Il PROTEZIONISMO diventa il soggetto spinto dalla DEFLAZIONE ordo-liberista

Il PROTEZIONISMO diventa il soggetto spinto dalla DEFLAZIONE ordo-liberista
La ragione di ciò sta nel fatto che la cuspide del potere di queste due nazioni (Francia e Germania) comprende benissimo che la crisi strutturale di quei capitalismi perdura, si accresce, e non è domata dalla retorica europeista. La deflazione ordo-liberista erode i margini, fa scendere i tassi di profitto, rende più difficile la circolazione del capitale fisso e la finanza può far crescere qualche rendita, ma non crea lavoro, né prospettive per il giovane proletariato franco-tedesco. La circolazione del capitale si blocca e allora si ricorre al naturale e normale espediente che è il protezionismo. Ma questo scardina le basi stesse della struttura tecnocratica europea. Butta nel fango i trattati di Maastricht e di Lisbona, trasforma in canzoni da melodramma le recite neo liberiste. Giulio Sapelli http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2017/8/27/GEO-FINANZA-Dalla-Cina-alle-cicale-la-Germania-prepara-il-terremoto-dell-Ue/779737/

L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 7 luglio 2012

Direttori Generali degli Ospedali corrotti e collusi con le mafie

Monti e il suo mentore Napolitano mentono sapendo di mentire.

Servizi che per anni funzionano con organici carenti, e tentativi, anche estremi, per mettere in evidenza il logico malfunzionamento di questi, contro posizioni di intollerabile privilegio in cui si creano ad arte posti di lavoro inutili, sindacati ed amministrazione collusi in questa ottica per premiare la clientela, dell'uno e dell'altro o di tessera o partitica o ... di consorteria.
Questa è la regola dominante.

Servizi che diventano buoni perché ben introdotti nel retroterra culturale-politico dell'amministrazione, che trovano le strade spianate per avere velocemente macchinari d'avanguardia, uomini, soldi, materiali a disposizione e magari competenze che lasciano a desiderare contro competenze eccellenti ma privi di padrini politici o massonici messi all'angolo e privati di operare, di prestare la loro opera non dico al massimo ma ad un livello di normalità.

I Direttori generali si succedono l'uno all'altro cambiano le clientele, i posizionamenti, ma tutto rimane uguale, il meccanismo di funzionamento è sempre identico a se stesso. Mai è funzionale al malato ricoverato, al cittadino che deve fare analisi diagnostiche e di controllo, visite specialistiche. Il fruitore non è considerato, prima ci sono le consorterie, le clientele e poi in subordine entra in gioco chi deve utilizzare l'assistenza.

I Direttori sono designati dalle forze politiche regionali vincitrici, guardano i grandi numeri, sono privi della cultura che caratterizza la conoscenza sul campo dell'organizzazione e se c'è qualcuno, e ci sono, che hanno questa conoscenza la utilizzano per metterla al servizio di chi dirige la struttura ma non per migliorarla per organizzarla e renderla razionale ed efficiente ma per perdurare nei giochi di potere che si sono creati e ai continui riallineamenti, secondo i rapporti di forza del momento.

Dagli anni ottanta fino agli inizi degli anni novanta l'amministrazione sanitaria ha seguito le orme che la grande industria indicava, disagregare i servizi e darli in appalto, nonostante che il tempo ha rilevato che questa politica è suicida, perché uccideva competenze, esperienze, capacità collettive di memorie e d'identità che non potevano ne possono essere ricoperte dalle ditte appaltatrici i cui lavoratori sono sottopagati, ricattabili al massimo e sostituibili con la massima velocità.
Ma soprattutto ad un costo maggiorato non del doppio ma triplicato, quadruplicato si è perso di vista il conto effettivo che l'appalto costerebbe se fosse fatto con personale alle dirette dipendenze dell'amministrazione sanitaria.

Sulle spese degli appalti che grava la corruzione, la collisione con sistemi mafiosi esterni, fatta dai Direttori generali, che deus ex machina, non possono non sapere quello che si muove nell'azienda sanitaria, nell'ospedale. Da qui la proliferazione ad esternizzare tutto il possibile, in alcuni ospedali hanno esternalizzato gli infermieri.
Significa, avere personale sottopagato, per nulla motivato in quanto privo di diritti e di ... dignità.

