L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 14 febbraio 2015

Progetto di Rivolta

Al Teatro dei Limoni, un solo grido: “Italia Libre”

Il racconto di una rivoluzione (borghese) sul palcoscenico di via Giardino con il vincitore del Roma Fringe Festival 2014, Silvio Barbiero
Il manifesto richiama i mitici Lego in tutto e per tutto, eccezion fatta per una maglia rossa con la consueta effigie di Che' Guevara, indossata dall'omino in primo piano. Quanto basta per dare l'idea (e incuriosire), in merito al nuovo spettacolo della stagione Giallocoraggioso 2014, tra i più attesi di quest'anno. Sabato 14 e domenica 15 febbraio, alle ore 21.00, al Teatro dei Limoni va in scena “Italia Libre”.

IL NICHILISMO DI UNA NAZIONE. Gli incastri borghesi, il nichilismo ineludibile, il malessere di una nazione: due amici, il premiato Silvio Barbiero (vincitore del Roma Fringe 2014) e il co-protagonista Renzo Pagliaroto, provano a riemergere da un disagio sempre più magmatico e opprimente. L'impotenza emerge attraverso un dialogo serrato in cui il bisogno di una vita migliore si scontra con il nichilismo di una esistenza basata esclusivamente sul concetto di consumo (e sul costume della corruzione, anzi quasi una prosecuzione naturale). A questo punto, la rabbia sfocia in un delirante e grottesco progetto di rivolta per cambiare lo stato delle cose e che si rivela, nel corso della stessa rivoluzione, qualcosa di molto diverso dalle imprese del Che e dei suoi simili. Il sogno – o quello che dovrebbe essere – lentamente si trasforma in incubo, soccombendo sotto la violenta necessità di far emergere solamente gli interessi personali a discapito della speranza di un futuro migliore.
 

Nessun commento:

Posta un commento