L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 30 aprile 2012

Spazziamo via Monti e Draghi


Cominciamo da Monti.
Napolitano è il mentore del governo Monti-Fornero. E' lui che ci ha imposto un economista neoliberista convinto.

Per Monti, e Napolitano, i disoccupati, i precari, i giovani, i pensionati, le piccole medie imprese non sono nell'agenda e quindi qualsiasi cosa succeda non è oggetto del loro interessamento. Esclusa la retorica, questa si dispensata a piene mani, dai fautori del neoliberismo.

Equità non c'è traccia, i 50 miliardi che si potrebbero raccogliere con un patto con la Svizzera per i capitali degli evasori italiani li depositati come hanno fatto la Germania, la Gran Bretagna, e per ultima l'Austria, non si fà. I ricchi evasori non si toccano. Come non si toccano i patrimoni.

La retorica di Monti ci dice che si sta lavorando per la crescita, ma tutti sanno che la politica di austerità e di recessione intrapresa dal governo Monti-Fornero attraverso un aumento pauroso della tassazione non potrà mai e mai portare crescita, solo restrizione sempre più conclamata di diminuizione della domanda.

Persino il suo amico, Draghi, governatore della BCE, gli suggerisce che il consolidamento fiscale fatto solo con l'aumento delle tasse è recessivo. Bisogna agire sul fronte del taglio della spesa, bisogna fare misure "strutturali".

Prendiamo per buono il discorso di Draghi sul fatto che la politica del governo Monti-Fornero non porterà crescita, ma bocciamolo sul fronte delle riforme strutturali. In quanto le riforme strutturali di Draghi sono lo smantellamento dello stato sociale, aumentare le liberalizzazioni (come se queste siano la panaccea) e privatizzare tutto il possibile, dalle acque, all'energie, ai servizi, tutto quello che è rimasto ancora in mano allo Stato.

In una famiglia prima di vendere i gioielli si cerca di provvedere in altro modo.

La risposta a Monti la da Draghi.
La risposta da dare a Draghi sono due. Una è contingente e riguarda al taglio delle spese che possono tranquillamente cominciare dal non continuare la guerra in Afghanistan, sono soldi degli italiani, e l'altra quella di non comprare gli F-35, non c'è li possiamo permettere.

La seconda, sempre contigente, è quella di combattere la corruzione, 60 miliardi ogni anno, che ci porta ad essere uno dei paesi più corrotti al mondo, siamo conosciuti anche per un paese di mafiosi.
Combattere la corruzione significa combattere le mafie con mezzi e strumenti adeguati e questo sì che c'è lo possiamo permettere.

La terza, sempre contingente, è quella di combattere l'evasione, veramente, sempre senza retorica, l'evasione si annida nelle società per azioni, nelle Srl, nelle Partite d'Iva, cinque milioni di contribuenti, escludendo i precari costretti ad aprire le Partite d'Iva. Oggi lo Stato, se vuole, con gli strumenti tecnici che ha a disposizione può tranquillamente sapere chi evade, quando e quanto evade.
La domanda è ma il governo Monti-Fornero è veramente interessato a ciò?

Sulla non contingenza c'è da dire che l'Italia manca di progettualità.
Oggi possiamo permetterci di dire dove vogliamo andare? La forma economica del Capitale in cui siamo sommersi è valida? Il mondo va bene per i sei miliardi che l'abitiamo o va bene solo per una piccolissima parte? Le risorse che abbiamo appartengono a tutta l'umanità o solo a quella minoranza di ricchissimi?

L'Italia manca di progettualità perchè oggi deve decidere che cosa produrre, come produrre e quanto produrre e ... inventarsi il lavoro per tutti.
Oggi deve decidere come inserirsi, quale ruolo assumere nel mondo.
Oggi dovrebbe avere la capacità di proiettare il suo futuro nell'area mediterranea e intraprendere con tutti i popoli di quest'area rapporti di scambio e di buon vicinato.

Questo significherebbe sapere mettere in discussione rapporti antichi e consolidati e iniziare quella "fuga" in avanti che potrebbe portarci a vivere in una società basata sulla cooperazione e sulla collaborazione.

martelun

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