Sterilizzazioni che avvengono a duecento chilometri di distanza su camion che giornalmente fanno su e giù per l'Italia portando strumentazione infetta e riportandola "sterile".

Stampanti che non si riparano ma vengono sostituite, perché su quelle nuove c'è la mazzetta, che viaggia per canali misteriosi, ma che la logica indirizza al sistema politico dominante in quella situazione.

Appalti, soprattutto sui servizi, fatti al ribasso che poi una volta instaurati, misteriosamente diventano famelici e costano, costano tanti, tanti soldi. I collegi sindacali che dovrebbero guardare le deliberazioni delle aziende ospedaliere e degli ospedali nel merito e nel metodo, che chiudono gli occhi e che ogni tanto, a comando, si svegliano dal coma profondo e fanno finta di approfondire quella o quell'altra tematica. Eppure questi signori sono pagati con soldi pubblici e tanto. Ma tant'è.

Acquisti, che dovrebbero transitare tutti sul Mercato della Pubblica Amministrazione gestito dalla Consip, non vengono fatti e comunque esistono sistemi precisi di aggiramento delle regole e della trasparenza e della buona economia. La Revisione di Spesa doveva e deve potenziare questo strumento gestionale e non lasciarlo a se stesso come sta accadendo da svariato tempo.

Una Revisione di Spesa avrebbe significato recidere a monte il legame politico-affaristico dei Direttori Generali che hanno con i loro mentori politici e partitici e commissariare tutte le aziende sanitarie ed ospedaliere e mettere sotto tutela le spese di queste aziende e la politica sanitaria ed organizzativa che fanno, centralizzando il controllo, quindi definendo responsabilità precise. Ma questo significa fare Politica, applicare principi di rispetto dei soldi pubblici e dei cittadini che sono costretti a utilizzare le strutture sanitarie ed ospedaliere.

Ma Monti e il suo mentore Napolitano hanno solo in testa di fare cassa, come al solito sui più deboli, in questo caso i malati e tagliano i posti letti decidendo che l'indice dal 4 per mille deve scendere al 3,7 per mille. Che maniera misera e deplorevole di nascondersi dietro lo status di professore della Bocconi o di essere istituzione super partes, ma non lo si è.

I Napolitano e i Monti, quando avranno bisogno di essere curati con i loro soldi e privilegi non verranno negli ospedali pubblici, dove migliaia di persone per aspettare Tac di controllo, per le loro malattie a decorso terminale, devono prenotarsi mesi e mesi in anticipo o conoscere un lume tutelare che riesce a far anticipare il test. Avranno le loro stanze riservate con bagno interno e mille luminari a disposizione, autostrade per fare esami ed interventi.

Nel 2007 si stimava che la spesa sanitaria era di 120 miliardi di euro all'anno e di questi 20 miliardi andavano ai "privati" sempre gli stessi, quei rappresentanti del capitalismo italiano che non è capace a produrre, ad investire, a fare ricerca ma che è in prima linea per succhiare soldi pubblici dei cittadini italiani, mettendo insieme quattro strutture, due macchianari e poi "oliando" doverosamente questi politici, questi partiti ricevono le loro bravi "convenzioni" con cui traggono lauti profitti sulla pelle dei malati, dei cittadini che pagano onestamente le tasse e che avrebbero bisogno di essere tutelati e rispettati nella loro semplici dignità.

I difensori supremi della dignità dei malati, dei cittadini, dovrebbero essere, e il garante supremo della Repubblica Italiana, ma questo si affretta, come in altre situazioni del passato, a firmare velocemente provvedimenti iniqui, dolorosi ed ingiusti sulla pelle degli italiani non ricchi, e dovrebbe essere l'esponente spocchioso che ammantandosi del concetto Revisione di Spesa invece di fare una effettiva revisione di spesa, non continuando le guerre nel mondo e non comprando armamenti, uccide lo stato sociale che generazioni di italiani si sono conquistati pezzeto per pezzeto.

