L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 10 agosto 2014

gli imbecilli dell'informazione sono contenti di avere un padrone straniero in casa (Cina)

Cgia Mestre: crollo imprese italiane del -1,6%, aumentano del 6,1% quelle cinesi

industria italia fabbrica scarpe 406x270 Cgia Mestre: crollo imprese italiane del  1,6%, aumentano del 6,1% quelle cinesi
Operaie al lavoro in una fabbrica (Getty Images)
La Cgia di Mestre ha pubblicato i dati di un’indagine sull’imprenditoria in Italia dalla quale emerge un boom dell’imprenditoria cinese che registra un aumento del +6,1% a fronte ad un crollo del -1,6% di quella italiana.
Tuttavia, dall’indagine spicca anche un forte calo delle rimesse verso la Cina.
Sul piano della distribuzione regionale, il 60% delle imprese cinesi si concentra in Lombardia, Toscana, Veneto e Emilia Romagna.
Inoltre, una buona parte dell’imprenditoria dell’impero celeste non è stata ancora toccata dalla crisi.
In generale, le aziende guidate da stranieri, tra il 2012 e il 2013, sono aumentate del 3,1%, toccando quota 708.317 unità.
Tra queste, il vero boom è stato registrato nel periodo considerato dalle aziende cinesi che sono aumentate del 6,1%, superando le 66.000 unità.
Sui 708 mila imprenditori stranieri, spicca il Marocco che conta sul maggior numero di aziende, registrando 72.014 unità, seguito da Romania, con 67.266 aziende e in terza posizione, la Cina con 66.050 aziende.
Redazione
http://www.direttanews.it/2014/08/09/cgia-mestre-crollo-imprese-italiane-del-16-aumentano-del-61-quelle-cinesi/ 

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