L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 16 agosto 2014

. Renzi dovunque è andato al sud è stato contestato ma l'informazione è silente

Cronache Regionali
GELA - 15/08/2014
La visita del premier in Sicilia

VIDEO - Renzi contestato a Gela esce "da dietro"

Una visita, che al di là delle contestazioni, è comunque da apprezzare per l´attenzione che il capo del Governo ha voluto testimoniare
Foto Corrierediragusa.it
Una vigilia di Ferragosto insolito per un presidente del Consiglio. Matteo Renzi ha dedicato il pomeriggio della vigilia di Ferragosto a Gela e Termini Imerese, i due punti più caldi dell´industrializzazione in Sicilia. Una visita, che al di là delle contestazioni, è comunque da apprezzare per l´attenzione che il capo del Governo ha voluto testimoniare.


"Matteo Renzi a Gela esce dalla porta di servizio per sfuggire alla contestazione della piazza. Una bella figura istituzionale": è quanto comunicato dai comitati No Muos con tanto di video della contestazione al premier. Ad accogliere il presidente del consiglio con fischi, bandiere, cartelli e cori vi erano numerosi attivisti No Muos e una folta delegazione di operai dell’impianto Eni e dell’indotto. “No al Muos, no alla guerra, via le basi Usa dalla nostra terra” e “Lavoro No Guerra” gli slogan ricorrenti. Fra i cartelli spiccava il No Ttip degli oppositori al Trattato Transatlantico per il commercio fra l’Ue e gli Usa che aumenterà a dismisura il potere delle multinazionali a discapito delle produzioni territoriali italiane. La contestazione non ha risparmiato il presidente della regione Rosario Crocetta — che di Gela è stato sindaco — uscito poco prima di Renzi dalla sede del palazzo comunale ma attraverso il portone principale.  Al termine, il presidente del consiglio ha evitato il confronto con la folla dei manifestanti, uscendo dalla porta di servizio.

"Vi ho rovinato il Ferragosto- ha esordito Renzi nella piazza di Gela insieme al presidente Crocetta- Vi ho distrutto le vacanze" ed il ghiaccio si è subito rotto. Poi un discorso a braccio in tipico stile renziano: "Ho accolto l´invito del sindaco ad essere qua dopo la grande mobilitazione sull´ Eni, ma il problema va oltre. Serve capire che se riparte il Sud riparte l´Italia. Essere a Gela oggi per me è motivo di gioia, sono il primo Presidente a venire, spero di non essere l´ultimo perchè ognuno deve fare la propria parte. Noi saremo un paese serio solo quando capiremo come si spendono i progetti europei, non perdendo tutto per strada a causa degli iter burocratici. Dobbiamo lavorare coinvolgendo i cittadini, senza alibi. Dobbiamo fare le riforme, superando un problema: oggi c´è un problema, ritrovare la capacità di investire in Europa, tutti i discorsi perdono di autorevolezza se non superiamo i vincoli della burocrazia. Pensiamo anche allo sblocca Italia, attraverso cui pensiamo ad interventi fondamentali per la Sicilia, dalle infrastrutture ferroviarie a quelle stradali su Palermo, Agrigento, Caltanissetta.

Il 29 agosto alle 21 ci sarà il Consiglio dei Ministri sullo Sblocca Italia. A novembre è in calendario la presentazione di un piano chiaro sugli interventi europei e i fondi pubblici". Renzi ha anche parlato del futuro dell´industria in Sicilia alla luce della crisi nel settore petrolchimico ed automobilistico: "La priorità qui è difendere gli investimenti per l´energia, la chimica verde come interventi in aggiunta. Abbiamo preso un impegno: verificare al Ministero, insieme ad Eni come andranno avanti i progetti di sviluppo, tenendo conto delle esigenze economiche e strutturali. Abbiamo la certezza di poter fare di questa terra un luogo di innovazione non un museo, mantenendo qualità e quantità occupazionale. Alla fine un messaggio ideale a tutti i siciliani perchè si rimbocchino le maniche: "Bisogna smettere di pensare che chi viene da lontano ci può salvare, il Sud può trainare la ripresa del Paese, nonostante i limiti storici della politica e non solo. Io non sono il demiurgo che arriva da fuori, ma il Capo del governo pronto a ricordare che dobbiamo dire basta alla cultura della rassegnazione".

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