Il rebus petrolio

Arabia Saudita: «L'offerta di petrolio rimarrà invariata»

Ill Ministro del petrolio saudita: «Vedo impossibile che noi o l'Opec intraprendiamo qualsivoglia misura che condurrebbe ad una riduzione delle nostre quote di mercato e a un aumento di quelle altrui». Intanto il Brent torna sopra i 62 dollari mentre la Chevron abbandona piani per trivellazioni in Artico canadese.

Pozzo di petrolio
Pozzo di petrolio
RIYAD - L'Arabia Saudita ribadisce in maniera molto netta che non intende ridurre la sua offerta di petrolio: «è impossibile», ha affermato il ministro del Petrolio Ali al-Nuaimi. Tagliare significherebbe accettare che altri produttori di oro nero ne traggano vantaggio, rafforzando le loro quote a discapito, appunto, di quella dell'Arabia Saudita, primo produttore globale e dell'Opec.
«E' difficile, vedi impossibile - ha detto Nuaimi citato dall'agenzia di stampa ufficiale - che l'Arabia saudita o l'Opec intraprendano qualsivoglia misura che condurrebbe ad una riduzione delle loro quote di mercato e a un aumento di quelle altrui».
Barile Brent torna sopra 62 dollari - Prezzi petroliferi in risalita, in parallelo ai recuperi delle Borse che, come l'oro nero, nelle passate sedute avevano accusato pesanti ribassi. A Londra il barile di Brent, il greggio di riferimento del Mare del nord che a inizio settimana era sceso fin sotto la soglia psicologica dei 60 dollari, segna un incremento di 1,05 dollari rispetto alla chiusura di ieri, a 62,23 dollari.
Negli scambi fuori seduta sul Nymex, la Borsa merci di New York, Il barile di West Texas Intermediate guadagna 79 cents, con i futures in prima consegna a 57,26 dollari.
Chevron abbandona piani per trivellazioni in Artico canadese - Chevron ha sospeso «a tempo indeterminato» i piani sulla trivellazione petrolifera nelle acque dell'Artico canadese sulla scia dell'incertezza delle previsioni sull'andamento dei prezzi del petrolio.
La decisione della compagnia petrolifera americana, comunicata alle autorità canadesi, conferma la preoccupazione dei colossi petroliferi per i recenti ribassi del greggio, che perde più del 40% rispetto ai massimi di giugno.
Come spiega il Wall Street Journal, se è vero che nell'Artico si trovano riserve non ancora sfruttate per miliardi di barili di greggio, è anche vero che i costi delle trivellazioni off-shore, soprattutto in quella zona, sono tra i più alti, complici le condizioni meteorologiche proibitive e la distanza dalle coste.
La divisione canadese di Chevron ha effettuato negli ultimi anni test per un programma di trivellazione nel Mare di Beaufort, ma la decisione appare ora irrevocabile: "Il piano è messo in attesa a tempo indefinito, dato l'alto livello di incertezza economica del settore", mentre "tutti i progetti di Chevron devono essere competitivi nel portafoglio di esplorazione globale", si legge in una lettera al National Energy Board canadese.

http://economia.diariodelweb.it/economia/articolo/?nid=20141218_330049