L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 11 febbraio 2015

i popoli non vogliono guerre solo gli imbecilli le vogliono


Feltri e la guerra in Ucraina: "Questo conflitto non interessa nessuno"
11 febbraio 2015
Feltri e la guerra in Ucraina: "Questo conflitto non interessa nessuno"
Parla di Ucraina, del vertice in programma oggi mercoledì 11 settembre, della politica di Barack Obama: nel suo commento di oggi, Vittorio Feltri, parla di come questo guerra non piaccia agli italiani sia perché non conoscono i problemi sia perché non saprebbero neanche trovare l’Ucraina sulla carta geografica. “Una parte della popolazione ucraina desidera aggregarsi al treno europeo, convinta di fare un buon affare, non immaginando in quale guaio si ficcherebbe (ma questo è un altro discorso). L' altra parte, essendo di ceppo russo, vuole rimanere appesa a Mosca”, scrive Feltri. Che sintetizza la posizione di Putin spiegando come, pensando al proprio tornaconto “, mira a impadronirsi di quello che giudica un suo satellite”. “La Ue e gli Usa, incapaci di fare altro, hanno deciso di infliggere sanzioni alla Russia affinché Putin la smetta di dare manforte ai russi di Ucraina. Mossa rivelatasi stupida. Peggio, autolesionistica. L' Italia, per esempio, non può più esportare nulla nel regno del freddo con grave danno per la propria economia”-
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L'illusione della Merkel - Feltri si sofferma poi su Barack Obama che “ ha manifestato la propria mansuetudine minacciando d' inviare all' Ucraina una fornitura di armi micidiali. Il presidente Usa in sostanza è persuaso che la sospensione delle ostilità si ottenga mostrando i muscoli e agitando la sciabola. Uno così non si può definire che irresponsabile, senza scomodare termini psichiatrici. Non che Putin sia un agnellino, assomiglia di più a una tigre, e le belve conviene addormentarle, non stuzzicarle”
Feltri sottolinea come l’umanità non sia pronta a sopportare un’altra guerra mentre Obama “ha il dito che trema sul grilletto. Gli consigliamo di spararsi su un piede, così magari si calma”. Per quanto riguarda la Merkel, Feltri si domanda a che titolo si è recata da Putin: “È andata da lui in veste di regina d' Europa, accompagnata dal valletto Hollande nel ruolo marginale di assistente. Chi l' ha autorizzata a rappresentare i Paesi dell' Unione? Ella non ha ricevuto alcun incarico, eppure ha discusso a nome della comunità. È la prova: la cancelliera si è autopromossa leader del continente confondendolo con il Quarto Reich già in corso di realizzazione”. E si chiede perché nessuno si opponga al suo piano. Feltri osserva come la germanizzazione dell’Europa sia il piano della Cancelliera che lavora per gli Stati Uniti d’Europa anche se non esiste una politica estera comune, un esercito, un’economia, fisco, una lingua comune. “Ha solo una moneta unica che ci sta riducendo sul lastrico i Paesi del Sud”.

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