L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 22 novembre 2014

Ungheria, Orbán ci sta insegnando quello che dobbiamo fare quando riusciremo ad andare via dall'Euro


È un terremoto quello che il governo di Viktor Orbán intende scatenare nel comparto delle vendite al dettaglio ungherese. Bersaglio: le grandi catene straniere, accusate di aver conseguito una posizione di predominio facendo leva sulla propria ricchezza e operando in perdita.
A fianco del prelievo per le ispezioni nei supermercati, già approvato, è arrivata una nuova proposta: una catena con giro d’affari sopra i 163 milioni di euro che presenti conti in rosso per due anni di fila dovrà chiudere bottega.
“Ovviamente le catene al dettaglio ungheresi saranno completamente risparmiate o, comunque, saranno toccate pochissimo”, spiega András Mihálovits, giornalista economico. “Di più, questa situazione crea un’enorme opportunità di mercato per loro. Inoltre è ipotizzabile che alcune delle catene al dettaglio non riterranno desiderabile operare sul mercato ungherese in queste circostanze, semplicemente perché non ne vale la pena, e lasceranno l’Ungheria”.
In effetti, la norma sembra fatta su misura per colpire le compagnie straniere, in quanto le grosse società del Paese (CBA, molto vicina allo stesso Orbán, ma anche Coop e Reál) operano per la maggior parte come unità separate o in franchising. Colpo di grazia, un’altra proposta in discussione: vietare l’apertura dei negozi la domenica, il che danneggerebbe, ancora una volta, i grandi supermercati.
“Abbiamo sentito che le misure porteranno a molti licenziamenti, a salari più bassi, ed è il contrario di quello che vuole il governo, cioè l’espansione della forza-lavoro e quant’altro”, commenta una donna in un uno dei supermercati. “Dovrebbero rimanere aperti, perché la domenica c‘è molta gente che va ancora a fare spese”, aggiunge un altro cliente.
Ben 7 delle principali catene nel Paese sono straniere, tra cui la francese Auchan e la britannica Tesco, terzo di lavoro del Paese. E mentre gli esperti notano l’effetto “circolo vizioso” delle prime due misure combinate tra loro l’olandese SPAR ha già annunciato lo stop degli investimenti.

http://it.euronews.com/2014/11/20/supermercati-governo-ungherese-all-attacco-delle-catene-straniere/ 

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