Che dire di questa politica, di questi partiti, di questi sindacati, di cui alcuni fanno vedere che hanno dei leggeri mal di pancia invece di rivoltare il tavolo e di dire basta a questo stillicidio continuo, permanente di attacco ai diritti, ai redditi, alla vita di milione e milioni di italiani non ricchi. Incapaci, inutili, presi solo dal solipsismo in cui vivono lontani dalla realtà vissuta, dai sogni, dai progetti di vita di noi mortali.

E i mezzi di comunicazione che hanno perso di vista la loro funzione che sarebbe quella di salvaguardare gli interessi generali delle Terre d'Italia, che sonnachiosamente, servilmente, umilmente si prostrano di fronte a scelte dolorose e infamanti per i soliti noti e invece di capire dove stiamo andando si immettono nella corrente lasciandosi trasportare, hanno perso di vista la loro funzione che è quella di critica, della giustizia e della correttezza delle decisioni politiche.

D'altra parte, la sentenza della Cassazione, sulla Diaz, gli episodi successi a Genova, nel 2001, dimostra la loro incapacità e volontà a dimostrare capacità di pensiero autonomo, in undici anni, avrebbero potuto e dovuto divulgare in lungo e in largo le umiliazioni che centinaia di cittadini italiani hanno ingiustamente subito da questo Stato, attraverso le forze della polizia che volontariamente si sono prestate. Da allora e ancora oggi nessuno riesce a rispondere: perché?
E loro, i mezzi di comunicazione, non sono stati capaci di esprimere la volontà di ricerca della verità ma hanno l'abilità di scaricare su questo sistema politico e partitico anche le loro mancanze. Che miseria.

Ma torniamo alla Revisione di Spesa, si fatta da professori, ma si ribadisce per far cassa, per poi andare in Europa e continuare a dire come un disco rotto, che "loro" hanno fatto i compiti a casa, che stupida locuzione, come se questo potesse salvare l'Italia dalla dittatura dell'Euro, ma non è così, anche queste lacrime e sangue, questa macelleria sociale e di classe che sta facendo il governo Monti con l'avallo dell'"imparziale" Napolitano risulterà inutile e non ci salverà dalla deflagrazione che avverrà.

martelun

venerdì 6 luglio 2012

Via dalla dittatura dell'Euro. Riprendiamoci la nostra Sovranità Nazionale e Monetaria

La lettera aperta degli economisti tedeschi

FAZ.net pubblica la lettera aperta degli economisti di lingua tedesca ispirata da Werner Sinn. Il documento attacca duramente le decisioni dell'ultimo vertice EU. Lettera da cestinare?
I professori di economia con una lettera di protesta si rivolgono ai cittadini e alla politica. Le decisioni del recente vertice EU destano grandi preoccupazioni, scrivono gli economisti. La dichiarazione integrale.

Cari cittadini,

le decisioni a cui la cancelliera è stata costretta durante il vertice dei paesi EU sono sbagliate. Noi, economiste ed economisti dei paesi di lingua tedesca, assistiamo con grande preoccupazione al passo appena fatto verso una unione bancaria. Decisione che significherebbe una responsabilità collettiva per i debiti delle banche dell'Eurosistema. I debiti bancari sono tre volte i debiti pubblici e nei 5 paesi in crisi ammontano a diversi trilioni di Euro. I contribuenti, i pensionati, e i risparmiatori dei paesi europei ancora solidi non devono essere responsabili per l'assicurazione di questi debiti. Tanto piu' se si considerano le prevedibili grosse perdite legate al finanziamento delle bolle economiche del sud Europa. Le banche devono poter fallire. Se non possono ripagare i debiti, c'è solo un gruppo che deve e può sostenere i costi: i creditori stessi, perchè hanno deliberatamente preso il rischio e dispongono dei patrimoni necessari.

I politici sperano di poter limitare la responsabilità e di evitare ogni forma di abuso attraverso una vigilanza bancaria comune. Non gli riuscirà, fino a quando i paesi debitori potranno disporre di una maggioranza strutturale nella moneta unica. Se i paesi con finanze solide in linea di principio appoggeranno la condivisione della responsabilità, saranno continuamente esposti a pressioni per aumentare le somme delle garanzie o per ammorbidirne i requisiti di concessione. Litigi e tensioni con i vicini saranno inevitabili. Con l'estensione della garanzia per le banche non si salverà né l'Euro, né l'ideale europeo in quanto tale; si aiuterà invece Wall Street, la City di Londra - anche alcuni investitori in Germania - e una lunga lista di banche in difficoltà, nazionali ed estere, che vogliono salvare i loro affari a spese dei cittadini degli altri paesi, che con tutto questo hanno poco a che fare.

