L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 14 giugno 2014

Dio ama tutti gli uomini ma degli imbecilli pensano di essere i favoriti

LA MOSTRA DELL'UNESCO E DEL SIMON WIESENTHAL CENTER, DEDICATA ALLA RELAZIONE FRA IL POPOLO EBRAICO E LA TERRA D'ISRAELE, ERA STATA CANCELLATA SEI MESI FA PER LE PRESSIONI ARABE.

L’Unesco cancella Israele dalla mostra dedicata al popolo ebraico e la sua terra

13/06/2014
Sei mesi fa, l’Unesco aveva cancellato la mostra realizzata in collaborazione con il Simon Wiesenthal Center, dedicata alla relazione fra il popolo ebraico alla terra d’Israele proprio qualche giorno prima della sua inaugurazione, a causa delle pressioni da parte dei paesi Arabi. L’esposizione era dunque stata rimandata a data da destinarsi.
Ma oggi essa apre i battenti a Parigi con una grande, sgradevole, novità: nel titolo non c’è più alcun riferimento a Israele, sostituito invece con il più generico “Terra Santa”.
L’esposizione, come scrive l’Unesco, “racconta la storia del popolo ebraico dai tempi biblici ai giorni nostri. Da testi esplicativi, illustrazioni e citazioni delle figure storiche di questa storia emerge il ritratto di una diversità impressionante, risultato dell’incrocio di diversi popoli e culture durante i millenni”. La compongono 24 pannelli di circa 800 parole ciascuno.
Fa però strano che in questo percorso Israele è come se non esistesse…

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