L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 12 febbraio 2015

Quei buffoni al governo dicono che tagliano le tasse, invece le aumentano

Enti locali: Cgia, in 5 anni sforbiciata da 25 miliardi ai trasferimenti


12:40 11 FEB 2015

(AGI) - Venezia, 11 feb. - Tra "Spending review" e sforbiciate varie, negli ultimi 5 anni le Regioni e gli enti locali hanno subito una riduzione dei trasferimenti dallo Stato centrale di poco superiore ai 25 miliardi di euro. A fornire il dato la Cgia di Mestre, secondo il cui segretario, Giuseppe Bortolussi, si tratta di una "cifra imponente, che, in buona parte, Governatori e Sindaci hanno controbilanciato aumentando le tasse locali e tagliando i servizi alla cittadinanza". "La politica nazionale, di fatto, ha congegnato un 'delitto perfetto'. Grazie a questi tagli, lo Stato centrale si e' dimostrato sobrio e virtuoso, scaricando il problema sugli amministratori locali che, 'obtorto collo', hanno agito sulla leva fiscale. Morale: la minor spesa pubblica a livello centrale e' stata pagata in gran parte dai cittadini e dalle attivita' produttive che hanno subito un fortissimo aumento delle tasse locali. Il passaggio dall'Ici all'Imu/Tasi, ad esempio, ha incrementato il peso fiscale sui capannoni mediamente dell'80 per cento, con una punta massima di oltre il 160 per cento per quelli ubicati nel Comune di Milano", ha aggiunto Bortolussi. In termini assoluti, ad essere maggiormente penalizzate dalla contrazione dei trasferimenti sono state le 15 Regioni a statuto ordinario: tra il 2010 e il 2015 hanno subito un taglio complessivo di 9,75 miliardi di euro. Ai Comuni, invece, la "sforbiciata" e' costata 8,31 miliardi di euro, mentre le Province hanno incassato da Roma 3,74 miliardi in meno. Le 5 Regioni a statuto speciale, infine, sono state le meno colpite: la riduzione ha toccato i 3,34 miliardi di euro. L'ennesima "rasoiata", conclude la CGIA, dovrebbe essere definita domani. I Governatori, infatti, dovranno presentare l'accordo su come ripartite gli oltre 5 miliardi di euro di tagli gravanti sulle Regioni. Tutto e' stato deciso con la legge di Stabilita' 2015: pur avendo aumentato i fondi al sistema sanitario nazionale per 2 miliardi di euro, le risorse trasferite alle Regioni saranno decurtate di 4 miliardi a cui si aggiungono altri 1,6 miliardi di tagli ereditati dal passato. Purtroppo, in molte Regioni questi nuovi tagli rischiano di tramutarsi nell'ennesimo aumento dei ticket sanitari o dei biglietti del trasporto pubblico locale. (AGI) .

https://www.agi.it/economia/notizie/enti_locali_cgia_in_5_anni_sforbiciata_da_25_mld_ai_trasferimenti-201502111240-eco-rt10099

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