L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 12 agosto 2014

Napolitano e Renzino decidono bombardamenti umanitari





mancano soldi, abbiamo una situazione economica e finanziaria penosa e loro decidono bombardamenti umanitari, la Maggioni, di Rai News di Bildeberg tira la volata alla guerra, umannitaria - martelun

Renzi e Napolitano a Roma, convocare subito consiglio supremo difesa e Cisr

11 - 08 - 2014Paolo Messa
Renzi e Napolitano a Roma, convocare subito consiglio supremo difesa e CisrIl presidente del Consiglio è a Roma e probabilmente nelle prossime ore incontrerà il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. La presenza di Renzi a Palazzo Chigi è particolarmente significativa, e non solo per il valore comunicativo in se. La situazione economica e finanziaria del Paese non è facile e le istituzioni internazionali – da ultima l’agenzia di rating Moody’s – sono tornate ad esprimere tutte le loro perplessità circa la nostra capacità di saper uscire dalle secche. Eppure, la questione più rilevante sul tappeto riguarda il profilo internazionale dell’Italia. La tragedia che si sta consumando in Iraq richiede un impegno straordinario da parte di tutti e in particolare dell’Europa.
Alle parole vibranti del Santo Padre ha immediatamente dato seguito il presidente americano Obama con una strategia fatta di bombardamenti aerei mirati, di aiuti umanitari e militari e, da ultimo ma forse è la mossa più rilevante, di supporto politico istituzionale con la promozione del cambio di governo e l’uscita di scena di al-Maliki. In questo contesto, la Francia si è mossa rapidamente come dimostra la presenza del ministro francese Fabius in Iraq e la ripresa degli attacchi in Mali.
L’Italia ha preso coscienza del tema, finalmente. Domenica la direttrice di Rai News, Monica Maggioni, ha precettato in una lunga diretta il vertice politico della Farnesina con il ministro Mogherini ed il suo vice Lapo Pistelli. Ne è emersa l’idea di un ruolo del nostro Paese negli aiuti umanitari e, forse, anche in quelli militari. Domani la stessa Mogherini proporrà al vertice della Ue di affrontare in chiave unitaria tutti i temi che riguardano il Mediterraneo (Iraq ma anche Libia e Gaza). Persino uno dei più influenti consiglieri del premier, Marco Carrai, è intervenuto con parole accorate, ospitato dal direttore del Corriere della Sera. Insomma, anche per noi è venuto il momento di intervenire.
Il punto adesso sta nell’organizzare la nostra risposta, sia nella dimensione internazionale (Ue, Nato, Onu) che in quella domestica. Anche se siamo prossimi a ferragosto, sia Renzi che Napolitano sono meritoriamente al lavoro. Ci sono quindi le condizioni per convocare ad horas sia una riunione del Consiglio Supremo di Difesa che del Cisr per poter poi riferire in Parlamento circa gli orientamenti emersi. Il percorso istituzionale, in un frangente così delicato e complesso, è infatti fondamentale e non è un’inutile perdita di tempo. La dimensione tragica del genocidio in atto per opera degli jihadisti di Islamic State merita una risposta rapida, efficace e anche inappuntabile.
http://www.formiche.net/2014/08/11/renzi-napolitano-roma-convocare-subito-consiglio-supremo-difesa-cisr/

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