L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 10 maggio 2013

Berlusconi non ha pagato le tasse


Viviamo in tempi estremamente rapidi.
Un dato: la massa degli interventi sul Def del M5S ha denotato padronanza di linguaggio e comprensione veloce verso i centri del problema, dall'antimafia su tutto il territorio nazionale che è uno degli aspetti della convivenza con questi partiti, con questa politica; al problema dell'euro con l'incatenamento e al pareggio di bilancio e alla ratifica del Fiscal Compact, cosa non avvenuta dal Parlamento tedesco.

Il futuro è difficile prevederlo ci sono molte forze all'interno del campo, forze che si evolvono rapidamente, certo il piano di fondo di Letta e del mentore Napolitano verso la più bieca osservanza alla dittatura dell'Eurocentro è la strategia con cui queste forze politiche, questi partiti, queste istituzioni si muovono.

Compito in questo momento è di cogliere le minime contraddizioni che ci sono e ci sono x divaricarle, metterle in luce farle esplodere.
Compito difficile, certosino, impegnativo ma a cui tutti sono impegnati a lavorare, ognuno con le proprie forze e con le proprie capacità.

Un esempio, Berlusconi non paga le tasse, questo il tribunale d'appello ha stabilito, Berlusconi e tutto il Pdl protestano a Brescia per ... non pagare le tasse. In un paese l'Italia che è uno dei più tartassati. Lo vogliamo dire con forza sempre, dovunque è possibile? Qualche contraddizione anche nel suo elettorato (in altri momenti parleremo del significato dell'elezioni) le porterà se qualcuno si prende la briga di farle notare.

Vogliamo parlare delle contraddizioni che ci sono in quel corpaccione del Pd che d'altra parte è una faccia della identica medaglia rappresentata insieme al Pdl. Contraddizione che più che ai vertici, solo il buonista Civati, più che nell'apparato, quello di Roma si sta muovendo come un elefante x l'elezioni del sindaco, ripetendo uguali e stanchi riti che non porteranno altro che alla loro disfatta, per fortuna; ma tra la base, quelli che lo hanno votato e questo burocratico, ingombrante, paralizzante carrozzone.

l'Eurocentro che nel suo vagare tra l'adempimento al piano stabilito, quello di impoverire tutti i popoli dell'Europa compreso quello tedesco, e la sempre più consapevolezza del rifiuto dell'applicazione di quel piano da parte sempre più di vasti territori europei la dice lunga che le cose non potranno svolgersi in maniera piana e determinata come vorrebbe le forze Eurocentriche.
L'Islanda rifiuta di entrare in Europa, la Polonia rifiuta di entrare nell'Eurocentro, in Gran Bretagna si afferma chi rifiuta l'Europa, in Germania nasce il partito che vuole andare via dalla gabbia dell'euro.

Le cose non sono preordinate, i disegni si, ma aspetta a chi è convinto dei cattivi disegni di lottare affinchè non si realizzino

martelun

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