L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 10 maggio 2012

www.ucuntu.org - Catania 12 - la lotta alle mafie è esercizio di lotta al potere corrotto e di classe dello Stato italiano


Capitolo IX
Tacciato di aver fatto acquisto di casa da un mafioso (Rizzo),Gennaro si discolpa producendo al CSM, come veridico, l'atto Arcidiacono, mendace, e lo fa giungere, attraverso la Procura Generale, a tutti gli Uffici per i quali, date le circostanze, può presentare interesse.
In marzo 2001, mentre a Messina stanno per essere prese determinazioni (aperture d'indagine) sulle dichiarazioni Scidà all'Antimafia, Gennaro chiede al CSM di tutelarlo.

Capitolo X
Il CSM interviene a tutela di Gennaro (Presidente dell'ANM), contro Scidà e contro Marino (comparso anche questi davanti all'Antimafia), senza voler sentire nè l'uno nè l'altro. La deliberazione (processo verbale di seduta plenaria del 20/03/2001) viene adottata a maggioranza, contro strenua opposizione di alcuni dissenzienti (con quel voto a tutela, essi obbiettano, il Consiglio si sostituisce agli Uffici Giudiziari competenti, prevenendone gli accertamenti; il voto una sentenza).

Capitolo XI
In maggio o giugno dello stesso 2001 Arcidiacono rivela ai Carabinieri di Catania la verità (non è lui il costruttore e venditore; si è prestato ad una funzione, per quell'atto soltanto) e procuce la controdichiarazione illo tempore rilasciategli, a sua richiesta, da Gennaro.

Capitolo XII
Il CSM, informato, si rifiuta di agire contro Gennaro, nonostante richiestone da uno dei suoi componenti.

Capitolo XIII
Nell'agosto 2001, dal carcere catanese di Piazza Lanza, dove sono ristretti molti mafiosi del clan Laudani, un detenuto ostile alla mafia, che gli ha ucciso un congiunto, avverte per lettera il "Presidente Sciatà" che "la sua vita è in pericolo, perchè si è messo contro le persone sbagliate". La Procura della Repubblica di Messina omette di compiere le attività del caso. Non chiede immediato trasferimento del mittente in altro istituto; non lo esamina se non dopo settimane dalla denuncia; e al detenuto -che ha subito riconosciuto per sue la lettera e la sottoscrizione, ricollegando il segnalato pericolo alla posizione di Scidà nel "caso Catania"- accolla il peso di dichiarare, lì, entro quelle mura, nell'assedio di quelle tali presenze, delle quali resterà mercè, la fonte del suo sapere. Alla risposta -quale ognuno in quelle circostanze darebbe-: non ha avuto altra fonte che il suo stesso animo, il magistrato tralascia ogni indagine, salvo un accertamento risibilmente superfluo sull'autenticità della sottoscrizione, e passa a separare gli atti dal procedimento in corso a carico di Gennaro, per chiederne quindi archiviazione, senza aver sentito Scidà. Il GIP rigetta opposizione dell'offeso.

tratto da http://www.ucuntu.org/pdf/ScidaCasoCatania.pdf

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