L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 11 giugno 2014

il TAV tra Firenze e Bologna, sono ignorate le denunce

Expo, Mose. E la Tav?

Perché, mentre si indagano i meccanismi di ribassi nominali e lievitazioni programmate dei costi delle opere aggiudicate per Mose ed Expo a Venezia e a Milano, il premier Renzi continua apparentemente a non considerare le indicazioni nitide e dettagliate che ha fornito sugli appalti Tav l'Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici?
Cos'altro avrebbe dovuto scrivere, nero su bianco, quell'Autorità, oltre a denunciare (come nella Relazione 2010) la violazione dei principi di economicità e di efficacia del sistema di realizzazione dell'Alta velocità ferroviaria per i Nodi ferroviari di Firenze e Bologna che hanno registrato rilevantissimi incrementi di costo e dei tempi di realizzazione, nonché iscrizione di riserve da parte delle imprese esecutrici, che hanno dato vita a contenziosi?
Già a dicembre 2007, analizzando quanto avvenuto sulle tratte AV Roma-Napoli e Firenze-Bologna, sulla scorta anche di esposti di Idra l'Autorità aveva messo il dito sulla piaga dell'architettura contrattuale, del modello finanziario e del conseguente depotenziamento dei controlli attraverso la figura del cosiddetto contraente generale  che permettono di dilapidare senza costrutto ingenti risorse pubbliche. Nella sua Indagine relativa agli interventi gestiti da Tav S.p.A., l'Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici attestava che questi risultano caratterizzati da gravi infrazioni ai principi della libera concorrenza e della non discriminazione e che hanno subìto, in corso di esecuzione, notevoli incrementi di costo e del tempo di realizzazione (...) sia per effetto di un gran numero di perizie di variante, sia per riserve avanzate dal General Contractor, grazie anche a convenzioni stipulate senza riferimento ad un'adeguata progettazione, che non hanno posto a carico del General Contractor alcun rischio effettivo, mentre persino i progetti esecutivi hanno spesso mostrato un livello carente di approfondimento.
Perché il premier Matteo Renzi, che da sindaco di Firenze non sembra aver dato soverchio peso alle relazioni dell'Autorità, nonostante le puntuali segnalazioni di Idra, non suggerisce almeno adesso al suo successore a Palazzo Vecchio, Dario Nardella, di riconsiderare l'intera partita degli appalti Tav affidati a contraente generale, che per il doppio sottoattraversamento AV di Firenze e la stazione subacquea Foster fanno riferimento peraltro a società indagate da un'inchiesta giudiziaria monumentale e interessate da pesanti difficoltà finanziarie?
Firenze non può continuare a languire sotto la minaccia di una mannaia che dal lontano 3 marzo 1999 (data di approvazione del progetto di sottoattraversamento) incombe sulla sua vivibilità e sulla sua economia. Sono in gioco miliardi di denaro pubblico! Renzi farebbe bene a prendere a calci un modello dissipativo, come quello del cosiddetto contraente generale, in auge un pò dappertutto in Italia, e soprattutto laddove ancora si progetta Tav: in Val di Susa, fra Genova, Milano e Trieste, fra Verona e il Brennero!
(Associazione Idra - Firenze)

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