L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 10 giugno 2014

South Sream, solo gli imbecilli europoidi rifiutano il gas della europea Russia, cosa che non ha fatto, giustamente, la Cina

South Stream: reazioni bulgare, americane, serbe e russe

10.06.2014
Il ministro dell'Energia della Bulgaria Dragomir Stoinev ha dichiarato che il suo Paese non rinuncia ai piani per partecipare al progetto infrastrutturale del gasdotto "South Stream". Secondo lui, questo progetto non può essere annullato e un giorno sarà realizzato. "Il progetto "South Stream" è importante sia per la Bulgaria che per tutta l'Europa," - ha detto Stoinev. Il ministro ha espresso fiducia nel fatto che per tutti i punti contestati relativi alla costruzione del gasdotto sia possibile trovare una soluzione.
La Bulgaria non sarà tenuta in ostaggio del gioco geopolitico di Bruxelles e non abbandonerà definitivamente il progetto "South Stream". Lo ha detto il Leader di "Alternativa per la Rinascita bulgara", l'ex Presidente bulgaro Georgi Parvanov. Secondo lui, Bruxelles usa due pesi e due misure rispetto al progetto e ciò è inaccettabile, dato che alcuni paesi dell'UE otterrebbero gratuitamente il gas dal "Nord Stream".

Domenica, dopo un incontro con membri del Congresso degli Stati Uniti, il primo ministro della Bulgaria Plamen Oresharski aveva riferito di aver disposto la sospensione dei lavori sul progetto "South Stream". Nella stessa riunione il senatore repubblicano statunitense John McCain aveva affermato che "il problema di "South Stream" la Bulgaria lo avrebbe dovuto decidere in collaborazione con i partner europei". "Comprendiamo la situazione e vorremmo vedere una partecipazione minore della Russia in "South Stream"," - aveva aggiunto il senatore.

Il governo della Serbia, altro paese coinvolto nel progetto, non ha preso nuove decisioni relativamente a "South Stream". Finora i lavori sull'infrastruttura sono in linea con quanto previsto in fase di progetto, ha dichiarato il primo ministro serbo Alexander Vucic. In precedenza i media serbi avevano diffuso le dichiarazioni del vice primo ministro Zoran Mikhailovich, secondo cui la Serbia avrebbe dovuto rinviare la costruzione del gasdotto dopo che la Bulgaria, su richiesta della Commissione Europea, aveva deciso di sospendere il progetto.

Dietro la sospensione dei lavori su "South Stream" ci sono motivi politici. Questo punto di vista è stato espresso dal rappresentante permanente della Russia presso la UE Vladimir Chizhov. Ha ricordato che alcuni funzionari della UE avevano paventato la necessità di sospendere il progetto infrastrutturale fino a quando non sarebbe stata risolta la crisi ucraina. Tuttavia Chizhov è sicuro che il gasdotto verrà realizzato e tutti gli ostacoli saranno superati con successo.

La questione sollevata in questi giorni e relativa al "South Stream" è aperta, il conflitto tra le parti continuerà, ha detto il redattore capo del magazine "La Russia nella politica globale" Fiodor Lukianov. Secondo Lukianov, la Commissione si oppone al progetto perché va contro l'idea di ridurre la dipendenza energetica dalla Russia: "La Bulgaria non è un Paese che possa resistere seriamente alla pressione dell'Europa. Si tratta di una pressione enorme da parte della Commissione Europea, che formalmente non può fermare la costruzione del "South Stream", ma può introdurre molte questioni specifiche. La lotta continuerà. Per la Russia, questo significa un ulteriore mal di testa. La questione non è chiusa, ma è ovviamente tutto molto più complicato."

La Russia, a sua volta, non ha ricevuto notifica formale da Sofia della avvenuta sospensione del progetto e prevede di discutere la questione con la Commissione Europea lunedì, come riporta il Ministero dell'Energia.

"South Stream" è costruito per la fornitura del gas russo verso l'Europa centrale e meridionale, bypassando l'Ucraina. La Commissione europea ritiene che i trattati bilaterali della Federazione Russa ai Paesi europei di transito, Austria, Bulgaria, Ungheria e Slovenia, violino il diritto comunitario. La Russia, a sua volta, ha impugnato in tribunale la parte della regolamentazione OMC in relazione alle misure comunitarie chiamato terzo pacchetto dell'energia, in base al quale i proprietari dei gasdotti non possono essere aziende coinvolte nella estrazione del gas.

Nostra elaborazione su informazioni de "La voce della Russia" pubblicate il 09.06.2014

http://www.bulgaria-italia.com/bg/news/news/04309.asp

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