L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 23 maggio 2022

L'Oms si arroga diritti inesistenti e guai agli stati che svendono i popoli

Dichiarazione di Mons.Viganò sulla cessione di sovranità degli Stati all’OMS
Maurizio Blondet 22 Maggio 2022

per la gestione delle emergenze sanitarie

Nei prossimi giorni gli Stati aderenti all’Organizzazione Mondiale della Sanità voteranno le risoluzioni relative alla gestione delle pandemie da parte dell’OMS, con le quali la sovranità relativa alla salute dei cittadini viene ceduta ad un organismo sovranazionale, finanziato in gran parte dall’industria farmaceutica e dalla Bill & Melinda Gates Foundation. Se queste risoluzioni verranno approvate a maggioranza, l’OMS avrà l’autorità di imporre in maniera esclusiva tutte le regole in caso di pandemia, ivi comprese quarantene, lockdown, vaccinazioni obbligatorie e passaporti vaccinali. Si tenga anche presente che questa organizzazione gode dell’immunità e i suoi membri non possono essere processati né condannati in caso di crimini. Tecnocrati non eletti avranno paradossalmente più potere di quello che i cittadini conferiscono ai propri rappresentanti con il voto democratico.

Premesso che la cessione di sovranità configura in tutte le legislazioni nazionali il crimine di alto tradimento, e che i Parlamenti non possono legiferare contro gli interessi della Nazione né tantomeno conculcare le libertà naturali e i diritti fondamentali dei propri cittadini, credo che non sfugga a nessuno che questo tentativo dell’OMS di appropriarsi di un potere che appartiene ai singoli Stati serva per impedire qualsiasi forma di opposizione all’Agenda 2030, che in ambito sanitario punta sostanzialmente anche alla drastica riduzione dei servizi medici e ospedalieri, alla privatizzazione dei sistemi sanitari e alla prevenzione delle malattie tramite vaccini.

La psicopandemia ha dimostrato l’asservimento dei governanti, della politica, dei media, dei magistrati, dell’intera classe medica e della stessa Santa Sede ai diktat di un gruppo di funzionari di un ente sovranazionale in palese conflitto di interessi. Si stanno solo ora riconoscendo i disastrosi effetti avversi del siero sperimentale mRNA, mentre da più parti vi è chi giustamente pretende che i responsabili di queste decisioni siano chiamati a risponderne dinanzi a un tribunale indipendente.

Suona quindi a dir poco assurdo che si vogliano proprio ora attribuire all’OMS poteri decisionali vincolanti, quando nella gestione della recente emergenza pandemica e della campagna vaccinale di massa si sono avuti i maggiori effetti avversi in termini di danni permanenti ai pazienti e di decessi. All’impunità dei crimini commessi nel silenzio dei media mainstream si aggiunge la totale discrezionalità sulle prossime emergenze, ampiamente programmate dalla lobby farmaceutica. L’emarginazione del personale sanitario che si appella al Giuramento di Ippocrate rischia di diventare la norma per eliminare ogni voce di dissenso.

A tale proposito, è significativo che le Nazioni che si oppongono al Nuovo Ordine Mondiale – come la Russia e il Brasile – siano consapevoli delle gravissime conseguenze che l’eventuale ratifica delle risoluzioni comporterà, e che per questo siano contrari alla loro approvazione. Anche il Presidente Trump, durante il suo mandato, volle lanciare un segnale inequivocabile tagliando i fondi dell’erario americano ai burocrati dell’OMS: anche per questo il deep state ha impedito la sua rielezione alle ultime Presidenziali, sostenendo un personaggio compromesso e corrotto, il cui figlio Hunter è coinvolto nel finanziamento dei biolaboratori americani in Ucraina.

Esprimo quindi tutto il mio appoggio ai cittadini, e specialmente agli scienziati, ai medici e agli esperti di diritto che denunciano questa minaccia alla sovranità nazionale dei Paesi aderenti, e che chiedono sia fatta luce sugli eventi pregressi e sulle conseguenze che le decisioni dell’OMS hanno provocato alla salute della popolazione mondiale. Esorto i capi di Stato e di governo, che saranno chiamati ad esprimersi sulla ratifica di queste risoluzioni, a bocciarle e respingerle, in quanto contrarie al bene comune e finalizzate al compimento di quel colpo di stato globale che l’ONU e il WEF hanno pianificato da anni sotto il nome di Agenda 2030 o di Great Reset. La governance sanitaria globale, come evidenziato da autorevolissimi esperti non compromessi con il sistema, rappresenta uno dei tasselli fondamentali del NWO, e come tale va respinta e combattuta. Alla logica del controllo, del profitto e della patologizzazione di massa, occorre sostituire una sanità pubblica che abbia come primo scopo la salute dei cittadini e la tutela dei loro inalienabili diritti.

La Santa Sede – che è Osservatore Permanente presso le Nazioni Unite e da un anno anche presso l’OMS – ha il dovere di ribadire il diritto dei singoli alla libertà di accettare o rifiutare trattamenti sanitari, specialmente dinanzi al pericolo concreto di effetti avversi, in parte ancora sconosciuti, di questa terapia genetica sperimentale. E se finora Bergoglio e la sua cabala hanno assecondato i deliri di Gates, Schwab e Soros, è giunto il momento che la Chiesa Cattolica prenda le difese dei più deboli, degli indifesi nascituri, dei bambini e degli anziani, oltre che di quanti sono stati ricattati dal cinismo di affaristi e cospiratori, per costringerli a inocularsi un siero contaminato da linee cellulari fetali abortive. I silenzi omertosi del Vaticano, dopo frettolosi pronunciamenti a inizio pandemia e vergognosi endorsement a BigPharma, saranno imputati a condanna del Sinedrio romano, resosi complice di un crimine contro Dio e contro l’uomo. Mai, nel corso della Storia, la Gerarchia era giunta a prostituirsi al potere temporale in modo così servile e abbietto. Preghiamo perché qualche Vescovo trovi il coraggio di prendere le distanze dalla linea collaborazionista di Bergoglio e sappia trovare le parole per aprire gli occhi ai buoni sinora tratti in inganno dalla propaganda globalista.

