L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 16 febbraio 2015

Governo pagliaccio, insider trading, banca Etruria, (presidenza aereoporti), tutto quando c'é una pecora in sostituzione del capo dello stato

Velenoso

Marco Travaglio sfotte i nipotini di Giuliano Ferrara: "Che temibile intervista, l'amico di Matteo Renzi non si è mai riavuto..."

Nel suo editoriale della domenica su Il Fatto Quotidiano, il direttore Marco Travaglio punta il dito contro l'esercito degli adoranti di Matteo Renzi, giornali, intellettuali e televisioni. E nel consueto commento velenoso, uno dei passaggi più cattivi è quello riservato a Il Foglio. Si parla dell'indagine della procura di Roma sulla banca d'Etruria vicepresieduta dal papà della Boschi, e si parla e del decreto nel mirino con cui il governo potrebbe averla aiutata. Ed è in questo contesto che Il Foglio ha realizzato un'intervista a Marco Carrai, l'affarista vicinissimo a Renzi. Travaglio passa in rassegna una serie di frasi con cui viene descritto nell'intervista: "Scrupoloso nei gesti, il volto segnato da una cicatrice sul labbro superiore, unico segno visibile di sofferenze passate e mai dimenticate". E ancora: "Uomo mite, cordiale, sembra non abbia trovato in tutta la vita un solo affare, o interesse o passione, che non gli abbia avviluppato l'anima come un serpente". E quindi il gran finale: "A pranzo mangi?... (chiede l'intervistatore Salvatore Merlo, ndr). Lui mi guarda con un'espressione dolce e rassegnata, quella con cui si ascoltano gli avulsi... Lo lascio così, che ancora sorride, e ha l'aria di chi si sente preso per il gomito dalla buona sorte e si lascia fiduciosamente sospingere verso gioiose scadenze". Caustico il commento con cui Travaglio conclude l'editoriale-sfottò: "Non s'è più riavuto".

 http://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/11756677/Marco-Travaglio-sfotte-i-nipotini-di.html

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