L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 18 novembre 2014

Morales chiedo di restituire quello che è stato rapinato

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Morales chiede all'Occidente di restituire i beni sottratti ai popoli indigeni

Morales chiede all'Occidente di restituire i beni sottratti ai popoli indigeni
 

Il presidente della Bolivia esorta Europa e America nella cerimonia per il ritorno di una statua dal governo svizzero



Il presidente della Bolivia, Evo Morales ha invitato i paesi occidentali a restituire gli oggetti culturali sottratti agli indigeni del paese e di tutto il mondo.

"Nazioni che in passato hanno invaso e rubato il patrimonio culturale dei popoli indigeni", ha detto Morales "devono restituire quei beni a tutti i popoli indigeni del mondo”, riporta l’agenzia di informazione boliviana ABI.

"Sappiamo che ci sono migliaia di beni culturali" che sono "nelle mani dell’Europa e dell’America, di tanti paesi," ha chiarito il presidente boliviano, il quale ha poi osservato che tali beni devono devolversi "sotto trattative diplomatiche non sotto pressione".

Il presidente boliviano ha espresso queste considerazioni nel corso di una cerimonia per il ritorno di una statua indiana dal governo svizzero, dicendo che diversi popoli indigeni hanno subito saccheggi dagli europei secoli fa.

Nel ringraziare il governo della Svizzera per il ripristino del pezzo storico, il dio antropomorfo indigeno "Illa Ekeko", il capo del paese latinoamericano ha detto che "è venuto il giorno del ritorno in Bolivia di Ekeko".

"Illa Ekeko" scavato nella roccia tra il 200 aC e il 200 dC, ha un'altezza di 15 pollici e prende il nome dal dio indigeno della ricchezza (Ekeko), venerato nella regione andina ogni 24 gennaio per richiedere la moltiplicazione dei beni.
Il pezzo recuperato, un idolo pre-Inca, che si trovava esposto nel Museo Nazionale di Berna, capitale della Svizzera, è stato rubato, secondo il Ministero boliviano della Cultura, dallo svizzero Mojan Jacob von Tschudi nel 1858 e venduto nel 1929 al museo del paese europeo.

Evo Morales è stato rieletto lo scorso 12 ottobre per il nuovo mandato  2015-2020. Morales è diventato presidente della Bolivia, per la prima volta nel 2006 ed è diventato il primo presidente indigeno del paese con la più grande popolazione di popoli nativi.
Da quando ha assunto il suo primo mandato nel 2006 in Bolivia, ha promosso una politica di inclusione delle popolazioni storicamente escluse come possono essere quelle indigene e contadine.


http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=5694&pg=9455 

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