L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 13 febbraio 2015

la Grecia attacca il cambio fisso dell'Euro che non resisterà e crollerà. L'Italia non si sta creando nessuna via di fuga, governo pagliaccio


Grecia e Russia verso un patto anti-Ue

Focus sui conflitti: Lucio Caracciolo a Pordenone per il corso di Historia con LiMes

12 febbraio 2015

Grecia e Russia verso un patto anti-Ue

PORDENONE. Scontro di civiltà, il Califfato islamico, la crisi ucraina e il caso Grecia. Gli avvenimenti che stanno mettendo in crisi Stati, confini e la pace che sta vivendo da oltre settant’anni l’Europa, sono stati trattati da Lucio Caracciolo, direttore della rivista LiMes, nella conferenza “Dopo Parigi che guerra fa” tenuta nella sala della Provincia per il 19° corso di geopolitica organizzato da Historia, il sodalizio del professor Cevolin.

Dopo il massacro alla redazione di Charlie Hebdo, che guerra fa? Siamo allo scontro di civiltà?

Dopo Parigi, il mondo occidentale sta affrontando le minoranze musulmane in Europa con una certa isteria nel parlare, alimentata dal fatto che i radicali islamici si mostrano ogni tanto all’Occidente con il filmato di un ostaggio da uccidere in maniera brutale e spettacolare. Ma per loro è solo un modo per ricordare che esistono. Bisogna tenere a mente che la vera guerra i musulmani la stanno facendo fra loro, fra sciti e sunniti.

Ma lo Stato Islamico che si è formato tra l'Iraq e la Siria, che ora preme ai confini a nord del Libano, punta ad allargare il conflitto in Medio Oriente.

Lo stato islamico ha un esercito di 30 - 40 mila uomini, non stiamo parlando dell’Invincibile armata. Il problema reale, invece, è che si tratta di una guerra per conto terzi, dove Stati Uniti, Arabia Saudita, Turchia, Emirati Arabi(Qatar, martelun) che prima hanno finanziato e armato Isis contro il regime di Assad, ora se lo ritrovano contro.

La crisi economica della Grecia sarà il cavallo di Troia per l’Europa?

Il caso greco è simbolico in Europa, per lo stato di disgregazione che sta vivendo, dove ognuno degli stati membri pensa solo a se stesso. Questo porterà la Grecia ad avvicinarsi alla Russia lungo l’asse ortodosso che accomuna le due nazioni. La Russia potrebbe aiutare la Grecia e la Grecia la Russia facendo in modo che l’embargo che Mosca sta subendo ora dall’Europa si allenti.

Angela Merkel e Hollande sono appena volati da Putin per trattare la crisi ucraina. Ed è viva la preoccupazione che se le cose precipiteranno la Nato interverrà in Ucraina... (la Nato non vuole stare a cuccia, martelun)

Bisogna dare una gerarchia ai conflitti di cui abbiamo parlato. Quella per noi piú pericolosa, è senza dubbio la crisi ucraina. Laggiú è un fatto che i ribelli filo russi stiano vincendo perché sono fortemente motivati, c’è un forte spirito patriottico mentre dall'altra parte c'è un esercito male armato. La Russia ha richiamato alle armi i riservisti, motivata dalle sanzioni comminatele dall'Europa e dal crollo del prezzo del petrolio, visto come una manovra degli Stati Uniti e l'Arabia Saudita contro di lei. Lo scontro Nato-Russia esiste ed è reale. Che possa sfociare in una guerra mondiale è un rischio basso, ma che si è affacciato comunque alla ribalta. Solo ora ci stiamo rendendo conto che la pace non è per sempre.Lieta Zanatta

http://messaggeroveneto.gelocal.it/tempo-libero/2015/02/12/news/grecia-e-russia-verso-un-patto-anti-ue-1.10855618

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