L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 18 ottobre 2014

ancora sulla legge di inStabilità

L. STABILITÀ, GUIDESI (LN): “MANOVRA DA PRIMA REPUBBLICA, PIÙ TASSE E DEBITO PUBBLICO, SARÀ MASSACRO DEI TERRITORI”

soldi
(AGENPARL) – Roma, 16 ott – “Renzi mente, la sua è una manovra da prima Repubblica,
tutta tasse e debito pubblico. Sarà insostenibile”. Così il deputato leghista Guido Guidesi, componente della commissione Bilancio, commenta la legge di stabilità che ha ricevuto da poco il via libera del consiglio dei ministri. “Renzi fa il bugiardo. Nel def è scritto a chiare lettere che la pressione fiscale rimarrà invariata fino al 2018. In compenso la clausola di salvaguardia apre alla prospettiva di aumenti Iva fino a 52miliardi. La sua manovra aumenterà il debito pubblico di circa 20 miliardi, prevede tagli ‘assassini’ a Comuni e Regioni, che saranno costretti ad aumentare le imposte locali o a cancellare i servizi essenziali, l’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie e sui fondi pensione. I 500 milioni promessi per le detrazioni a famiglie numerose, senza criteri di residenzialità, finiranno agli immigrati. E intanto ancora aspettiamo di capire che cosa è scritto nella spending review di Cottarelli e il federalismo fiscale – con i costi standard – continuano a rimanere al palo”. “A forza di tagli e prese in giro Renzi continua nella sua opera di impoverimento della gente e di devastazione dei territori”.

http://www.agenparl.com/?p=106372

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