L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 12 febbraio 2015

quando ci sono gli imbecilli, dal governo a cascata fino all'Expo



La gaffe che fa infuriare Georgofili e Societa' Italiana di Ortoflorofrutticoltura: niente verdure nell'EXPO dedicato alla nutrizione

 Immaginatevelo: quasi 4mila metri quadrati tra area espositiva, area comune e spazio eventi; aree coltivate con piante da frutto di diverso tipo. Tutto intorno a una piazza centrale e, sopra, una copertura in legno che richiama simbolicamente una pergola. Siamo idealmente all'Expò di Milano, che aprirà ufficialmente i battenti tra meno di tre mesi e, più precisamente, siamo nel cluster (una delle innovazione dell'Expò, con le nazioni non più raggruppate per geografia, ma secondo identità, temi e filiere alimentari) dedicato a "Frutta e Legumi".


Ecco come sarà il cluster dedicato a Frutta e Legumi.

Oltre a questo, ci sono anche tutti gli altri, di cluster: c'è quello sul riso che richiama una risaia, quello del cacao e del cioccolato, che si ispira alle piantagioni nelle aree tropicali e subtropicali dove si coltiva il "cibo degli Dei". Le immense piantagioni di caffè in Africa e in America Latina hanno invece ispirato l'omonimo cluster, mentre il profumo è il filo conduttore di quello dedicato alle spezie. Infine ci sono i cluster tematici su "Cereali e Tuberi", "Bio-Mediterraneo", "Isole, mare e cibo" e quello sull'alimentazione nelle zone aride del pianeta.

Manca qualcosa? Per l'Accademia dei Georgofili e la Società Italiana di Ortoflorofrutticoltura (SOI) sì, ed è un qualcosa che, stando ai dati riportati ieri da Confagricoltura (cfr. FreshPlaza dell'11/02/2015) vale per l'Italia più di un miliardo di euro, il 17% del valore delle esportazioni di ortofrutta, fresca e trasformata, nei primi 10 mesi del 2014. Stiamo parlando degli ortaggi, leggasi le verdure.

"Appare a dir poco singolare – spiegano dall'Accademia dei Georgofili e dalla SOI - l'assenza degli Ortaggi (o Verdure) tra i cluster di EXPO. Un'assenza imperdonabile considerando l'importanza che questi ingredienti hanno nell'alimentazione planetaria. L'importanza degli ortaggi, nella nutrizione umana, viene ricondotta anche al loro ruolo di regolatori dell'attività metabolica ed è per tale motivo che gli ortaggi hanno, nella piramide alimentare, un posto analogo a quello della frutta e che l'Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) ne promuove con forza il consumo".



Un altro rendering di come sarà il cluster... senza verdure...

La loro assenza, continuano, "è ancora più grave se si considera l'importanza rivestita dal comparto in Italia: circa 570.000 ettari coltivati per una produzione circa 16 milioni di tonnellate, e un consumo pro-capite di circa 220 chili all'anno, cui vanno sommati 40 chili di patate. Più dei legumi, che invece condividono un cluster con la frutta".

Queste sono le considerazioni che l’Accademia dei Georgofili e la SOI hanno condiviso con il Ministro delle Politiche, Agricole, Alimentari e Forestali e con la Presidente del Comitato Scientifico di Expò "nella speranza – spiegano - di contribuire a sanare questa 'dimenticanza' anche, e soprattutto, nel rispetto dell'elevato numero di operatori del comparto orticolo che ci auguriamo Expò Milano 2015 non voglia dimenticare".
Data di pubblicazione: 12/02/2015
Autore: Andrea Minghelli
Copyright: www.freshplaza.it

http://www.freshplaza.it/article/71718/La-gaffe-che-fa-infuriare-Georgofili-e-Societa-Italiana-di-Ortoflorofrutticoltura-niente-verdure-nellEXPO-dedicato-alla-nutrizione 

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