La socializzazione del debito non risolve i problemi attuali in maniera permanente: significa solamente sovvenzionare alcuni gruppi di creditori sotto la copertura della solidarietà europea  e allo stesso tempo distorcere le decisioni economiche centrali.
tratto da  http://vocidallagermania.blogspot.it/2012/07/la-lettera-aperta-degli-economisti.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed:+blogspot/mlmqBS+%28Voci+dalla+Germania%29

mercoledì 4 luglio 2012

la guerra non dichiarata degli Anglo-americani

Sulla via di Damasco

di Elisabetta Teghil


Poco tempo fa ho riportato la citazione di Marx dove dice che gli avvenimenti avvengono due volte, la prima in versione tragica, la seconda in farsa.

A pochi giorni di distanza mi tocca dargli di nuovo torto. Ma, si sa, come diceva Freud, bisogna uccidere il padre per diventare adulte/i.

Quello che sta succedendo in Siria è la ripetizione di quello che è accaduto in Libia, ma in entrambi i casi si tratta di una tragedia.

E l'una e l'altra non hanno niente a che fare con la primavera araba.

Non c’è nessuna sollevazione popolare, ci sono unità speciali inglesi e statunitensi che dirigono e supportano logisticamente truppe qatariote e mercenari arabi, ingaggiati nella galassia dei gruppi fondamentalisti.

Certo, incontrano maggiori difficoltà rispetto alla Libia perché non possono intervenire le truppe Nato, non avendo l’ombrello-alibi dell’Onu. E, questo, perché la Russia e la Cina hanno posto il veto al presunto “intervento umanitario” in Siria.

E non certo perché sono buone o sensibili ma perché hanno consapevolezza di essere loro, attraverso il successivo passaggio dell’Iran, il vero obiettivo.

Non ci faremo irretire in una discussione sulla natura dei governi di Gheddafi e di Assad. Se qualcuna/o ci farà notare che sono “regimi”, converremo che è vero, ma non si può fare uso selettivo del termine, a seconda della convenienza.

Inoltre è tradizione degli interventi anglo-americani rovesciare regimi e/o governi laici per sostituirli con regimi integralisti ed oscurantisti.

E’ vero che nei paesi arabi non esiste una “società civile” laica e, magari, di sinistra, però si dimentica volutamente che questo non è casuale, non l’ha voluto il Fato, ma è dovuto all’eliminazione fisica, da parte dei regimi filo-occidentali o direttamente da parte delle potenze occidentali, di ogni forma altra che cerchi di organizzarsi in quei paesi.

Due esempi per tutti.

Il precedente illustre di Mossadeq, anziano esponente della media e alta borghesia iraniana, nominato primo ministro con regolari elezioni, rovesciato perchè voleva rimettere in discussione le percentuali delle royalty delle compagnie petrolifere inglesi.

Ed ancora, il governo afghano, a guida comunista, senza entrare nel merito di cosa significhi questo termine riferito all'Unione Sovietica e a governi, aree e partiti affini, dove erano presenti sette donne ministro e il cui più grave crimine era proprio l'alleanza con l'Unione Sovietica.

Per inciso (potenza mediatica statunitense!), quando si parla di invasione dell'Afghanistan ci si riferisce all'intervento delle truppe sovietiche richiesto dal governo di Kabul nell'ambito di un patto fra i due Stati, e si salta a piè pari che è in atto un'occupazione da parte delle truppe statunitensi da anni in Afghanistan.

Ma riprendiamo le fila del discorso.

Questi interventi hanno come effetto quello di scatenare l'avvento del peggio e del più retrivo di quei paesi: il sanguinoso regime di Reza Pahlavi in Iran, che ha creato le condizioni per l'ascesa al potere di Khomeini, e i talebani in Afghanistan.


