarsi del resto da chi ci ha spiegato la necessità di contrastare le “Fake News” sul web se poi è lo stesso Generale James Mattis, capo della Difesa Usa, a raccontarci che le uniche argomentazioni a loro favore provengono dai social media (legati ai terroristi della Ghouta!). Insomma, c’è chi ora, dopo aver fabbricato le notizie e fomentato la campagna mediatica, può felicemente esultare: i jihadisti e gli scemi di guerra occidentali.

Adesso più che mai occorre mobilitarsi. Intellettuali, scrittori, artisti, giornalisti: impegnatevi! E’ giusto prendere una posizione anche contraria, senza quella fottuta paura di essere tacciati come sostenitori di Bashar al Assad. Che poi di fronte ai suoi avversari politici, da Barack Obama, colui che ha fatto esplodere la regione, insieme ai flussi migratori, sostenendo le “primavere arabe”, fino a Donald Trump, un presidente palesemente commissariato dal complesso militare-industriale, si è dimostrato, contro ogni aspettativa, un degno erede dei grandi leader arabi del secondo Novecento. Ben Ali e Mubarak presero il primo aereo, mentre lui è rimasto a Damasco, fino alla fine, con la promessa di morirci se necessario. E poi perché Bernard Henry Levi può trascinarci in guerra, contro i nostri interessi nazionali, come accaduto in Libia, e noi, non potremmo avere il diritto di fermare la guerra in Siria per difendere i nostri di interessi nazionali?

L’interesse nazionale è qualcosa che va al di là dello schieramento politico, della destra e della sinistra, così anche il nuovo governo ha una grande occasione davanti a sé: riprodurre una seconda “Sigonella”e riscattare, per un’altra volta, la sovranità del Paese. Ci pensi bene se vuole davvero un posto nella storia oppure finire come tutti gli altri nell’oblio degli avvenimenti, superati da un mondo che sta cambiando radicalmente. L’arroganza ha finalmente smesso di essere un argomento politico. 



La Siria ci ha insegnato che il confine tra bellicismo e vigliaccheria è molto sottile. Per cui anche noi, prima di incitare a una nuova aggressione, guardiamoci allo specchio, e domandiamoci cosa faremmo in caso di guerra. Probabilmente la maggior parte scapperebbe con un biglietto in prima classe. Cosa che alcuni siriani, persino quelli più facoltosi, non hanno fatto (vedi il Generale Simon Al Wakeel nella foto). C’è addirittura chi ha finanziato la resistenza con i propri soldi, ritrovandosi con una divisa militare sulle prime linee. L’integrità di un uomo e di un popolo si misura dal coraggio. E noi infatti siamo morti da un pezzo.

M5S è un falso ideologico, è il Pd 2.0


https://scenarieconomici.it/le-vere-ragioni-del-no-di-m5s-a-berlusconi/

Se riusciremo a ricondizionare la plastica non sarebbe un risultato di poco conto

Scoperto per caso l'enzima che divora la plastica in un lampo

Si potranno riciclare completamente le bottiglie in Pet.

[ZEUS News - www.zeusnews.it - 18-04-2018]


A volte le migliori invenzioni nascono quasi per caso.

Studiando un batterio precedentemente sconosciuto, un gruppo di ricercatori ha scoperto che, con alcuni piccoli interventi, è possibile fargli produrre un enzima in grado di smantellare la plastica con grande efficacia.

Tutto è iniziato quando, nel 2016, in una discarica giapponese è stato scoperto un batterio che pareva naturalmente in grado di "mangiare" la plastica grazie alla produzione di un particolare enzima.

Tale enzima pareva avere una struttura simile a quella degli enzimi usati da molti batteri per dissolvere la cutina, un polimero usato da alcune piante per proteggere i propri tessute tegumentari.

Manipolandolo per studiarlo meglio, gli scienziati si sono accorti di essere riusciti ad aumentarne l'abilità di mangiare il Pet (Polietilene tereftalato), il materiale di cui sono fatte le bottiglie di plastica.

«È un miglioramento modesto - pari a circa il 20% - ma non è questo il punto» ha commentato il professor John McGeehan, dell'Università di Portsmouth, nel Regno Unito. «È incredibile perché ci dice che l'enzima non è ancora ottimizzato. Ci dà la possibilità di adoperare tutta la tecnologia usata da anni e anni nello sviluppo di altri enzimi per trasformarlo in un enzima super-veloce».

L'obiettivo finale è rendere il Pet completamente riciclabile. Oggigiorno, infatti, quando si parla di riciclare le bottiglie di plastica si intende che è possibile utilizzarle per creare fibre da trasformare in tappeti o vestiti.

Grazie all'enzima, invece, può essere possibile «trasformare la plastica di nuovo nei suoi componenti originari» come spiega ancora il professor McGeehan. «Ciò significa che non avremo più bisogno di estrarre petrolio e, in sostanza, ciò alla fine dovrebbe ridurre il quantitativo di plastica nell'ambiente».

