L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 9 novembre 2011

L'Italia tradita dalle sue Istituzioni e dalla sua classe politica


l' 8 settembre del 2011 abbiamo scritto che a breve ci sarebbe stato richiesto dal Fondo Monetario Internazionale, dalla Banca Centrale Europea, dai mercati capitalistici di fare la "macelleria sociale e di classe 2" ci siamo.

Abbiamo trascorso sessanta giorni e abbiamo visto forze varie sempre più convergenti che andavano tutte verso una unica direzione, verso un unico scopo: fare pagare alle classi subalterne italiane la crisi mondiale del mondo occidentale il cui punto più alto attualmente e in Europa.
Il Capitalismo mondiale pare che abbia scelto , per uscire fuori da questa tremenda crisi, due direzioni.
Da una parte attaccare e far pagare ai popoli europei più deboli, tra cui l'Italia grazie ad un governicchio che pensa più ad affari di famiglia che al bene comune, togliendo salario, lavoro, istruzione, salute , benessere sociale, diritti, democrazia, risparmi, immobili pubblici e privati, precarizzando il presente e il futuro e togliendo prospettive e sogni.
Dall'altra quella di fare guerre locali mirate per riportare paesi ricchi di materie prime, petrolio e gas, sotto il potere politico-economico-militare dei paesi occidentali, Stati Uniti, Inghilterra, Francia e Germania (che gioca una partita di rimessa). Di qui l'attacco ad uno Stato Sovrano come la Libia con la scusa che Gheddafi fosse un non democratico. Hanno aspettato quaranta anni e oggi hanno deciso, era un elemento per uscire dalla crisi, come sono stati elementi per uscire dalla crisi non conclamata del 2001 l'invasione dell'Afghanistan e dell'Iraq, dove le menzogne sulle armi di distruzioni di massa, con il tempo sono emerse nella sua limpida verità.
Non è finita, non passa giorno, che sui giornali maistream, non vi sia un articolo sull'Iran e di quanto questo Stato Sovrano sia da condannare perché vuole costruire la sua bomba atomica come l'hanno altri Stati Sovrani. Quante ne hanno gli Stati Uniti?
Si sta preparando il terreno per fare un'ulteriore guerra ad uno Stato ricco di petrolio e che non si trova nell'orbita politico-economica-militare dei paesi occidentali. La Cina e la Russia cosa hanno da dire sulla preparazione militare che sta facendo Israele?

Con l'avallo e il presidenzialismo del Capo dello Stato, come è successo a luglio ed agosto 2011 si vuol far votare velocemente la legge di Stabilità meglio la Macelleria Sociale e di classe 2 al di là dei contenuti che sono tutti contro le classi subalterne e poi ci vengono a parlare che senza la crescita non possiamo uscire da questa crisi, quando sono proprio loro, il FMI, la BCE, l'Europa che facendo manovre recessive una dopo l'altra portano l'Italia sempre di più a non avere nessuna risorsa per attivare la crescita.
La crescita che non può essere come in passato lasciato all'anarchia del capitalismo ma che deve avere un Piano di Sviluppo fondato sulla produzione pubblica di beni collettivi. La crescita è imprescindibile dalla salvaguardia della Comunità Italia.

Cosa possiamo fare in questa situazione? Dobbiamo attivare un
confronto crudo sincero, diciamo tutto quello che pensiamo fuori dai denti, e vediamo se riusciamo a far venir fuori le capacità di cui siamo portatori e spenderle per il Bene Comune. Produrre, organizzare, trovare soluzioni, impegnarci a far rete, razionalizzare e mettere in comune, attingere alle nostre risorse. Non aspettiamoci salvatori della Patria, non esistono, esiste solo il programma da noi liberamente, autonomamente elaborato e la scelta organizzativa da noi elaborata basata su chi già in passato ha fatto vincere la classe dei dominati sui dominanti, è stato un esperimento sociale durato settanta anni.
Ma se è avvenuto una volta può accadere di nuovo!

martelun

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