L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 17 gennaio 2015

TTIP, dopo tutte le associazioni europee anche in Gran Bretagna c'è dissenso

Deputati UK: Trattato transatlantico cibo per i "lupi delle multinazionali" Usa

Gli accordi di libero scambio saranno sfruttati a piacimento dalle big americane. "Stipendi scenderanno di 3.000 sterline l'anno".


Per Caroline Lucas il trattato transatlantico equivale a un takeover delle multinazionali. Copyright @Peter Marshall/Demotix/Corbis.

LONDRA (WSI) - Partita in un primo momento dal basso, l'ondata delle polemiche contro il controverso trattato transatlantico di libero scambio arriva anche nei palazzi di potere britannici e di tutta Europa.

Diversi parlamentari inglesi hanno denunciato il fatto che l'accordo di libero scambio stretto tra Usa ed Europa conceda troppo potere alle multinazionali americane.

L'intesa stretta tra le due potenze mondiali potrebbe portare a un calo degli stipendi di 3 mila sterline l'anno nel Regno Unito, secondo loro, consentendo ai "lupi delle multinazionali" di fare causa al governo se dovessero subire perdite dovute alle leggi in vigore nei singoli stati che hanno firmato l'accordo.

A dirlo in aula è stata Caroline Lucas, l'ex leader del partito dei Verdi e deputata inglese.

In un acceso dibattito andato in scena ieri alla Camera dei comuni britannica, molti deputati conservatori hanno difeso il TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership) mentre i parlamentari all'opposizione hanno avvisato che il rischio è dare troppo potere alle multinazionali statunitensi.

Gli attivisti contrari al Trattato sostengono di aver raccolto già un milione di firme in una petizione contro l'intesa. La preoccupazione principale è che l'accordo apra la porta all'intervento delle società private americane di assistenza sanitaria nei servizi di salute pubblici.

La Commissione Europea e il governo britannico hanno negato, escludendo categoricamente la possibilità che ciò avvenga.

Il partito dei Labouristi sostiene che le proposte avanzate sin qui non fanno abbastanza per proteggere gli interessi dei cittadini.

A destare dubbi e suscitare timori è in particolare la clausola che consentirà alle aziende private di fare causa davanti a un tribunale internazionale contro i governi dei singoli paesi.

Le società potranno intentare caussa se sostengono di aver subito perdite per via delle rigide leggi politiche in vigore in un determinato paese in cui sono attivi.

(DaC)
 

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