+ Carlo Maria Viganò, Arcivescovo

domenica 22 maggio 2022

L’unica ragione per cui gli Usa vogliono Finlandia e Svezia è proprio la possibilità di piazzare missili nucleari ai confini con la Russia, sono in sostanza un’Ucraina di riserva


Nato, il delirio scandinavo diventa farsa



Sarebbe un esperimento interessante misurare il livello di durezza della testa delle élite finlandesi e svedesi: benché non siano davvero qualcosa di prezioso si ha l’impressione che raramente i pensieri possano scalfirle e si fa fatica a pensare che siano anche le terre di Bergman, Strindberg o persino di Stieg Larsson. Ma l’l’aspirazione alla stupidità del mondo contemporaneo è troppo forte. Infatti solo dopo tre settimane dall'annuncio dai toni isterici di voler far parte della Nato queste stesse élite sono state colte da un dubbio atroce: ma perché adesso la Russia comincia a schierare sul confine finlandese le batterie dei suoi missili ipersonici con testate nucleari? C’è da non credere che i massimi responsabili di questi Paesi abbiano detto di voler al più presto entrare nell'alleanza atlantica senza considerare che questo significa schierare sul loro territorio le bombe nucleari americane e che dunque la Russia non può fare altro che adeguarsi. ” Non si può più parlare di uno status di denuclearizzazione per la [regione] baltica”, ha affermato Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, mentre Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha aggiunto che Putin aveva già ordinato ai militari di potenziare le sue forze di fronte all’Europa.

A questo punto i neuroni del primo ministro finlandese Sanna Marin si sono brevemente risvegliati dalla narcolessia e così il premier ha dichiarato giovedì scorso “che Helsinki è contraria al dispiegamento di armi nucleari da parte della Nato o alla creazione di basi all’interno della Finlandia se si unisce all’alleanza militare”. Anzi per aggravare il devastante quadro neurologico di questo premier per caso ha anche detto che non pensava che ci fosse molto interesse nella NATO per gli schieramenti nucleari o le basi permanenti all'interno della Finlandia. Da parte sua Il primo ministro svedese Magdalena Andersson ha anche affermato che la Svezia non prevede di ospitare armi o basi nucleari della Nato . Ma davvero? Allora cosa pensavano che significasse far parte della Nato, organizzare feste campestri dove cantare Santa Lucia con le candele in testa e fare scorpacciate di aringhe? Non posso pensare che questi due governi ci abbiano messo tre settimane a comprendere che aderendo alla Nato Svezia e Finlandia , quest’ultima distante su strada 380 chilometri da San Pietroburgo (che ha più abitanti della Finlandia stessa, diventano necessariamente il primo obiettivo dei missili ipersonici russi in una guerra nucleare, senza che peraltro la Nato possa dare la possibilità a questi due Paesi di difendersi da armi non intercettabili: sarebbero solo piattaforme di attacco, altamente sacrificabili. Forse pensavano che gli Usa avrebbero messo solo qualche piccola base convenzionale, non si capisce bene a far cosa visto che per le operazioni di controllo sono già presenti nell'estremo nord della Norvegia e per il resto poche migliaia di uomini non potrebbero fermare un’avanzata in forze della Russia. Oltretutto gli Usa non ne hanno nemmeno l’intenzione: vogliono fare come nei due precedenti conflitti mondiali: intervenire quando gli avversari sono già fiaccati o distrutti perché sono troppo vigliacchi per giocare ad armi pari. L’unica ragione per cui gli Usa vogliono Finlandia e Svezia è proprio la possibilità di piazzare missili nucleari ai confini con la Russia, sono in sostanza un’Ucraina di riserva.

E’ sconvolgente che alcuni governi occidentali siano talmente sprovveduti da non aver valutato subito le conseguenze delle loro dichiarazioni di sviscerato “natismo” o talmente servili da porre le premesse della propria distruzione. E tuttavia con questa mossa delirante hanno dilapidato in un attimo il patrimonio di una posizione neutrale che bene o male aveva portato loro non pochi vantaggi nei quasi 80 anni passati dalla seconda guerra mondiale. D'altronde la goffa e ridicola marcia indietro che stanno facendo non può certo convincere la Russia ad abbassare la guardia e a fermare il rafforzamento militare e nucleare del fronte scandinavo per così dire, anche perché il fatto stesso che possano in qualsiasi momento atterrare nei due Paesi aerei con bombe nucleari o arrivare missili rende impossibile tornare indietro. Forse più scemi di loro sono solo quei giornalisti ormai consacrati alla rozzezza che parlano di scelta coraggiosa invece che delirante. Quindi Stoccolma e Helsinki hanno fatto solo fatto un passo verso e la perdita di sovranità e la possibile rovina. Grazie a due modestissime bancarie

La multipolarità si baserà su una moneta che scaturisce da un paniere in cui vi è anche l'oro e l'acqua e l'atlantismo andrà a cuccia

Cinque segnali di avvertimento La fine dell'egemonia del dollaro è vicina ... Ecco cosa succede dopo

Tyler Durden's Photo
DI TYLER DURDEN
SABATO 21 MAGGIO 2022 - 20:30

Scritto da Nick Giambruno via InternationalMan.com,

Non è un segreto che la Cina e la Russia abbiano nascosto più oro possibile per molti anni.

La Cina è il più grande produttore e acquirente mondiale di oro. La Russia è il numero due. La maggior parte di quell'oro trova la sua strada nei tesori dei governi russo e cinese.

La Russia ha oltre 2.300 tonnellate – o quasi 74 milioni di once troy – di oro, una delle più grandi scorte al mondo. Nessuno conosce l'esatta quantità di oro che la Cina ha, ma la maggior parte degli osservatori ritiene che sia ancora più grande della scorta della Russia.

L'oro di Russia e Cina dà loro accesso a una forma di denaro neutrale apolitica senza alcun rischio di controparte.

Ricorda, l'oro è stata la forma di denaro più duratura dell'umanità per oltre 2.500 anni a causa di caratteristiche uniche che lo rendono adatto a conservare e scambiare valore.

L'oro è durevole, divisibile, coerente, conveniente, scarso e, soprattutto, la più "dura" di tutte le merci fisiche.

In altre parole, l'oro è l'unica merce fisica che è la "più difficile da produrre" (rispetto alle scorte esistenti) e, quindi, la più resistente all'inflazione. Questo è ciò che dà all'oro le sue proprietà monetarie superiori.

