L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 16 febbraio 2015

anche alle regionali, Fronte Unico per uscire dall'Euro, Fronte di Liberazione Nazionale

VERSO LE REGIONALI

Niente moschea e un solo aeroporto

La Lega Nord ha presentato Claudio Borghi Aquilini, candidato alla guida della Toscana
Al centro Claudio Borghi Aquilini, ...
PISA. Conquistare la Toscana per far implodere il governo Renzi. È questo l’obiettivo della Lega Nord. «La politica economica è imposta dall’Europa ed è sbagliata, ci sta distruggendo. Per cambiarla servono scelte radicali da fare al governo del Paese».
Con queste parole Claudio Borghi Aquilini, responsabile economico del Carroccio, si è presentato la mattina di domenica 15 febbraio ai sostenitori pisani come candidato alla guida della Toscana. Milanese, ha insegnato economia all’Università Cattolica del Sacro Cuore. «La Toscana ha la possibilità di passare alla storia, di accendere la scintilla della rivolta contro questi governi che rispondono alle esigenze degli altri e non degli italiani - spiega Borghi -. Nelle prossime settimane sarà stilato un programma dettagliato sulle questioni locali. In Toscana non c’è una programmazione, il potere è incrostato. Di conseguenza ci sono incuria, degrado, mancanza di logica, interventi a macchia di leopardo».
No all’euro e “stop all’invasione”. Sono questi gli slogan che campeggiano su tutti i manifesti del Carroccio. «Serve un controllo dell’immigrazione alle frontiere, l’Italia è diventata un filtro. Non ce l’ho con gli immigrati, ma con delinquenti e clandestini». Quindi no alla moschea a Pisa: «Neanche mezza moschea in nessuna parte d’Italia. Ci sono interventi più importanti da fare sul territorio». Sulla crisi afferma che «è stata causata da scelte sbagliate. Basta aumenti di tasse per poi regalare soldi alla Grecia» Un commento anche sulla questione aeroporti: «Fusione sbagliata. Di aeroporto deve rimanerne solo uno e su questo ci sarà una proposta precisa».
Sulle alleanze in vista delle elezioni regionali di maggio Borghi non ha dubbi: «Apriamo le porte a chiunque voglia abbattere questo sistema. Fratelli d’Italia sarebbe il nostro alleato ideale, ho già preso contatti con Giovanni Donzelli che si è detto disponibile. Aspetta l’ok del partito». Borghi si dice entusiasta: «Tocco il cielo con un dito, è un’opportunità storica. Non ho cricche da sistemare al potere e se vincerò sceglierò le persone in base alle competenze. La mia candidatura è l’unica possibilità democratica per cambiare le cose. Se riuscissimo a vincere in casa di Renzi, a quel punto non potrebbe rimanere al governo. Comincerebbero a mollarlo tutti».

http://iltirreno.gelocal.it/pisa/cronaca/2015/02/15/news/niente-moschea-e-un-solo-aeroporto-1.10871166 

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