Ma, ora, c'è qualche cosa di nuovo e di diverso nel panorama politico internazionale.

Gli Stati Uniti sono sempre stati una fabbrica di colpi di stato con conseguenti, relative dittature.

Che c'è di nuovo che emerge dalle vicende afghane, irachene, libiche e siriane?

Il ritorno del colonialismo, caratterizzato dall'intervento diretto delle truppe Nato, vero e proprio esercito coloniale che occupa militarmente i paesi del terzo mondo attuando su scala industriale terrorismo.

Il terrorismo nella definizione internazionale è l'uso di violenza nei confronti di civili,

in scenari di guerra e non, allo scopo di terrorizzare e ricattare la popolazione.

In pratica e per fare un esempio, i bombardamenti della Nato sulla Libia.

A proposito della Libia, non sono mai stati forniti i dati sui bombardamenti e le esecuzioni di massa degli eserciti di occupazione e possiamo presumere che siano numeri molto importanti. E, per la ricostruzione del paese, niente paura!, sarà la Libia stessa a pagarla, con le sue ricchezze, ai suoi invasori.

E, in un crescendo di falsità, a cui tanti/e, troppi/e, fingono di credere, è stata divulgata la notizia menzognera del massacro di massa delle popolazioni locali da parte del governo, ricostruendo il tutto, come in un set cinematografico, in Arabia Saudita. Il precedente illustre è Timisoara.

Ora si snocciolano cifre importanti circa la morte di civili in Siria, ma ci si dimentica di dire chi ne è l'autore.

Pochi giorni fa un aereo turco ha violato lo spazio aereo siriano ed è stato abbattuto. La Turchia ha chiesto l'intervento della Nato, dimenticando volutamente che l'intervento è previsto in caso di aggressione e questo episodio non rientra nella fattispecie.

E' la versione attualizzata dell'incidente del Golfo del Tonchino. Incidenti falsi e/o provocati artificialmente,giustificano aggressioni militari.


Siamo passati dalla stagione postcoloniale a quella neocoloniale.


Perchè tutto questo? Governanti cattivi? Errori? Niente di tutto ciò.

Più semplicemente corrisponde allo stadio di sviluppo del capitalismo che, nella stagione neoliberista è caratterizzato da una lotta senza quartiere per la ridefinizione dei rapporti di forza tra gli Stati e le multinazionali.

Per inciso, questo è il senso di quello che sta accadendo attualmente anche in Europa, seppure con altri mezzi.

Gli Stati Uniti e l'Inghilterra sono all'offensiva. Sottraggono la Libia all'Italia e invadono paesi non allineati ai loro interessi politico-economici.

Nella stagione coloniale portavamo la civiltà e le strade, oggi la democrazia e il progresso. Una volta al seguito delle truppe coloniali c'erano i missionari, oggi le Ong e le Onlus. L'opinione pubblica, una volta, veniva preparata attraverso i giornali e le parrocchie, oggi si ricorre ai media e ad una pletora di organizzazioni di vario tipo dai nomi accattivanti e fuorvianti, vere e proprie protesi delle Agenzie statunitensi.

Una volta la benedizione agli interventi militari la dava dio, oggi le organizzazioni internazionali e umanitarie con il supporto della così detta sinistra radicale che si ritrova sempre a fare le manifestazioni solo fuori dalle ambasciate di quei paesi che di lì a poco saranno oggetto di aggressione.

E il neocolonialismo ha trovato nel pinkwashing, cioè l'uso strumentale della difesa delle minoranze sessuali, una modalità eccellente.

Solo e soltanto nei paesi asimmetrici agli interessi anglo-americani ci “sarebbero” diritti violati delle diversità sessuali e delle donne, con un fiorire, per esempio, di blogs di lesbiche che chiedono aiuto e magari si scopre che sono uomini e, guarda caso, americani e canadesi, e il volto è stato carpito a qualche ignara donna locale. Tutto ciò, tra l'altro, con grave danno di chi è perseguitata veramente.

Interesse per le minoranze che viene rapidamente meno una volta mandati al potere governi “graditi”.

