L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 18 febbraio 2015

quando verrà la prossima crisi, non dite che nessuna l'aveva previsto

"L'economia mondiale è entrata in una fase di implosione"

L'allarme di David Stockman, ex ministro del Bilancio Usa, che spiega perché la situazione economica globale è destinata a peggiorare, non a migliorare.
Nella foto: David Stockman, ex ministro del Bilancio Usa durante la presidenza Reagan
Nella foto: David Stockman, ex ministro del Bilancio Usa durante la presidenza Reagan
NEW YORK (WSI) - Nessuna ripresa in vista per l’economia mondiale. Anzi. A sentire David Stockman, ex ministro del Bilancio Usa durante la presidenza Reagan, il sistema economico globale viaggia a passi svelti verso il collasso. Stockman individua in particolare quattro segnali che anticipano l’ingresso in una fase di crollo:

1 – Le banche centrali mondiali stanno mettendo in atto manovre sempre più disperate. "Non passa settimana che una banca centrale abbassi i tassi di interesse, portandoli in territorio negativo. Questa settimana sarà la volta della Svezia. "Credo gli istituti di politica monetaria siano inseriti in una corsa verso il basso, che riconoscono a malapena" ha detto Stockman.

2 - Aumento della volatilità e perdite di mercato. "Negli ultimi tre mesi, abbiamo assistito ad un incremento della volatilità del mercato azionario, che si è comportato come un marinaio ubriaco. Gran parte di questo trend – dice Stockman – è dovuto ai forti rischi che continuano a annidarsi nei debiti sovrani d’Europa, Spagna e Italia in primis. Esiste un enorme rischio nelle obbligazioni di quei due paesi, soprattutto perché non c'è alcuna garanzia che l'UE rimarrà intatta o l'euro sopravviverà".

3 - Deflazione dei prezzi industriali e delle materie prime. Altro segnale eloquente che le cose non stanno andando nel verso giusto è rappresentato dal crollo delle materie prime, causato dal calo della domanda. Stockman invita ad osservare il prezzo del ferro, che ora a malapena tiene i 60 dollari da un picco di 200 dollari. Ma anche e soprattutto il crollo del Baltic DRy Index, indicatore che misura il carico effettivo delle navi container nelle principali rotte mondiali, considerato 'leading indicator' del settore import-export globale.

4 - Diminuzione della domanda a causa del picco del debito. In un contesto già debole, ciliegina sulla torta è rappresentato dal picco del debito privato. Stockman cita a questo proposito un recente studio pubblicato da McKinsey, da cui risulta dall’inizio della crisi, ovvero nel 2008, l’indebitamento privato invece di diminuire è aumentato: ora siamo vicini alla soglia di 200 trilioni di dollari contro i 140 trilioni registrati al momento dello scoppio della crisi. (mt)

http://www.wallstreetitalia.com/article/1802896/analisi/l-economia-mondiale-e-entrata-in-una-fase-di-implosione.aspx

Nessun commento:

Posta un commento