L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 12 giugno 2014

Sanità e per la Madia il neurochirurgo, per la flessibilità delle mansioni, si trasforma in cardiochirurgo

Sanità: area ad hoc e rinnovo contratto, punti fermi dirigenti al tavolo Madia

Tra i punti chiave della ‘riforma Madia’: l’abrogazione del trattenimento in servizio dopo l’età pensionabile per permettere l’assunzione di 10mila giovani; più flessibilità nelle mansioni; mobilità facilitata da un comparto all’altro; estensione del ricorso al part-time

Sanità: area ad hoc e rinnovo contratto, punti fermi dirigenti al tavolo Madia
Roma, 11 giu. (Adnkronos Salute) - - Riconoscere la specificità dei lavoratori del Servizio sanitario nazionale; investire in nuove assunzioni; rinviare alcune norme alla contrattazione generale; aprire subito le aree negoziali, in vista del rinnovo contrattuale, “non più rinviabile e atteso nel 2015”. Queste i punti fermi che la Cosmed (Confederazione sindacale medici e dirigenti) - come spiega il vice coordinatore Giorgio Cavallero all’Adnkronos Salute - metterà in evidenza nel corso dell’incontro col ministro della Funzione pubblica, Marianna Madia, che illustrerà ai sindacati il documento sulla riforma della Pubblica amministrazione.
Tra i punti chiave della ‘riforma Madia’: l’abrogazione del trattenimento in servizio dopo l’età pensionabile per permettere l’assunzione di 10mila giovani; più flessibilità nelle mansioni; mobilità facilitata da un comparto all’altro; estensione del ricorso al part-time.
“Innanzitutto - spiega Cavallero - vogliamo capire qual è il perimetro della riforma. Non si può - spiega - fare un unico decreto per scuola, sanità e pubblico impiego in generale. Noi chiediamo una specificità per i dipendenti del comparto sanità, che peraltro hanno un datore di lavoro diverso dallo Stato: l’organizzazione del Ssn è infatti su base regionale”. Per l’esperto si correrebbe il rischio di fare “un pasticcio, con una norma inapplicabile per la sanità”.
Secondo Cavallero, la peculiariatà del dipendente Ssn trova riscontro anche in un altro punto nodale della riforma: la mobilità. “Noi non contestiamo il principio - spiega il sindacalista - contestiamo la modalità. E’ un punto che andrebbe rinviato in sede di rinnovo contrattuale”. Secondo l’esperto, comunque, “nel mondo medico non ci sono eccedenze da mettere in mobilità”. Un altro punto fondamentale è l’ampliamento - e come minimo il mantenimento - degli attuali livelli occupazionali nel Ssn. La proposta della Cosmed è di “riconvertire i risparmi generati da operazioni di spending review in nuove assunzioni, in deroga al blocco del turnover”.
La Cosmed è favorevole anche all’ipotesi di estendere il ricorso allo strumento del part-time, “a patto però - spiega - che questo non penalizzi l’assegno previdenziale”. I dipendenti contrattualizzati prima del ‘96, infatti, percepiscono una pensione parametrata in base all’ultimo stipendio. Restando in tema di pensione, i sindacati chiedono inoltre di “togliere norme penalizzanti”, ad esempio “uniformare l’età dell’uscita dal lavoro delle donne, che nel pubblico è ritardata rispetto al privato”.
La ‘riforma Madia’ potrebbe però rappresentare l’occasione per il rinnovo del contratto nazionale, fermo al 2009. “La prima cosa da fare - spiega Cavallero - è aprire le aree contrattuali, riservando un’area negoziale specifica per i lavoratori della sanità. Per fare questo c’è bisogno di un intervento legislativo”, che aprirebbe di fatto la strada al rinnovo contrattuale vero e proprio che superi lo stallo attuale. Blocco che anche nel documento della Pubblica amministrazione viene considerato “un danno ingiusto ai lavoratori pubblici, soprattutto in riferimento alle fasce di retribuzione più basse”. E che “merita di essere affrontato a partire dal prossimo anno”.
http://www.focus.it/ADNKronos/sanita-area-ad-hoc-e-rinnovo-contratto-punti-fermi-dirigenti-al-tavolo-madia_C65.aspx 

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