Russia e Cina possono usare il loro oro per impegnarsi nel commercio internazionale e forse sostenere le valute.

Ecco perché l'oro rappresenta una vera alternativa monetaria al dollaro USA, e russia e Cina ne hanno molto.

Oggi è chiaro perché Cina e Russia hanno avuto una domanda insaziabile di oro.

Hanno aspettato il momento giusto per tirare il tappeto da sotto il dollaro USA. E ora è quel momento...

Questo è un grosso problema per il governo degli Stati Uniti, che raccoglie una quantità insondabile di potere perché il dollaro USA è la principale valuta di riserva del mondo. Permette agli Stati Uniti di stampare denaro falso dal nulla ed esportarlo nel resto del mondo per beni e servizi reali, un racket privilegiato che nessun altro paese ha.

L'oro di Russia e Cina potrebbe costituire la base di un nuovo sistema monetario al di fuori del controllo degli Stati Uniti. Tali mosse sarebbero l'ultimo chiodo nella bara del dominio del dollaro.

Cinque recenti sviluppi sono un gigantesco segno rosso lampeggiante che qualcosa di grande potrebbe essere imminente.

Segnale di avvertimento n. 1: le sanzioni russe dimostrano che le riserve in dollari "non sono davvero soldi"

Sulla scia dell'invasione russa dell'Ucraina, il governo degli Stati Uniti ha lanciato la sua campagna di sanzioni più aggressiva di sempre.

Superando anche l'Iran e la Corea del Nord, la Russia è ora la nazione più sanzionata al mondo.

Come parte di questo, il governo degli Stati Uniti ha sequestrato le riserve in dollari USA della banca centrale russa, i risparmi accumulati della nazione.

È stata una straordinaria illustrazione del rischio politico del dollaro. Il governo degli Stati Uniti può impadronirsi delle riserve in dollari di un altro paese sovrano con la semplice pressione di un interruttore.

Il Wall Street Journal, in un articolo intitolato "Se le riserve valutarie russe non sono davvero soldi, il mondo è pronto per uno shock", ha osservato:

"Le sanzioni hanno dimostrato che le riserve valutarie accumulate dalle banche centrali possono essere tolte. Con la Cina che ne prende atto, questo potrebbe rimodellare la geopolitica, la gestione economica e persino il ruolo internazionale del dollaro USA.

Il presidente russo Putin ha detto che gli Stati Uniti sono inadempienti sui loro obblighi e che il dollaro non è più una valuta affidabile.

L'incidente ha eroso la fiducia nel dollaro USA come valuta di riserva globale e ha catalizzato paesi significativi a utilizzare alternative nel commercio e nelle loro riserve.

Cina, India, Iran e Turchia, tra gli altri paesi, hanno annunciato, o stanno già facendo affari con la Russia nelle loro valute locali invece del dollaro USA. Questi paesi rappresentano un mercato di oltre tre miliardi di persone che non hanno più bisogno di usare il dollaro USA per commerciare tra loro.

Il governo degli Stati Uniti ha incentivato quasi la metà dell'umanità a trovare alternative al dollaro tentando di isolare la Russia.

Segnale di avvertimento n. 2: rubli, oro e Bitcoin per gas, petrolio e altre materie prime

La Russia è il più grande esportatore mondiale di gas naturale, legname, grano, fertilizzanti e palladio (un componente cruciale nelle automobili).

È il secondo più grande esportatore di petrolio e alluminio e il terzo più grande esportatore di nichel e carbone.

La Russia è un importante produttore e trasformatore di uranio per centrali nucleari. L'uranio arricchito dalla Russia e dai suoi alleati fornisce elettricità al 20% delle case negli Stati Uniti.

Oltre alla Cina, la Russia produce più oro di qualsiasi altro paese, rappresentando oltre il 10% della produzione globale.

Questi sono solo una manciata di esempi. Ci sono molte materie prime strategiche che la Russia domina.

In breve, la Russia non è solo una potenza del petrolio e del gas, ma una superpotenza delle materie prime.

Dopo che il governo degli Stati Uniti ha sequestrato le riserve in dollari USA della Russia, Mosca ha poco uso per il dollaro USA. Mosca non vuole scambiare le sue scarse e preziose merci con denaro politicizzato che i suoi rivali possono portare via per un capriccio. Il governo degli Stati Uniti tollererebbe mai una situazione in cui il Tesoro degli Stati Uniti detenesse le sue riserve in rubli in Russia?

Il capo del Parlamento russo ha recentemente definito il dollaro USA un "involucro di caramelle" ma non le caramelle stesse. In altre parole, il dollaro ha l'aspetto esteriore del denaro, ma non è denaro reale.

Ecco perché la Russia non accetta più dollari USA (o euro) in cambio della sua energia. Non sono di alcuna utilità per la Russia. Così, invece, Mosca chiede il pagamento in rubli.

Questo è un problema urgente per l'Europa, che non può sopravvivere senza le materie prime russe. Gli europei non hanno alternative all'energia russa e non hanno altra scelta che conformarsi.

Gli acquirenti europei devono ora prima acquistare rubli con i loro euro e usarli per pagare gas, petrolio e altre esportazioni russe.

Questa è una grande ragione per cui il rublo ha recuperato tutto il valore perso nei primi giorni dell'invasione dell'Ucraina e poi ha fatto ulteriori guadagni.

Oltre ai rubli, l'alto funzionario russo dell'energia ha detto che Mosca accetterà anche oro o Bitcoin in cambio delle sue materie prime.

"Se vogliono comprare, lasciateli pagare in valuta forte – e questo è oro per noi ... puoi anche scambiare Bitcoin."

Ecco la linea di fondo. I dollari USA non sono più necessari (o voluti) per acquistare materie prime russe.

Segnale di avvertimento n. 3: il sistema del petrodollaro flirta con il collasso

Il petrolio è di gran lunga il mercato delle materie prime più grande e strategico.

Negli ultimi 50 anni, praticamente chiunque volesse importare petrolio aveva bisogno di dollari USA per pagarlo.

Questo perché, nei primi anni '70, gli Stati Uniti hanno fatto un accordo per proteggere l'Arabia Saudita in cambio di garantire, tra le altre cose, che tutti i produttori dell'OPEC accettino solo dollari USA per il loro petrolio.

