L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 7 settembre 2010

Nella crisi data, nella continuità della “lettera degli economisti” del 14 giugno 2010.



Un governo europeo degno di tal nome dovrebbe gestire una crescita armonica dei paesi membri, coordinata, basata sulla cooperazione, che eviti tensioni, allinterno e allesterno. Se puntiamo solo sullexport provocheremo la reazione degli Stati Uniti che faranno schizzare verso lalto leuro con risultati rovinosi. E una questione di aritmetica: se un paese o un gruppo di paesi esporta devesserci chi importa, a meno di non andare a vendere su un altro pianeta. Ad un paese in surplus corrisponde uno in disavanzo. Mano a mano che la forbice si allarga crescono gli squilibri e con essi le tensioni. Il risultato è che si allontana una duratura ripresa globale. e ancora UnUnione vera deve favorire uno sviluppo armonico, il miglioramento della competitività basato sulla produttività, laumento della domanda interna con una migliore diffusione della ricchezza”…

da repubblica 07/09/2010 di jean-paul fittousi


 

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