La polizia di stato si vorrebbe ristrutturare centralizzandosi e creando un potere enorme in capo ad una persona unica

Romanzo Viminale con decreto in extremis. Ecco chi comanderà in Polizia. Arriva una struttura che gestirà 7 miliardi

18 aprile 2018 di Stefano Sansonetti

Il provvedimento è arrivato in questi giorni alla Commissione speciale per l’esame degli atti del Governo, da intendersi ovviamente come quello uscente di Paolo Gentiloni. Di sicuro c’è stata una gran fretta di incardinarlo, se le carte pervenute alla Camera lo scorso 12 aprile dicono che c’era la necessità di approvarlo “nei tempi più brevi possibili”. Parliamo di uno schema di decreto del presidente della Repubblica con cui, lontano dai riflettori, si intende modificare l’organizzazione degli uffici centrali di livello dirigenziale del Ministero dell’interno. In particolare si punta a modificare in profondità gli assetti del Dipartimento della pubblica sicurezza, quello da cui dipende la Polizia di Stato. Il provvedimento, quindi, sembra avere la spinta dal ministro uscente, Marco Minniti, e del capo della Polizia, Franco Gabrielli. Gli articoli sono pochi, due, ma incidono parecchio.

La mossa – L’effetto più dirompente è la cancellazione dell’attuale Direzione centrale degli affari generali della Polizia di Stato, quella che sin qui si è occupata della delicatissima e strategica pianificazione delle dotazioni di risorse umane e strumentali degli uffici. Un universo di attività in cui, neanche a dirlo, è compresa la predisposizione di voluminosi bandi di gara necessari al funzionamento delle forze dell’ordine. Il personale di questa Direzione, ossia 243 unità, verrà inglobato in quella che oggi si chiama Direzione centrale per le risorse umane (competente sul personale), alla quale però lo schema di decreto cambia nome in “Direzione centrale per gli affari generali e le politiche del personale della Polizia di Stato”. E qui ci si deve fermare un attimo. Quest’ultima, infatti, sarà una sorta di maxi Direzione destinata ad assumere le vere leve di comando di tutta la macchina amministrativa della Polizia. Non per niente la Relazione illustrativa al provvedimento, trasmessa anch’essa alla Commissione speciale, dice che la nuova struttura è “destinata a diventare la centrale unica degli acquisti del Dipartimento di pubblica sicurezza”. In soldoni vuol dire un potere enorme accentrato, visto che finora gli appalti, rammentano i documenti, erano gestiti da 7 uffici diversi. L’analisi tecnico-normativa allegata al decreto, nel chiarire che lo scopo della nuova Direzione è “una più efficace programmazione e pianificazione dei processi di spesa curati dal Dipartimento”, dice che i flussi di denaro in questione nel solo 2017 sono stati di 7,4 miliardi di euro. Insomma, il decreto messo in extremis sui binari da Minniti, verosimilmente in accordo con Gabrielli, rappresenta un cambiamento a suo modo enorme. E il livello di attenzione diventa ancor più alto se si considera, come spiegano le carte, che in realtà entro il 31 dicembre del 2018 è atteso un più vasto regolamento di ristrutturazione degli uffici dirigenziali del Ministero dell’interno. Ma lo stesso Viminale, realizzando che tra un’attuazione e l’altra il disegno complessivo rischia di andare per le lunghe, ha vestito di urgenza quella parte del progetto che riguarda la Polizia. Il tutto mentre il Paese è ancora alle prese con i tentativi di formare un Governo.

I profili – Ma quanto incidono eventuali partite di potere su questa sorta di “blitz”? Oggi a capo della Direzione affari generali, come detto destinata allo smantellamento, siede il prefetto Filippo Dispenza, nominato nell’aprile del 2016 dall’allora Governo di Matteo Renzi. A capo della Direzione risorse umane, che invece ingloberà la prima e cambierà nome, fino a pochissimo tempo fa c’era il prefetto Mario Papa, che però a febbraio 2018 è stato nominato Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse. Al suo posto, in quella che è destinata a diventare la Direzione strategica della Polizia di Stato, è stato chiamato Giuseppe Scandone, già direttore della Scuola di Polizia di Roma. Si tratta di un nome di peso. Già capo di gabinetto del Sismi, il Servizio segreto estero (oggi Aise) all’epoca guidato da Nicolò Pollari, Scandone nel 2008 venne sentito come testimone nel caso del rapimento dell’imam egiziano Abu Omar, opponendo quel segreto di stato poi confermato dal Governo.

http://www.lanotiziagiornale.it/romanzo-viminale-in-extremis-ecco-chi-comandera-in-polizia-arriva-una-struttura-che-gestira-7-miliardi/