Ogni paese ha bisogno di petrolio. E se i paesi stranieri hanno bisogno di dollari USA per comprare petrolio, hanno una ragione convincente per detenere grandi riserve in dollari.

Questo crea un enorme mercato artificiale per i dollari USA e costringe gli stranieri ad assorbire molte delle nuove unità monetarie create dalla Fed. Naturalmente, questo dà un enorme impulso al valore del dollaro.

Il sistema ha contribuito a creare un mercato più profondo e più liquido per il dollaro e i Treasury USA. Permette anche al governo degli Stati Uniti di mantenere i tassi di interesse artificialmente bassi, finanziando così enormi deficit che altrimenti non sarebbe in grado di fare.

In breve, il sistema del petrodollaro è stato il fondamento del sistema finanziario statunitense negli ultimi 50 anni.

Ma tutto questo sta per cambiare... e presto.

Dopo aver invaso l'Ucraina, il governo degli Stati Uniti ha cacciato la Russia dal sistema del dollaro e ha sequestrato centinaia di miliardi di riserve in dollari della banca centrale russa.

Washington ha minacciato di fare lo stesso con la Cina per anni. Queste minacce hanno contribuito a garantire che la Cina reprimesse la Corea del Nord, non invadesse Taiwan e facesse altre cose che gli Stati Uniti volevano.

Queste minacce contro la Cina possono essere un bluff, ma se il governo degli Stati Uniti le attuasse – come ha fatto di recente contro la Russia – sarebbe come sganciare una bomba nucleare finanziaria su Pechino. Senza l'accesso ai dollari, la Cina farebbe fatica a importare petrolio e a impegnarsi nel commercio internazionale. Di conseguenza, la sua economia si fermerebbe bruscamente, una minaccia intollerabile per il governo cinese.

La Cina preferirebbe non dipendere da un avversario come questo. Questo è uno dei motivi principali per cui ha creato un'alternativa al sistema del petrodollaro.

Dopo anni di preparazione, lo Shanghai International Energy Exchange (INE) ha lanciato un contratto futures sul petrolio greggio denominato in yuan cinese nel 2017. Da allora, qualsiasi produttore di petrolio può vendere il suo petrolio per qualcosa oltre ai dollari USA ... in questo caso, lo yuan cinese.

C'è un grosso problema, però. La maggior parte dei produttori di petrolio non vuole accumulare una grande riserva di yuan, e la Cina lo sa.

Ecco perché la Cina ha esplicitamente collegato il contratto futures sul greggio con la capacità di convertire lo yuan in oro fisico – senza toccare le riserve ufficiali della Cina – attraverso gli scambi d'oro a Shanghai (il più grande mercato dell'oro fisico del mondo) e Hong Kong.

PetroChina e Sinopec, due compagnie petrolifere cinesi, forniscono liquidità ai futures sul greggio yuan essendo grandi acquirenti. Quindi, se un produttore di petrolio vuole vendere il proprio petrolio in yuan (e l'oro indirettamente), ci sarà sempre un'offerta.

Dopo anni di crescita e di elaborazione dei nodi, il contratto future sul petrolio in yuan INE è ora pronto per la prima serata.

E ora che gli Stati Uniti hanno bandito la Russia dal sistema del dollaro, c'è un urgente bisogno di un sistema credibile in grado di gestire centinaia di miliardi di vendite di petrolio al di fuori del dollaro USA e del sistema finanziario.

Lo Shanghai International Energy Exchange è quel sistema.

Torna in Arabia Saudita...

Per quasi 50 anni, i sauditi hanno sempre insistito sul fatto che chiunque volesse il loro petrolio avrebbe dovuto pagare con dollari USA, sostenendo la fine del sistema del petrodollaro.

Ma tutto questo potrebbe cambiare presto...

Ricorda, la Cina è già il più grande importatore di petrolio al mondo. Inoltre, la quantità di petrolio che importa continua a crescere mentre alimenta un'economia di oltre 1,4 miliardi di persone (più di 4 volte più grande degli Stati Uniti).

La Cina è il principale cliente dell'Arabia Saudita. Pechino acquista oltre il 25% delle esportazioni di petrolio saudita e vuole comprarne di più.

I cinesi preferirebbero non dover usare il dollaro USA, la valuta del loro avversario, per acquistare una merce essenziale.

In questo contesto, il Wall Street Journal ha recentemente riferito che i cinesi e i sauditi avevano avviato serie discussioni per accettare yuan come pagamento per le esportazioni di petrolio saudita invece di dollari.

L'articolo del WSJ afferma che i sauditi sono arrabbiati con gli Stati Uniti per non averli sostenuti abbastanza nella loro guerra contro lo Yemen. Erano ulteriormente costernati dal ritiro degli Stati Uniti dall'Afghanistan e dai negoziati nucleari con l'Iran.

In breve, i sauditi non pensano che gli Stati Uniti stiano bloccando la loro fine dell'accordo. Quindi non sentono di aver bisogno di sostenere la loro parte.

Anche il WSJ ammette che una tale mossa sarebbe disastrosa per il dollaro USA.

"La mossa saudita potrebbe scalfire la supremazia del dollaro USA nel sistema finanziario internazionale, su cui Washington ha fatto affidamento per decenni per stampare buoni del Tesoro che usa per finanziare il suo deficit di bilancio".

Ecco la linea di fondo.

L'Arabia Saudita – il fulcro del sistema del petrodollaro – sta flirtando allo scoperto con la Cina sulla vendita del suo petrolio in yuan. In un modo o nell'altro – e probabilmente presto – i cinesi troveranno un modo per costringere i sauditi ad accettare lo yuan.

Le dimensioni del mercato cinese rendono impossibile per l'Arabia Saudita – e altri esportatori di petrolio – ignorare le richieste della Cina di pagare in yuan a tempo indeterminato. Inoltre, l'utilizzo dell'INE per scambiare petrolio con oro addolcisce ulteriormente l'accordo per gli esportatori di petrolio.

A breve, ci saranno un sacco di dollari in più che fluttuano all'improvviso alla ricerca di una casa ora che non sono necessari per acquistare petrolio.

