L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 8 maggio 2012

www.ucuntu.org - Catania 11 - la lotta alle mafie è esercizio di lotta al potere corrotto e di classe dello Stato italiano


Capitolo VII
Audizione del magistrato Scidà in Commissione Antimafia (07/12/2000). Per completare l'esposizione egli chiede 60 minuti ancora, che non gli vengono concessi.

Capitolo VIII
Nel '98, mentre Gennaro esce dal CSM, entra a farne parte il dott. D'Angelo. In dicembre del '99 Scidà si duole che non lo abbiano voluto sentire nè a proposito di "viale d'Africa" (Capitolo I e Capitolo III) nè in ordine al processo di Roma (Capitolo III). La prima Commissione viene dissuasa dal chiamarlo e indotta, con mezzi di cui Scidà non deve avere nè notizia nè sospetto, a perseguirlo, pur nella mancanza di qualunque giusto motivo, per incompatibilità con l'ambiente e con la funzione di Presidente del Tribunale dei Minori. La proposta di trasferimento deliberata, all'unanimità, il 09/11/2000 prescinde rigorosamente dall'avere egli sollevato quelle tali questioni (su cui si vuole scenda perpetuo silenzio), così come non contiene alcun riferimento a ciò che gli è stato attribuito segretamente. Essa si fonda sopra asserzioni incompatibili con la realtà, o sopra altre invenzioni difatti incompatibili con la realtà, o sopra assunti che onorano il magistrato: di comportamenti doverosi o addirittura meritori. L'infondatezza, assoluta, non preoccupa. Una legge (n. 1/81) rende non perseguibili i componenti del CSM, nè penalmente nè civilmente, per voti espressi o per opinioni manifestate; e inoltre Scidà è un isolato, ignoto a tutti (non ha rapporti con partiti politici; non ha dalla sua nessuna corrente di magistrati; non confina con logge massoniche), che parlerà invano davanti al plenum. I proponenti hanno sbagliato. Al primo annuncio della proposta (un "lancio" ANSA del 09/11/2000) la rivolta della coscienza pubblica è corale e fragorosa: nel seno della Commissione Antimafia; in mezzo ai giudici minorili italiani, giusto in quei giorni riuniti in congresso; e a Catania, a Messina e a Palermo. Qualcuno chiede perchè, invece di attaccare "una delle personalità più limpide" il CSM non posa gli occhi sui vertici della Procura della Repubblica di Catania; e da qui migliaia e migliaia di cittadini chiedono alla Commissione di convocare l'anziano magistrato. Non è valso a frenare la valanga, che gli stessi autori della proposta si siano gettati su quella loro creatura, a soli 11 giorni dalla deliberazione, per traversarne il cammino verso il plenum e ridomandarla indietro col pretesto fosse necessaria un'ispezione ministeriale: che fu effettuata, e constatò la totale infondatezza degli addebiti.

Sulla dismisura di quel modo di esercizio del potere si abbatteva, puntuale la nemesi.

tratto da http://www.ucuntu.org/pdf/ScidaCasoCatania.pdf

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