L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 9 febbraio 2015

Il Pd è un partito corrotto

La mappa dei trombati (a metà)
Pd, la carica dei non rieletti: tutti "ricollocati" tra governo, Enti, fondazioni e authority
08 febbraio 2015

Niente paura per i trombati del Pd. Se il verso è cambiato e con Renzi hanno perso il loro posto in Parlamento, Matteo e il partito hanno trovato loro prontamente una nuova poltrona. Perché tra una fondazione, un ente e una authority, c'è sempre posto per chi ha buoni agganci. E' Sergio Rizzo sul Corriere della Sera a disegnare la mappa (impressionante) dei 135 onorevoli Pd (sono 165 includendo i non tesserati ma "d'area") non rieletti nel 2013 e "ricollocati" in posizioni decisamente allettanti. Uno su due ha ricevuto come "contentino" un posto tra società pubbliche e impieghi comunque legati alle attività politiche o parlamentari. Rottamazione, sì, ma sempre con un occhio al portafoglio degli esclusi.

Non rieletti, ma nel governo - L'elenco inizia con Francesco Laratta, coordinatore regionale di Areadem in Calabria (l'area di riferimento di Dario Franceschini) che oggi è consigliere dell'Ismea, istituto pubblico per i servizi nel mercato agricolo. Sono tredici i "riassorbiti" a cui sono stati affidati incarichi di partito: l'ex senatore Fabrizio Morri è segretario provinciale a Torino, l'ex deputato Stefano Graziano è presidente del partito in Campania, Oriano Giovanelli è diventato direttore generale del gruppo Pd alla Camera. Cinque non rieletti sono comunque arrivati al governo: Enrico Morando è addirittura viceministro dell'Economia, Guido Calvisi è consigliere del ministro della Giustizia Orlando, Achille Passoni è capo della segreteria tecnica del sottosegretario alla presidenza con delega ai servizi segreti Minniti. Passoni, nota Rizzo, oltre a essere ex senatore di provenienza Cgil è anche marito della neoeletta Valeria Fedeli, attuale vicepresidente di Palazzo Madama.
Una poltrona per tutti - Ci sono poi 18 ex parlamentari Pd che hanno trovato un posto in fondazioni, authority, enti e organismi pubblici. Mario Cavallaro è presidente del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, Antonello Soro dell'Autorità garante della privacy, Marilena Adamo della Fondazione scuole civiche del Comune di Milano, l'ex segretario Cisl Sergio D'Antoni presiede il Coni Sicilia. Rosa De Pasquale è direttore dell'ufficio scolastico della Toscana (non senza polemiche, vista la mancata registrazione della sua carica da parte della Corte dei conti), l'ex senatore Carlo Chiurazzi è presidente del Consorzio di sviluppo industriale di Matera. Mariapia Garavaglia consigliere della Fondazione Arena di Verona. Chicco Testa è commissario dell'Enea. L'ex ministro Luigi Nicolais è stato piazzato poco prima delle elezioni (come Soro) al Consiglio nazionale ricerche, di cui è presidente. E Giovanna Melandri è diventata, come noto, presidente del Maxxi a Roma. Luciana Pedoto, ex segretaria di Giuseppe Fioroni, è responsabile di trasparenza e anti-corruzione all'Istituto nazionale di astrofisica senza, sottolinea Rizzo, apparenti competenze specifiche. Ci sono poi Pier Fausto Recchia alla guida di Difesa servizi, Costantino Boffa a Invitalia, Jean Léonard Touadi all'Istituto Sacra Famiglia, Massimo Pompili a Santa Maria in Aquiro, Sandro Brandolini alla vicepresidenza di Cesena Fiera, Maria Leddi alla poltrona di amministratore unico di Ftc holding, che gestisce le partecipate del Comune di Torino. All'ex deputato Ivano Strizzolo è andata meglio con tre poltrone: presidente dei revisori della Unirelab srl (ministero dell'Agricoltura), sindaco di Istituto Luce e Postecom. E a Massimo Zunino è andata invece la presidenza di Mistral Air (compagnia aerea delle Poste). E poi ci sono gli incarichi privati, con cui mettere a frutto l'attività parlamentare stroncata sul più bello: l'ex ministro (prodiano) Giulio Santagata è consigliere delegato di Nomisma (fondata da... Prodi). L'ex prefetto e senatore Luigi De Sena è entrato nel consiglio del Colari, la società di smaltimento dei rifiuti romana di Cerroni. Cinzia Capano è curatore fallimentare, Ezio Zani liquida le cooperative sociali, Rita Ghedini è presidente di Legacoop Bologna. Parafrasando Cesare Guzzanti-Rutelli, è sempre bene "ricordarsi degli amici".

http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/11753953/Pd--la-carica-dei-non.html

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