Segnala un cambiamento imminente ed enorme per chiunque detenga dollari USA. Sarebbe incredibilmente sciocco ignorare questo gigantesco segnale di avvertimento rosso.

Segnale di avvertimento n. 4: stampa di denaro fuori controllo e aumenti di prezzo record

Nel marzo del 2020, il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha esercitato un potere insondabile ...

All'epoca, era il culmine del crollo del mercato azionario in mezzo all'isteria COVID. Le persone erano in preda al panico mentre guardavano il crollo del mercato e si rivolgevano alla Fed per fare qualcosa.

Nel giro di pochi giorni, la Fed ha creato più dollari dal nulla di quanti ne avesse per i quasi 250 anni di esistenza degli Stati Uniti. Era una quantità senza precedenti di stampa di denaro che ammontava a più di $ 4 trilioni e quasi raddoppiava l'offerta di moneta degli Stati Uniti in meno di un anno.

Un trilione di dollari è quasi una quantità insondabile di denaro. La mente umana ha difficoltà ad avvolgersi attorno a tali figure. Permettetemi di provare a metterlo in prospettiva.

Un milione di secondi fa era circa 11 giorni fa.

Un miliardo di secondi fa era il 1988.

Un trilione di secondi fa era il 30.000 aC.

Per un'ulteriore prospettiva, la produzione economica giornaliera di tutti i 331 milioni di persone negli Stati Uniti è di circa $ 58 miliardi.

Con la semplice pressione di un pulsante, la Fed stava creando più dollari dal nulla rispetto alla produzione economica dell'intero paese.

Le azioni della Fed durante l'isteria covid – che sono in corso – sono state la più grande esplosione monetaria che si sia mai verificata negli Stati Uniti.

Quando la Fed ha avviato questo programma, ha assicurato al popolo americano che le sue azioni non avrebbero causato gravi aumenti dei prezzi. Ma sfortunatamente, non ci è voluto molto per dimostrare che l'assurda affermazione è falsa.

Non appena l'aumento dei prezzi è diventato evidente, i media mainstream e la Fed hanno affermato che l'inflazione era solo "transitoria" e che non c'era nulla di cui preoccuparsi.

Certo, si sbagliavano di grosso, e lo sapevano: stavano gasando.

La verità è che l'inflazione è fuori controllo e nulla può fermarla.

Anche secondo le statistiche distorte dell'IPC del governo, che sottovalutano la realtà, l'inflazione sta aumentando. Ciò significa che la situazione reale è molto peggiore.

Recentemente l'IPC ha raggiunto un massimo di 40 anni e mostra pochi segni di rallentamento.

Non sarei sorpreso di vedere l'IPC superare i suoi precedenti massimi nei primi anni 1980 mentre la situazione va fuori controllo.

Dopotutto, la stampa di denaro in corso in questo momento è di ordini di grandezza maggiore di quanto non fosse allora.

Segnale di avvertimento n. 5: il presidente della Fed ammette che la supremazia del dollaro è morta

"È possibile avere più di una valuta di riserva".

Queste sono le recenti parole di Jerome Powell, il presidente della Federal Reserve.

È un'ammissione sbalorditiva da parte dell'unica persona che ha il maggior controllo sul dollaro USA, l'attuale valuta di riserva mondiale.

Sarebbe ridicolo come Mike Tyson che dice che è possibile avere più di un campione dei pesi massimi.

In altre parole, la maschera è finita.

Nemmeno il presidente della Federal Reserve può più assecondare la farsa di mantenere la supremazia del dollaro... e nemmeno tu dovresti.

Conclusione

È chiaro che i giorni di dominio incontrastato del dollaro USA stanno rapidamente finendo, cosa che anche il presidente della Fed ammette apertamente.

Per ricapitolare, ecco i cinque imminenti segnali di avvertimento rossi lampeggianti che la fine dell'egemonia del dollaro è vicina.

  • Segnale di avvertimento n. 1: le sanzioni russe dimostrano che le riserve in dollari "non sono davvero soldi"

  • Segnale di avvertimento n. 2: rubli, oro e Bitcoin per gas, petrolio e altre materie prime

  • Segnale di avvertimento n. 3: il sistema del petrodollaro flirta con il collasso

  • Segnale di avvertimento n. 4: stampa di denaro fuori controllo e aumenti di prezzo record

  • Segnale di avvertimento n. 5: il presidente della Fed ammette che la supremazia del dollaro è morta

Se facciamo un passo indietro e riduciamo lo zoom, il quadro generale è chiaro.

Siamo probabilmente al culmine di un cambiamento storico... e quello che verrà dopo potrebbe cambiare tutto.

https://www.zerohedge.com/geopolitical/five-warning-signs-end-dollar-hegemony-near-heres-what-happens-next?utm_source=&utm_medium=email&utm_campaign=677

La guerra igiene del mondo. La multipolarità incomincia a camminare o gli atlantisti si adeguano o soccombono

Effetto frusta, egemonia della commodity e un dubbio: crisi o rivoluzione industriale?

22 Maggio 2022 - 06:30

L’indice delle materie prime che continua a salire, la Cina che acquista petrolio russo per le riserve strategiche e l’inizio di liquidazione delle scorte confermano un possibile crocevia. Di sistema


La notizia, nemmeno a dirlo, è passata totalmente sotto silenzio. Eppure a rilanciarla è stata una fonte autorevole e credibile come Bloomberg, ripresa poi dall'altrettanto rigorosa Reuters. Mentre l’Europa ha abbandonato del tutto l’idea di inserire il petrolio nel nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia, di fatto esso stesso apparentemente archiviato, ecco che Mosca pare aver già avviato la contromossa e intavolato colloqui a livello governativo con Pechino per la vendita di petrolio degli Urali a forte sconto.

Ovvero, qualcosa più dello spread sul Brent che nelle scorse settimane ha gonfiato ulteriormente le entrate e le casse del Cremlino, nonostante le formali minacce di boicottaggio occidentale. La ragione? La Cina vorrebbe cogliere due piccioni con una fava. Accorciare ulteriormente il collare di dipendenza simbolica di una Russia messa all'angolo da Europa e Usa e sfruttare i prezzi di saldo per riempire al massimo le proprie riserve strategiche. Una mossa appunto con duplice valenza. Anzi, triplice. Perché nei confronti dell’Occidente si sostanzia come riprova ulteriore di un asse di nuovo ordine mondiale che è uscito dalla fase embrionale e comincia a operare in maniera concreta e parallela. Oltre che alternativa al sistema dollarocentrico che, di fatto, è quello cui fa riferimento anche l’Europa.

