L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 14 agosto 2014

Renzino le navi a Venezia sono un non senso, intervieni con un decreto legge!

Follia: dal Mose al Canale per l’inchino a Venezia. E il Sud tace…

Follia: dal Mose al Canale per l’inchino a Venezia. E il Sud tace…
Hanno deciso di realizzare un canale per fare passare i grattacieli del mare nella laguna di Venezia. Così i commercianti ed i gondolieri veneziani non verranno impoveriti dall’ormai inevitabile divieto di “ingresso” sul canale della Giudecca, fonte di costante preoccupazione per la possibilità di incidenti, le cui conseguenze potrebbero essere catastrofiche.
L’inchino di Schettino all’Isola del Giglio ha aperto gli occhi, ci si è accorti dall’oggi al domani, che quel pericoloso avvicinamento della Concordia agli scogli dell’isoletta, costituisce una routine per le enormi navi da crociera che penetrano nelle viscere della laguna veneziana.
L’allarme, tardivo, non ha suggerito alcuna immediata decisione. Chi ha chiesto il divieto d’ingresso in laguna è stato tacitato immediatamente, perchè non fare entrare le navi significherebbe distruggere l’economia di Venezia. Da qui la pensata: un nuovo canale, per ora tutto resta come prima, almeno per due anni. E speriamo che il Padreterno sia clemente.
Così si risolvono le cose in Italia, soprattutto al Nord.
A Venezia è stato realizzato il Mose, un espediente costosissimo che dovrebbe risolvere il problema dell’acqua alta. Lo Stato si è svenato e decine di furbastri si sono arricchiti. Ora, con una disinvultura davvero sorprendente, in considerazione dei tempi difficili, hanno messo in cantiere il Canale alternativo, che dovrebbe mantenere l’inchino senza provocare danni.
Quanto costerà? Non certo briciole.
Ogni volta che si progetta un’opera pubblica importante nel Sud, in Sicilia, dai politici padani arrivano strali e recriminazioni: spendiamo troppo, i soliti parassiti. Sul canale alternativo di Venezia, figlio del Mose, nemmeno una parola da Sud. Perchè le critiche non risalgono mai lo Stretto?
Scheletri nell’armadio, sindrome del parassita? Le cattive pratiche hanno povocato anche questo, si tace anche quando sarebbe il caso di intervenire per recuperare il pari trattamento. Se non ci sono soldi, non ce ne sono per tutti.
http://www.siciliainformazioni.com/110831/dopo-mose-canale-per-linchino-venezia-follia-sud-tace

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