L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 5 agosto 2011

il terrore del Capitale il coraggio dei salariati


Adesso, ora subito e non a settembre l'Italia prenda l'iniziativa, tassi le transazioni finanziarie e poi la proponga all'Europa e vediamo chi rifiuta di affrontare la crisi finanziaria del 2007/08 mai risolta e mai eliminato le cause da cui è nata.

La finanza è diventata creativa inventando derivati, Cds, in quanto la sovraproduzione delle merci ha impedito al capitale industriale di avere un adeguato profitto e quindi questo si è riversato, andando a pascolare nella finanza illudendosi di creare profitto dal nulla.

MA il 2007/08 ha infranto questa utopia. Nonostante ciò hanno lasciato la finanza senza regole anzi l'hanno potenziata immettendo continua liquidità nel sistema economico tant'è che oggi i derivati sono aumentati raggiungendo la spaventosa cifra di 600.000 miliardi di dollari che famelici girano per il mondo in cerca di profitti.
Aspettano o creano occasioni per cibarsi e il fallimento dell'euro è una ghiotta possibilità.

La liquidità si doveva esserci ma diretta alla produzione pubblica di beni collettivi: "dal finanziamento delle infrastrutture pubbliche di ricerca, alla salvaguardia dell'ambiente, alla pianificazione del territorio, alla mobilità sostenibile, alla cura delle persone".

Oggi, adesso, ora, subito bisogna dare un segnale forte che si deve manifestare nella determinata volontà di regolare la circolazione dei derivati pur di imbrigliare, allo stato, gli elementi finanziari che speculano e quindi tassare le transazioni finanziarie sia quelle regolamentate che quelle non regolamentate.

E poi ci vengono a dire del pareggio di bilancio, impossibile in questa situazione, MA possibile la stabilizzazione di bilancio e crezione di Eurobonds.

martelun@libero.it

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