L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 10 febbraio 2015

La scuola, Bene Comune, è presa a calci dal Pd, indaffarato solo all'accaparramento del potere

No, la scuola pubblica non è gratuita (in barba alla Costituzione)

Di Paolo Bramante | 09.02.2015

Il ministero dell'istruzione conferma tutto e dice "nell'attuale ordinamento l'obbligo di istruzione riguarda la fascia di età compresa tra i 6 e i 16 anni. L'istruzione obbligatoria è gratuita". Purtroppo però le parole si scontrano con la dura realtà, la scuola pubblica non è gratuita, anzi, in molti casi vive solo grazie al contributo delle famiglie degli studenti.
L'ultima puntata della trasmissione televisiva Presa Diretta indaga nell'universo scuola ed evidenza come la scuola gratuita non esiste, i genitori degli studenti per l'iscrizione devono pagare un "contributo volontario", che in realtà non è volontario, si tratta di una vera e propria tassa di iscrizione mascherata, utile a far funzionare la scuola. Domenico Altamura preside a Bologna racconta come "il contributo dei genitori è la principale voce di bilancio, con 1250 studenti e 150 studenti lo stato versa annualmente 11.044 euro, mentre i genitori versano 10.599,99 euro come "contributo volontario" più altri 8.059 euro per altre attività. Teniamo conto che solo per le pulizie servono 8.000 euro annui". Questo per le scuole elementari e medie, dove i genitori si fanno carico del 62% dei costi di istruzione e lo Stato versa 920 euro al mese per 1250 studenti, quindi meno di 1 euro a studente.
Per le scuole superiori il preside Altamura ci dipinge una situazione addirittura peggiore, con lo Stato che versa 20.000 euro, mentre i genitori contribuiscono con 81.600 euro: è vergognoso che le famiglie si facciano carico di più dell'80% delle spese d'istruzione, quando la legge dice che deve essere gratuita.
Forse Renzi non conosce la Costituzione e nel suo piano scuola, a pagina 124 troviamo scritto: "Le risorse pubbliche non saranno mai sufficienti a colmare le esigenze di investimenti nella nostra scuola". Quindi la soluzione quale dovrebbe essere? Privatizziamo le scuole? Ma soprattutto come si può pretendere che i cittadini rispettino la legge se il Governo non rispetta il dettato costituzionale?
Mentre sembra Renzi volerci rassegnare ad una scuola privata, l'OCSE bacchetta l'Italia proprio sulla carenza di fondi destinati all'istruzione: "ben al di sotto della media" e chiede di "migliorare equità ed efficienza". Praticamente hanno certificato il disastro della scuola pubblica italiana, che per i vari governi che si sono susseguiti alla guida del Paese è sempre stata più un problema, che una risorsa.

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