L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 16 febbraio 2015

il terrorrismo degli stati europoidi per inculcarci nella testa che è una guerra di religione serve solo al potere per creare la strategia della tensione e dominarci meglio


CHARLIE HEBDO: VICEPRESIDENTE IRAN AD ASSISI, DA CONDANNARE VIOLENZA FISICA E VERBALE

SAN FRANCESCO E LE DONNE, L'APPROFONDIMENTO DI TG1 DIALOGO

CHARLIE HEBDO: VICEPRESIDENTE IRAN AD ASSISI, DA CONDANNARE VIOLENZA FISICA E VERBALE
''Noi condanniamo fermamente sia la violenza fisica, sia quella verbale: condanniamo sia chi in nome della religione mette in atto la violenza e chi in nome della liberta' e abuso della liberta' si permette di offendere le credenze e la fede altrui''. Lo ha affermato la vicepresidente della Repubblica islamica dell'Iran, Shahindokht Molaverdi - in visita oggi alla Basilica di San Francesco d'Assisi - in un'intervista al sito sanfrancesco.org.
La dirigente iraniana - che ieri era stata ricevuta da Papa Francesco in Vaticano - ha visitato la Basilica, soffermandosi in raccoglimento davanti alla tomba del Santo, prima di pranzare nel refettorio del Sacro convento, accompagnata dal custode, padre Mauro Gambetti.

Malaverdi ha riferito di aver parlato con il Papa ''delle questioni della famiglia e delle sfide che la famiglia deve affrontare a livello globale per trovare la soluzione, e delle strategie per fermare lo sfaldamento a livello familiare, cellula della societa'. Con il Papa - ha aggiunto - abbiamo parlato della collaborazione tra fedi attraverso le guide religiose per affrontare queste sfide che la famiglia ha oggi davanti''.
  La vicepresidente iraniana - rispondendo a una domanda sulle persecuzioni contro i cristiani - ha ribadito che ''e' da condannare senza mezzi termini ogni violenza, guerra ed estremismo, perche' li subiscono soprattutto le donne e i minori. Non ha luogo nel pensiero e nelle nostre posizioni ne' estremismo ne' fondamentalismo nel nome della nostra religione. Anche Papa Francesco la pensa così''.
ECCO L'INTERVISTA INTEGRALE

Cosa pensa di San Francesco?


Ho studiato la figura di San Francesco e so qualcosa sulla sua condotta di vita. So che Papa Francesco ha scelto questo nome per la peculiarità della sua vita e della condotta del Santo. Questo è il motivo del mio viaggio e della mia visita a questo mausoleo. Non vedo l'ora di poter visitare la Basilica.


Cosa vi siete detti con Papa Francesco?
E' stato un momento e una opportunità per parlare delle relazioni bilaterali della Santa Sede e l'Iran. Relazioni a livello multilaterale, a livello regionale internazionale ed è stato proficuo. Io ero portatrice dei saluti calorosi da parte del Presidente Rohani. Abbiamo apprezzato le nostre posizioni riguardo all'estremismo nel mondo e sulla violenza e abbiamo parlato delle soluzioni per i focolai di crisi che avvengono nel mondo.


Si è parlato della persecuzione dei cristiani?
Ho espresso la posizione del popolo iraniano, delle guide iraniane, del governo iraniano riguardo la violenza e il estremismo e ho informato il Papa che è da condannare senza mezzi termini. Ciò che noi abbiamo fatto sempre. Non c'è nel nostro pensiero e nelle posizioni nostre né estremismo, né fondamentalismo nel nome della nostra religione. Anche il Santo Padre la pensa così.

E' da condannare senza mezzi termini ogni violenza, guerra e estremismo perché vengono subiti soprattutto le donne e i minori. Bisogna condannare questi atti di violenza.  Abbiamo parlato degli ultimi avvenimenti a cui abbiamo assistito riguardo alla violenza al giornale francese, Charlie Hebdo. Noi condanniamo sia chi in nome della religione mette in atto la violenza e chi abusando della libertà si permette di  offendere le credenze e fede altrui. Quindi entrambe le cose devono essere condannate fermamente, sia violenza verbale che fisica. Poi abbiamo parlato, su invito da parte del Nobile Pontificio Consiglio della Famiglia, delle questioni della famiglia e le sfide che deve affrontare a livello globale per trovare la soluzione e le strategie per fermare lo sfaldamento a livello famigliare, cellula della società. Poi abbiamo parlato della collaborazione tra fedi attraverso le guide religiose per fermare queste sfide che oggi la famiglia ha davanti.

Redazione online

http://www.sanfrancescopatronoditalia.it/notizie/attualita/charlie-hebdo-vicepresidente-iran-ad-assisi-da-condannare-violenza-fisica-e-verbale-33224#.VOFs_HZapE4 

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