L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 18 febbraio 2015

lo scempio delle banche popolari del governo Pd


Popolare
Va fermata l’oscura operazione di Renzi e Guerini
17 febbraio 2015 Con il decreto presentato dal governo Renzi, il Banco Popolare di Lodi verrà trasformato in S.p.A. e diventerà di proprietà di qualche banca internazionale la cui mission sarà la speculazione finanziare e non l’aiuto all’economia reale.
Vi ricordate Bancopoli, lo scandalo dei furbetti del quartierino? Quando la banca popolare di Lodi è stata trasformata in Banca Popolare Italiana da Giampiero Fiorani e poi lanciata in operazioni di dubbio esito? In quell’occasione lo scandalo venne sventato dalla magistratura, con le conseguenti dimissioni dell’allora Governatore di Bankitalia.
Si trattava di un’operazione oscura e apparentemente suicida che venne continuata e portata a termine dal Monte dei Paschi di Siena, la cassaforte del PD, con perdite miliardarie caricate sulle spalle dei contribuenti.
Ora da Renzi arriva un colpo di mano incredibile: vuole trasformare tutte le banche popolari, compresa quella di Lodi che nel frattempo è tornata a essere una banca “normale”, in Società per Azioni come il Monte dei Paschi di Siena, in modo che tutte possano replicarne le gesta!
Un quadro agghiacciante che però non presenta nulla di strano, considerando che l’ex Sindaco di Lodi, Lorenzo Guerini, fu allora tra coloro che sostennero i furbetti del quartierino quando si lanciarono nella loro operazione speculativa.
Anziché pensare a una riforma che favorisca l’accesso al credito da parte di cittadini e imprese, si vuol favorire l’acquisizione delle grandi banche popolari da parte di gruppi stranieri, cioè favorire la finanza speculativa internazionale.
Per questo motivo il decreto va fermato, e ripensato completamente, per impedire che il Banco popolare di Lodi diventi nuovamente un caso Bancopoli, cosa che invece il premier Renzi e il suo vice Guerini, dopo l’esperienza catastrofica del “loro” Monte dei Paschi, vogliono favorire
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Danilo Toninelli, Deputato cittadino del Movimento 5stelle

http://www.ilcittadino.it/p/opinioni/lettere/2015/02/17/AB2wICzF-guerini_fermata_oscura_operazione.html

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