L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 12 agosto 2014

Sciopero Fiscale, il tessuto industriale abruzzese non paga, unico il filo conduttore verso il 14 novembre 2014, quando le tasse diventano rapina a mano armata

TASSE: CONFINDUSTRIA L'AQUILA, ''GLI IMPRENDITORI NON PAGHERANNO''

Ezio Rainaldi
L’AQUILA - “Un po’ in sordina e in un periodo in cui tutti sono in ferie, il governo Renzi ha riaperto la madre di tutte le battaglie, la vertenza sulla restituzione di tasse e contributi sospesi dopo il sisma del 6 aprile 2009. Noi imprenditori del ‘cratere’ saremo al fianco dell’esecutivo nella lotta contro l’Europa, ma se si perde non potremo essere noi a restituire fondi, sarà il governo a essere responsabile”.
Così il delegato di Confindustria L’Aquila in materia di ricostruzione, Ezio Rainaldi, prende posizione a seguito della diffusione della notizia di una lettera inoltrata da Sandro Gozi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle Politiche europee, per richiedere la documentazione contabile di aziende e privati con partita Iva relativa ai danni subiti e altre compensazioni ricevute.
Le norme comunitarie, infatti, prevedono aiuti di Stato solo a imprese che abbiano subito danni direttamente collegati a catastrofi naturali come il terremoto. In caso di illegittimità accertata, potrebbe chiedere la restituzione al 100% in tutti gli altri casi, ipotesi per cui si battono imprenditori e categorie.
La novità è venuta fuori in un vertice tra le associazioni di categoria e il vice presidente della Giunta regionale, Giovanni Lolli, al quale ha preso parte il direttore di Confindustria L’Aquila, Carlo Imperatore.
“Noi imprenditori abbiamo avuto l’unico vero aiuto dallo Stato 5 anni fa attraverso una legge, la cosiddetta ‘legge Letta’, che fissa la restituzione abbattuta al 40% per tutti - ricorda Rainaldi - Lo stesso Lolli più volte ha difeso questa legge da emendamenti che volevano bypassarla o sopprimerla”.
“Chiamarci in causa ora e dirci ‘difendiamoci, se si perde poi si restituisce quanto si è ricevuto’, per noi è inaccettabile. Se si perde si dovrà pagare, ma non possono essere gli imprenditori a pagare, dopo 5 anni sarebbe una definitiva condanna del tessuto economico e produttivo di questo territorio”, prosegue.
Per il delegato alla Ricostruzione, “non dobbiamo difenderci da alcuna accusa: non accettiamo in partenza la domanda che ci pone l’Europa, se la ‘legge Letta’ fosse propria o impropria e, quindi, rifiutiamo ab origine l’ipotesi di un’infrazione”.
Da Rainaldi anche un avvertimento agli enti locali. “Staremo a fianco dei nostri governanti, che fa bene a sollevare il problema della disparità con altre situazioni simili, ma non ci devono utilizzare come una testa di ariete che poi resta ferita dopo aver sfondato la porta. Siamo al di sopra di qualsiasi risultato che venga dalla vertenza del governo contro la Ue. Non possiamo essere noi a pagare”.
http://www.abruzzoweb.it/contenuti/tasse-confindustria-laquila-gli-imprenditori-non-pagheranno/552151-302/

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