L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 17 ottobre 2014

Bildeberg, battuta di arresto alla sua referente


Rainews

Rainews: ceffoni alla Maggioni (e a Gubitosi)

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La Regina è nuda. E c’è chi ne gode. Senza nessuna malizia, sia chiaro. La certezza è una: l’ultima roccaforte del piano di riorganizzazione dell’informazione Rai, il sogno nel cassetto dell’odiato dg Luigi Gubitosi, è caduta. Così, miseramente, nello stupore generale.
L’assemblea della redazione di Rainews, testata guidata dalla direttora “più veloce del West” (quando si tratta di acchiappare budget stellari) Monica Maggioni, si è espressa all’unanimità nel bocciare il piano dell’informazione che vedrà (qualora andasse in porto, ma, ormai, è molto difficile che questo accada) la fulva giornalista come “Direttore Maximo” della Newroom 2. Insomma, nessuno si sarebbe mai aspettato che l’ultima sonora batosta alla “creatura” del dg, sarebbe arrivata proprio dalla redazione del canale all-news.
Ora, al duo Gubitosi-Maggioni, non resta che leccarsi le ferite.
La bella direttora naviga in un mare di delusione, mista a sconcerto e mestizia. Cosa fare se non prendersela… con i “traditori”? Dopo anni di promozioni, carriere lampo e favorucci di ogni tipo elargiti a piene mani (ah, forse sarà il caso di approfondire la spinosa questione degli inviati di Rainews), è più che normale che ci sia rimasta male. Lei, la giornalista dalla “vittoria in tasca”.
Questo colpo di coda della “sua” redazione, la spoglia delle pregiate vesti, le strappa la corona, mentre, ormai sola, cerca di “coprirsi le vergogne” con un micragnoso 0,40 di share (eh già, sono proprio questi i risultati che Rainews porta a casa, nonostante il dg non manchi mai di avere un occhio di riguardo per il canale meno visto della tv pubblica).
Certo, si sapeva fin dall’inizio che riformare l’intera informazione non sarebbe stata un’impresa facile, ma ormai il secco ‘no’ al piano, si è trasformato in un coro unito che arriva da tutte le redazioni della televisione pubblica.
Un altro fronte caldissimo è quello del Gr Rai dove, dopo la scelta di sopprimere alcune edizioni di Gr2 e Gr3, i giornalisti, ormai da settimane, tirano fuori le unghie. L’assemblea ha affidato al Cdr un pacchetto di tre giorni di sciopero, definendo “inaccettabili ed incomprensibili i tagli imposti dall’azienda”.
E già da prima dell’estate, i giornalisti del Tg3 (guidati dall’altra “regina” dell’informazione Bianca Berlinguer) si sono schierati compatti contro la riorganizzazione dell’informazione che prevede la creazione di due Newsroom, una per Tg1, Tg2 e Gr Parlamento, l’altra per Tg3, Rainews e Tgr. E di lavorare “sotto” la Maggioni, non se ne parla proprio.
Al Tg1, invece, la miccia della polemica l’aveva innescata la scelta di sopprimere la rubrica Tg1 Storia e al Tg2 quella di togliere a Luciano Onder (acchiappato alla velocità della luce dalla concorrenza) la conduzione di Medicina 33.
E nei corridoi di viale Mazzini, già si palesa l’ipotesi (che è, ormai, quasi una certezza) che la Commissione di Vigilanza voglia strappare dalle mani di Gubitosi la riforma dell’informazione Rai. Meglio aspettare. Prima si cambia la governance, poi si ridiscute il piano di riorganizzazione aziendale.
Ed oltre alla “Regina”, anche il “Re” sembra un po’ nudo. Ormai.

http://www.lultimaribattuta.it/10095_rainews-ceffoni-maggioni-gubitosi

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