L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 21 novembre 2014

Dopo anni stiamo scalfendo il monolite della fede nell'Euro

"Matteo Renzi sta studiando l’uscita dall’euro”, Mario Giordano su Libero

ROMA – “A Palazzo Chigi stanno studiando l’uscita dall’euro” scrive Mario Giordano su Libero che cita come fonte l’economista francese Jacques Sapir.
Renzi sta pensando di far uscire l’Italia dall’euronell’estate 2015? È evidente che si tratterebbe di una notizia clamorosa, destinata a cambiare radicalmente il futuro del nostro Paese e dell’intera Unione. A lanciarla è una fonte attendibile,l’economista francese Jacques Sapir, uno dei grandi sostenitori del no euro, che a inizio mese ha partecipato a un seminario in Italia organizzato dal Pd.
Nell’occasione ha incontrato alcuni di quelli che lui definisce «consiglieri economici del governo Renzi» che gli hanno comunicato ciò che starebbe bollendo nella pentola di Palazzo Chigi. È lo stesso Sapir a raccontarlo sul suo blog: «I consiglieri economici di Renzi», scrive, «sono molto pessimisti sull’avvenire del Paese. Stimano che, se non ci sarà quest’inverno un forte cambiamento della politica economica tedesca, l’Italia non avrà altra possibilità che uscire dall’euro verso l’estate 2015». Non sappiamo chi siano i consiglieri economici (gufi?) che ha incontrato Sapir. E immaginiamo che da Palazzo Chigi si affretteranno a smentire rapidamente, perché l’uscita dall’euro magari la si prepara, ma di sicuro non la si annuncia con dieci mesi d’anticipo. Resta però il fatto che l’economista francese è un docente autorevole, riconosciuto a livello internazionale. Nel suo articolo intitolato «Se l’Italia esce dall’euro…», si preoccupa di analizzare le possibili conseguenze per gli altri Paesi di questa eventualità. Che evidentemente, dopo i colloqui con gli esponenti del Pd, ha avuto modo di considerare qualcosa più di un’eventualità.
Che qualcosa si stia muovendo nel Pd sul fronte della moneta unica, del resto, è evidente. Se fino a qualche tempo fa, il partitone difendeva in modo compatto l’euro e ogni voce contraria era considerata come frutto di colpo di sole o improvvisa follia, ora si moltiplicano i segnali di apertura ai no euro. È nota la presa di posizione contro la moneta unica di Stefano Fassina, che ha fatto molto discutere nei giorni scorsi, così come ha fatto discutere la sua partecipazione e quella di Gianni Cuperlo al convegno organizzato l’8-9 novembre a Montesilvano (Pescara) dal grande guru dei no euro, il professor Alberto Bagnai. Ed è stato lo stesso Bagnai, in quell’occasione, a raccontare di essere stato invitato a seminari e incontri, rigorosamente riservati, con esponenti della sinistra di governo. Tutti della minoranza Pd? O c’è anche qualche renziano doc che comincia a studiare la pratica? Non sarebbe una novità (…)

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