L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 14 febbraio 2015

il Pd al governo, in Parlamento, al Campidoglio produce guai


Corriere della Sera (ed. Roma) –
Schiaffi e urla per la vendita delle case

Articolo pubblicato il 13/02/2015

Bagarre in Aula con sagome di cartone, cartelli e seduta sospesa. Cattoi: è un’operazione di trasparenza

di Alessandro Capponi

Prima delle parole i fatti: spintoni, urla, insulti, mani che si agitano verso l`avversario. Aula Giulio Cesare, Campidoglio, ieri: si discute la delibera che prevede l’alienazione di 70o immobili del Comune (arretrati nei pagamenti per milioni di euro); il capogruppo della Lista Marchini, Alessandro Onorato, piazza una sagoma di cartone del sindaco Ignazio Marino con il cartello «Svendo Roma». Dagli scranni del Pd si alza Orlando Corsetti, arriva anche Pomarici (Lega Nord): scatta la bagarre, e il presidente dell’Aula, Valeria Baglio, sospende la seduta. C’è caos anche tra gli scranni del pubblico, cartelli, urla. Ci sono settemila emendamenti, la strada della delibera sembra lunga. Tra quelli della maggioranza: «Distingueremo la morosità colpevole da quella dovuta a stato di bisogno, chi ha responsabilità perde lo sconto del 3o per cento previsto dalla legge nazionale. E per tutte queste morosità andremo fino in fondo: se i dirigenti capitolini non hanno controll e seduta ato a dovere, pagheranno». Ma comunque nella giornata politica della città, dopo le liti in aula, ecco le polemiche. La minoranza, capitanata dalla Lista Marchini, attacca su tutta la linea e annuncia ricorso alla Corte dei conti. Uno è stato presentato del M5S di Marcello De Vito e Daniele Frongia. Spiega Alessandro Onorato: «Ogni anno il Comune di Roma perde oltre 25 milioni di euro, cifra che invece potrebbe ricavare dal patrimonio immobiliare. In due anni non sono stati nemmeno capaci di riaffittare a prezzi di mercato i 63o immobili occupati senza titolo e i 58 liberi». La Lista Marchini non ha dubbi: occupati senza titolo 63o immobili. Marcello De Vito, M5S: «Senza i prezzi di vendita non è possibile emendare un valore basso… ed è possibile ipotizzare che si potranno vendere al prezzo che vogliono…». La maggioranza respinge le accuse, anzi rilancia. Il portavoce Fabrizio Panecaldo spiega: «II prezzo degli immobili sarà stabilito al momento della vendita, impossibile farlo prima. E comunque già da ottobre abbiamo chiesto l’adeguamento degli affitti». L’assessore Alessandra Cattoi rivendica la scelta: «L’alienazione costituisce la prima grande operazione di trasparenza dopo tanti anni di nebbia. Si fa un’attenta e dettagliata ricognizione di questo patrimonio, delle assurde situazioni di privilegio di chi abita appartamenti a prezzi irrisori, dello scandalo di ingenti arretrati pur in presenza di affitti bassissimi». Polemica anche da Sel: «Assurdo – dice il capogruppo Giancluca Peciola vendere gli spazi sociali». Accuse anche dai Radicali: «Non si tratta di edilizia popolare dice Riccardo Magi – via gli sconti».

Fonte: http://www.radicaliroma.com/wp/2015/02/corriere-della-sera-ed-roma-schiaffi-e-urla-per-la-vendita-delle-case/

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