L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 11 giugno 2014

Ungheria, e i mass media italiani si lamentano se c'è la tassa sulla publicità, cialtroni

Da parlamento Ungheria ok a legge pubblicità, stangata sui media

Il settore la considera una minaccia a libertà di stampa


      AFP
Roma, 11 giu. (TMNews) - Il parlamento ungherese ha approvato oggi la controversa tassa sulla pubblicità, che secondo i critici rischia di danneggiare ulteriormente la libertà di stampa e soffocare l'industria dei media.

Il primo ministro Viktor Orban, rieletto ad aprile con una maggioranza assoluta, è stato più volte accusato di minare le istituzioni di controllo indipendenti e la libertà di stampa, da quando è tornato al potere nel 2010. Il leader del partito di centrodestra Fidesz, tuttavia, ha sempre respinto sdegnato quest'addebito.

La nuova tassa è solo l'ultima di una serie di prelievi definiti "speciali", che il governo Orban ha imposto su banche, compagnie dell'energia, vendita al dettaglio e società di telecomunicazione. (segue) (Fonte Afp) 

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