E se la diminuzione del peso dell’euro nelle nuove denominazioni di SDR dell’FMI a favore di un aumento proprio di biglietto verde e yuan mostra una polarizzazione de facto da scontro finale per l’egemonia, ecco che questi grafici

Andamento settimanale dell’indice azionario benchmark MSCI ACWI Fonte: Bloomberg
Andamento dell’indice benchmark globale delle materie prime Fonte: Bloomberg

sembrano confermare i nuovi equilibri in formazione. A fronte di un indice azionario flagship globale, l’MSCI ACWI, che flirta con la sua striscia settimanale di cali più lunga da quando viene tracciata la serie storica, quello delle materie prime macina un record dopo l’altro. E scordiamoci il solito ritornello del blame on Putin che riconduce ogni fenomeno, dall’inflazione alla crisi energetica, alla situazione in Ucraina. Già nel 2021, l’indice azionario benchmark andò in underperformance su quello delle commodities, rispettivamente forti di un +17% e +27%. Oggi, chiaramente, quel confronto fra gauges è ancora più netto e impietoso.

Attenzione, quindi, a cadere nell’errore di un’eccessiva e fallace mera contestualizzazione del fenomeno. Se questo grafico

Controvalore percentuale e destinazioni merceologiche dell’export russo di commodities Fonte: Bloomberg

ci mostra infatti come sia stato il potere sistemico delle Russia nel campo delle materie prime a garantire a Mosca la sopravvivenza all'arsenale di bandi e sanzioni messe in campo finora, arrivando al paradosso di un rublo miglior valuta mondiale da inizio 2022. Di contrasto, il mondo finanziarizzato delle carta e dei derivati non solo sta vivendo una correzione sanguinosa ma, soprattutto, comincia a prendere atto della propria natura di mera auto-perpetuazione. La Borsa campa su crisi cicliche che innescano gli interventi delle Banche centrali, le quali a loro volta basano le scelte di politica monetaria sulle necessità di equities e rendimenti obbligazionari. Un cherry picking della disperazione, un portfolio basato sulla diversificazione di una manipolazione fine a se stessa.

Insomma, il rublo non è rimbalzato unicamente per effetti esogeni o doping sul valore reale, stante la bassa circolazione. E’ rimbalzato perché legato a beni reali e, almeno al momento, ancora irrinunciabili come gas, petrolio, grano, fertilizzanti e chi più ne ha, più ne metta. Lo stesso vale per lo yuan, il quale - al netto delle manipolazioni da Qe della Pboc - si è imposto in sede di diritti speciali dell’FMI per lo stesso motivo, ovvero la natura di valuta di un Paese legato intrinsecamente al concetto di produzione, commercio e scambio di beni tangibili. Non a caso, l’idea che unisce Cina, Russia e India è quella di scambi senza intermediazione del dollaro. Un’utopia? Forse. Ma certamente meno di quanto non fosse solo due anni fa. Molto ma molto meno.

Infine, questo grafico
Ratio fra scorte e vendite relativa a beni generali di vendita al dettaglio Fonte: Bloomberg

sembra rafforzare ulteriormente la narrativa, spingendola fino alla declinazione in dubbio epocale: quella che stiamo vivendo è una crisi strutturale, ciclica o il prodromo ufficiale di una nuova rivoluzione industriale, destinata in questo caso a scompaginare l’assetto globalista? Se a Davos si sta parlando di superamento della globalizzazione, d’altronde, un motivo ci sarà. E non solo per il forzato bipolarismo della nuova deterrenza atomica ed economica. Quel grafico mostra come l’accelerazione di dinamiche imposte dalla crisi ucraina abbia di fatto sostanziato uno degli effetti più temuti in ambito commerciale, il cosiddetto Bullwhip o Forrester effect. In italiano, effetto frusta.

Cosa comporta, nella fattispecie odierna? La liquidazione del magazzini come estrema distorsione e riprova di una pressoché totale sconnessione di principi cardine sulla supply chain. Non solo distorsione della domanda ma anche disequilibrio indotto dal singolo componente della catena commerciale. Insomma, l’amplificazione della domanda comporta un’accelerazione esponenziale degli ordini e della richiesta di approvvigionamento di scorte a mano a mano che ci si muove da valle a monte. Ovvero, dai clienti finali alla produzione e logistica. Solo un effetto, certo. Quindi, formalmente destinato a rientrare nel momento in cui il sistema torni in equilibrio. Ma quale sarà l’equilibrio, se le commodities paiono aver imposto una nuova egemonia che da mero strumento di produzione le vede ora come arma valutaria, finanziaria e geopolitica? Quella che stiamo vivendo è una crisi o una terza rivoluzione industriale, la prima del mondo 2.0 e del nuovo ordine bipolare?

Quanti italiani sul libro paga della Cia

Propaganda di guerra, a chi credere? L’analisi del prof. Parsi (Cattolica)



Propaganda di guerra, a chi credere? L'analisi del prof. Parsi (Cattolica)

Quinto di una serie di approfondimenti sul libro “Titanic. Naufragio o cambio di rotta per l’ordine liberale” scritto dal professore di Relazioni internazionali, Vittorio Emanuele Parsi, che dialoga con Alessandro Albanese Ginammi

Propaganda russa contro propaganda americana, a cosa credere?

È uno degli interrogativi al quale risponde Vittorio Emanuele Parsi, professore ordinario di Relazioni Internazionali presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore di ASERI (Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali), nel corso di una conversazione con Alessandro Albanese Ginammi (ricercatore in Storia economica presso l’Università per Stranieri di Perugia).

Il Professore analizza la duplice versione sulla guerra in Ucraina, cercando di fare ordine tra i fatti e la disinformazione.

