L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 9 gennaio 2015

Hollande, il fedifrago, vuole l'Unità Nazionale senza Marine le Pen, poveretto


La maggior parte dei partiti politici, dal Front de gauche a l’UMP, parteciperanno, domenica 11 gennaio, alla marcia repubblicana organizzata dalle coalizioni di sinistra, in solidarietà con il giornale satirico Charlie Hebdo, assalito da due terroristi ieri 7 gennaio.
Ma nella lista degli invitati c’è un grande assente: il Front National di Marine Le Pen. Per il momento il partito di estrema destra non ha infatti ricevuto alcun invito ufficiale né da parte del primo ministro Manuel Valls né dal presidente François Hollande.
François Lamy del Partito Socialista, incaricato dell’organizzazione dell’evento, ha praticamente escluso del tutto una partecipazione del Front National alla marcia, rispondendo ad un’intervista di Le Monde così :” Non capisco neanche come ci si possa porre la domanda. Noi invitiamo tutte le forze politiche, repubblicane e democratiche che vogliono prendersi carico e supportare la Francia per ciò che è accaduto lo scorso mercoledì alla redazione di Charlie Hebdo. Non vogliamo invece le organizzazioni che dividono il paese, stigmatizzano i nostri concittadini musulmani e speculano sulle loro paure”.
Un ‘no’ netto al gruppo della Le Pen, che in passato si è sempre schierato contro la progressiva ‘islamizzazione’ della nazione francese, dove “anche i moderati diventeranno prima o poi radicali”. Islam che è sempre stato visto dalla coalizione di estrema destra, particolarmente in linea con gli italiani della Lega Nord, come un attacco ai valori della Repubblica francese. Ma lo stigma della religione musulmana è qualcosa di esteso praticamente a tutti coloro che professano questa religione dall’FN. Una possibile partecipazione della Le Pen alla marcia rischierebbe di passare un messaggio sbagliato a quell’ 8%di  musulmani che abitano la nazione francese.
Tuttavia la Le Pen ha espresso la sua profonda delusione per questa decisione e ha accusato le forze parlamentari di ‘ricatto’. “Io non chiedo di aderire all’unione nazionale. L’unione nazionale non è infatti un ricatto a cui sottostare. E io non voglio piegarmi a questo ricatto. C’è uno svuotamento totale del concetto di unità nazionale (…). Si tratta di escludere l’unico movimento politico che non ha alcuna responsabilità nella situazione attuale (…) Se non m’invitano loro io non m’imporrò certamente. Si tratta di una vecchia trappola: se accadrà anche il solo minimo incidente la colpa sarà mia”.

http://iljournal.today/esteri/lisolamento-di-marine-le-pen/

Nessun commento:

Posta un commento