L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 12 agosto 2014

Afganistan, l'Italia fa la guerra in quelle terre


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Amnesty. Nessuna giustizia per civili uccisi da Usa in Afganistan

Pubblicato un rapporto della non profit che accusa Washington (ASCA) – New York, 11 ago 2014 – Le famiglie di migliaia di civili uccisi dai militari americani in Afghanistan sono state abbandonate senza che sia stata fatta giustizia o abbiano ricevuto un risarcimento. Lo sostiene Amnesty International, con un rapporto che e’ una schiacciante accusa contro Washington, mentre gli Stati Uniti si preparano a ritirare le loro forze dopo oltre dieci anni di presenza nel Paese. L’ong spiega di avere raccolto le prove che mettono in luce come il sistema giudiziario dell’esercito americano sia profondamente difettoso. Questo – si legge ancora – ha portato a una cultura dell’impunita’. Il presidente afgano Hamid Karzai ha piu’ volte attaccato le forze militari statunitensi per i feriti e i morti civili.
La Nato ha detto di voler prendere in considerazione le accuse a lei rivolte nel documento, intitolato Left in the Dark (Lasciati al buio) e di voler aprire indagini su ogni singolo caso. Amnesty ha intervistato 125 testimoni oculari afgani a proposito di 16 attacchi e ha raccolto dati riguardo 97 incidenti dal 2007 a oggi. L’ong ha ricordato che il suo rapporto fa riferimento a i dati compilati dalle Nazioni Unite.
http://www.internazionale.it/news/amnesty/2014/08/11/nessuna-giustizia-per-civili-uccisi-da-usa-in-afganistan/

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