A proposito, che fine hanno fatto le lesbiche libiche? E i campi di concentramento/contenimento in cui sarebbero state rinchiuse e stuprate in Libia le donne, sono stati smantellati? E gli accordi per i respingimenti sono stati annullati o rinnovati? E le autorità locali come svolgono il loro lavoro?


E il neocolonialismo veicola in maniera potente il razzismo all'interno delle popolazioni occidentali.

Dovendo far passare i nostri interventi militari come “umanitari” presentano le popolazioni del terzo mondo come ignoranti, incapaci di sapersi gestire, retrive e bisognose dell'intervento dell'”uomo bianco”, buono, civile e disinteressato.

E' chiaro che attraverso l'idea della superiorità occidentale si rafforza il razzismo che, per trascinamento, viene applicato a tutte/i quelle/i che vengono percepite/i, anche qui da noi, come “inferiori”, incapaci, limitate/i, non adatte/i a questa società.


E' in questo clima che vengono accettati dalle popolazioni occidentali i Cie, che esistono in tutta Europa, come una necessità , invece di riflettere sul fatto che l'introduzione del principio della detenzione per condizione e non per reato e la riduzione dei comportamenti e delle situazioni personali a reati penali, apre, proprio per noi, scenari di controllo sociale impensabili.

Il colonialismo è come un fuoco d'artificio che, una volta esploso, ricade a cascata sulla vita dei paesi occidentali. Non solo crea i Cie, il razzismo dilagante e la violenza contro le diversità, ma anche la pratica dell'occupazione di tipo colonialista di aree dei nostri territori, come a L'Aquila o in Val di Susa, e la trasformazione degli eserciti nazionali in truppe d'occupazione interne con le popolazioni locali presentate, come i popoli del terzo mondo, senza storia e senza memoria, non riconoscendo loro lo status di soggetti politici, negando la dimensione della lotta di classe e di genere qui da noi e la dimensione antimperialista alle lotte del terzo mondo. E, ottenuta la pacificazione dei territori nazionali “colonizzati” sarà dato spazio anche qui da noi a forme di paternalismo, promuovendo sul campo quelle associazioni e quei soggetti che si presteranno a gestire le briciole del banchetto e a trasformarsi in ascari locali.


Altre due novità:

Una riguarda specificamente l'Italia. L'aggressione alla Libia ha visto per la prima volta un partito, il PD, sposare non la causa di una frazione della borghesia nazionale, ma quella degli interessi anglo-americani.

L'altra riguarda tutta l'Europa. L'alibi con cui la socialdemocrazia giustificava il colonialismo è venuto meno. Il neocolonialismo non porterà nessun vantaggio diretto e/o indiretto ai cittadini dei paesi occidentali.


Il neocolonialismo,articolazione del neoliberismo, per potersi realizzare, ha potuto contare ed utilizzare la socialdemocrazia che, diventata destra moderna, ha trasformato i partiti locali in agenzie territoriali delle multinazionali e i suoi dirigenti in funzionari delle stesse.


Saddam Hussein, alla vigilia dell'invasione dell'Iraq, disse che quella sarebbe stata la madre di tutte le guerre.

Si sbagliava, perchè questa caratteristica appartiene all'invasione e allo smembramento della Jugoslavia.

La lunga strada verso Damasco è cominciata da Belgrado.

Questo è stato possibile perchè in Europa erano al governo i socialdemocratici, comunque si chiamassero, in Germania era Cancelliere Gerhard Schroder dell'SPD, in Francia primo ministro Lionel Jospin del Partito Socialista ,in Inghilterra primo ministro Tony Blair del Partito Laburista e in Italia primo ministro D'Alema, con il PdCI che faceva parte dell'esecutivo, e segretario generale della Nato era un alto dirigente del PSOE, Javier Solana.

Ed abbiamo assistito al ritorno della guerra in Europa, sia pure in forma di aggressione unidirezionale.

Non si tratta di fare il tifo per Assad o per Gheddafi, ma, molto più semplicemente, di raccontare le cose come stanno, rifiutando di essere complici e di farsi ridurre a megafono delle avventure neocoloniali della Nato.

tratto da http://www.sinistrainrete.info/estero/2173-elisabetta-teghil-sulla-via-di-damasco.html