“La propaganda è il modo di vendere un prodotto, ma osserviamo qual è il prodotto, da una parte le società aperte, dall’altra quelle chiuse, da una parte un modello autoritario e dall’altra uno democratico. Nel caso russo, è il Cremlino a decidere le informazioni da diffondere, nelle società aperte invece l’informazione è libera, o almeno prova ad esserlo. Non dimentichiamo che un grande megafono dell’antiamericanismo, di destra e di sinistra, è anche quello degli affari economici che ci sono tra alcuni paesi UE e la Russia. C’è una coalizione molto ampia che appoggia la Russia”.

Il Professore risponde anche alla domanda che riguarda il progetto di Putin di dividere l’Unione Europea al suo interno e di separala dagli Stati Uniti. Gli Stati Uniti sono interessati a una guerra in Ucraina? Hanno interesse a spingere l’Unione Europea in uno scontro con Putin?

Il video approfondisce anche obiettivi e ostacoli del processo di integrazione europea.

 

(5. fine)

(qui, qui, qui e qui i primi quattro video)

https://www.startmag.it/mondo/propaganda-di-guerra-a-chi-credere-lanalisi-del-prof-parsi-cattolica/?ct=t(RSS_EMAIL_CAMPAIGN)

Ci aspettiamo molto ma molto di più da Eurasia nel suo complesso soprattutto da Cina e Federazione Russa

India e Giappone per fornire aiuti per un valore di milioni allo Sri Lanka
- 21 Maggio 2022



India e Giappone forniranno aiuti alimentari per milioni di dollari allo Sri Lanka, alle prese con la sua peggiore crisi economica, che porterà a proteste a livello nazionale per la cattiva gestione del governo.

L’Alto Commissariato indiano ha affermato qui venerdì che una nave indiana carica di aiuti urgenti come riso, medicinali e latte in polvere per il popolo dello Sri Lanka colpito dalla crisi dovrebbe raggiungere Colombo domenica.

Il primo ministro del Tamil Nadu, MK Stalin, ha fermato mercoledì la nave carica di rifornimenti di soccorso, i primi ad essere spediti in Sri Lanka, da Chennai.

La prima spedizione comprende 9.000 tonnellate metriche (MT) di riso, 200 tonnellate di latte in polvere e 24 tonnellate di medicinali salvavita con un valore combinato di Rs 45 crore.

“Il popolo dell’#India, al fianco dei suoi fratelli in #SriLanka. Riso, latte in polvere e medicinali per un valore di oltre 2 miliardi di SLR (5,6 milioni di dollari) dovrebbero raggiungere il #Colombo domenica”, ha twittato la missione indiana.

Il primo ministro Stalin ha fermato il carico che trasportava i soccorsi, dal porto di Chennai, alla presenza dei suoi colleghi di gabinetto e alti funzionari.

Il Giappone ha anche annunciato di fornire 1,5 milioni di dollari attraverso un programma del Programma alimentare mondiale (WFP) per razioni alimentari essenziali e un programma di pasti scolastici.

Siamo lieti di annunciare che il governo del Giappone concederà 1,5 milioni di dollari di assistenza di emergenza attraverso il WFP per fornire forniture alimentari essenziali per tre mesi, inclusi riso fortificato, dhal e petrolio, a circa 15.000 persone urbane e rurali e 380.000 scolari in tutta l’isola , ha detto Katsuki Kotaro, Charge d’Affaires ad interim del Giappone allo Sri Lanka.

Ci auguriamo che questa assistenza umanitaria aiuti a migliorare l’accesso al cibo e la nutrizione per la popolazione dello Sri Lanka nel mezzo della crisi economica, ha aggiunto Kotaro.

Utilizzando il contributo, il WFP procurerà riso per i pasti scolastici gratuiti giornalieri e distribuirà anche pacchi razioni comprendenti beni essenziali alle famiglie vulnerabili.

Fornire la giusta alimentazione a coloro che ne hanno più bisogno aiuterà a mitigare gli effetti a lungo termine della recessione economica odierna, ha affermato Abdur Rahim Siddiqui, Rappresentante del WFP e Direttore Nazionale in Sri Lanka.

Il primo ministro Ranil Wickremesinghe ha annunciato questa settimana che lo Sri Lanka si troverà ad affrontare una grave carenza di cibo.

Ha sostenuto l’uso della terra demaniale inutilizzata per la coltivazione come misura di mitigazione.

Lo Sri Lanka sta attraversando la peggiore crisi economica dall’indipendenza nel 1948. Una grave carenza di riserve estere ha portato a lunghe code per carburante, gas da cucina e altri beni essenziali, mentre le interruzioni di corrente e l’impennata dei prezzi dei generi alimentari hanno accumulato miseria sulle persone.

La crisi economica ha innescato anche una crisi politica in Sri Lanka e una richiesta di dimissioni dei potenti Rajapaksas.

L’India ha affermato che, in quanto amica eterna e affidabile dello Sri Lanka, Nuova Delhi sostiene pienamente la democrazia, la stabilità e la ripresa economica della nazione insulare.

In linea con la politica indiana di vicinato, Nuova Delhi ha esteso solo quest’anno un sostegno per un valore di oltre 3,5 miliardi di dollari al popolo dello Sri Lanka per aiutarli a superare le loro attuali difficoltà, ha affermato il 10 maggio il Ministero degli Affari Esteri.

(Solo il titolo e l’immagine di questo rapporto potrebbero essere stati rielaborati dal personale di Business Standard; il resto del contenuto viene generato automaticamente da un feed distribuito.)

Odessa non dovrebbe dormire tranquilla

21 Maggio 2022 16:02
La Russia distrugge con i missili Kalibr armi e attrezzature occidentali nell'Ucraina nordoccidentale

La Redazione de l'AntiDiplomatico


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La Russia con i missili Kalibr ha distrutto un grande lotto di armi e attrezzature militari consegnate dagli Stati Uniti e dai paesi europei per il raggruppamento di truppe ucraine nel Donbass, ha affermato Igor Konashenkov, portavoce del ministero della Difesa russo.

Inoltre, le forze aerospaziali russe hanno liquidato le strutture di stoccaggio con carburante destinato ai veicoli corazzati dei nazionalisti ucraini presso lo stabilimento portuale di Odessa.

Il Ministero della Difesa russo ha fornito questo sabato un rapporto sullo sviluppo della sua operazione militare in Ucraina. Secondo le forze armate di Mosca:

- Le forze aeree russe hanno distrutto una grande quantità di armi e attrezzature fornite a Kiev dagli Stati Uniti e dai paesi europei nella provincia di Zhytomyr nell'Ucraina nordoccidentale.

- Vicino a Odessa, aerei russi hanno distrutto due depositi di carburante.

- L'aviazione tattica russa ha raggiunto quattro punti di comando e 47 aree di concentrazione delle truppe ucraine.

- Un aereo Su-25 ucraino è stato abbattuto in un combattimento aereo vicino alla città di Belitskoe, nel Donbass, e un altro, dello stesso modello, è stato intercettato dalla difesa aerea vicino a Novoaleksandrovka, nella provincia ucraina di Kherson.

- La difesa aerea russa ha anche distrutto 14 droni e otto proiettili dai sistemi lanciarazzi multipli ucraini.

In totale, dall'inizio dei combattimenti, la Russia afferma di aver distrutto 174 aerei, 125 elicotteri, 966 droni, 315 complessi di difesa aerea, 3.182 carri armati e altri veicoli corazzati, 402 sistemi lanciarazzi multipli, 1.614 obici e mortai e 3.054 speciali veicoli militari dall'Ucraina.

Italia: fonti scientifiche non verificabili, virostar in esposizione permanente, media selettivi e informazioni allarmiste, tecnici al potere (i CTS) che hanno instaurato la medicalizzazione coattiva della società

21 MAY 2022


Primavera, estate, autunno e inverno dovrebbe essere la sequenza giusta di quelle quattro stagioni che da un po' di tempo in qua, le élite globaliste hanno deciso di avvelenarci, senza l'ombra di una soluzione di discontinuità. Siamo oltre la metà di un maggio caldo, e anziché mollare la presa sugli italiani, ecco che hanno deciso dopo due anni e mezzo di torture fisiche e psichiche, di rovinarci anche l'estate: dapprima, la guerra, e ora, per paura che finisca con un armistizio o magari con un cessate il fuoco, già si portano avanti con altri espedienti terroristici sanitari. Hanno paura di restare a corto di spauracchi con cui terrorizzare la gente. Ecco allora, agitare all'orizzonte anche il vaiolo della scimmia, e prima, ancora la peste suina con il divieto di andare nei boschi. E poi cos'altro?

"Stiamo assistendo alla biopolitica in azione. La vita si riduce così, alla salute intesa come "assenza di malattia" cioè all'identificazione tra immunità e cittadinanza, sempre a disposizione dello Stato che la demanda ai cittadini, salvo avocarne la restituzione in caso di emergenza". Così scrive con acume Bonifacio (Boni) Castellane su La Verità di oggi 21 maggio, in uno splendido articolo totalmente nelle mie corde nel quale squaderna tutte le millanterie e le forzature della Sanitocrazia: fonti scientifiche non verificabili, virostar in esposizione permanente, media selettivi e informazioni allarmiste, tecnici al potere (i CTS) che hanno instaurato la medicalizzazione coattiva della società. In altri termini, "ciò che importa al vaiolo delle scimmie, non sono le scimmie". Così abbiamo imparato a nostre spese che la salute non diventa più "individuale" ma "salute pubblica" (termine giacobino, usato anche per il Ministero con a capo Speranza, al posto del termine Sanità). Ovvero "ambito nel quale ogni misura per impedire il contagio è lecita". Con conseguenti gravi violazioni relative allo stato di diritto.

Oramai lo vediamo bene che ogni giorno scoppia una nuova pandemia con tanto di varianti della stessa. Non "epidemia" che in fondo è circoscritta, ma pan (prefisso greco che significa "tutto"). Il dio Pan, del resto, era quella specie di grosso fauno peloso con le corna e gli zoccoli di caprone un po' come i demoni dell'iconografia cristiana, che nei boschi suscitava il "timor panico", parola che prende il nome da lui. Hanno deciso dopo due anni e mezzo di terrore mediatico e di smantellamento di ogni vero soccorso sanitario adeguato (mancanza di medici di base, mancanza di cure domiciliari, file chilometriche per ottenere appuntamenti sanitari per molte altre malattie trascurate per colpa del solito Covid, ecc.), di lanciare nuovi allarmi, nuovi terrori, nuove intimidazioni. Non per niente è già spuntato all'orizzonte quel menagramo di Bassetti e presto altri virologi monatti lo seguiranno a ruota. Uh, questo è anche peggio del Covid! E via spaventando. Mica potete andare imperterriti al mare o ai monti o per altre destinazioni di vacanze. Mica vi sognerete di tornare liberi e contenti perché tornati normali, eh? troppo comodo! C'è la Scimmia del vaiolo. Gli inglesi usano nello slang dei drogati, l'espressione the monkey on the back (la scimmia sulla schiena, cioè la droga alle costole con le sue crisi di astinenza che ne creano un assillo). Tossici dipendenti dall'eterno terrore, i burattinai delle élite che temono di perdere la presa acuminata sulla gente; ma ovviamente è tossico anche chi ci crede e se la beve, perché teme permanentemente il contagio.
Come impedire la prossima pandemia

Ficcate subito in galera Bill Gates detto Kill e le sue dannate profezie auto-avverantesi. Sopprimete questi piromani-pompieri, artefici dei veleni e degli antidoti, entrambi di loro produzione. E subito dopo Tedros Gebreyesus dell'OMS e tutti quelli che sostengono e finanziano quest'associazione mondialista di malfattori, costola dell'Onu, che non solo aspira a impadronirsi delle nostre vite, ma attraverso i cittadini, vuole estendere il dominio sul nostro paese e sui paesi del mondo. Vedrete che potremo vivere in santa pace per il resto dei nostri giorni. Neutralizzare gli artefici del Terrore, è la terapia più efficace di tutte. Conosciamo il trucco: vogliono per amore o per forza inoculare la popolazione mondiale e non ne fanno mistero. E' fallito il piano Sars-Cov 2 con gli hub vuoti e svuotati, con gli inutili generaloni gallonati e strapagati, con gli stoccaggi dei flaconi Pfizer e Moderna scaduti, con la campagna flop delle terze, quarte e quinte dosi, ma ora arriva in loro soccorso perfino la Scimmia vaiolosa con le pustole.

Strike the monkey! Colpiamo la scimmia.

S. Vittorio