L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 18 febbraio 2015

se fosse davvero necessario, con Algeria ed Egitto

Libia, Luttwak: “Un esercito europeo a guida italiana. L’Onu non puo’ intervenire”

Luttwak

In Libia sara’ necessario intervenire militarmente con un esercito europeo a guida italiana, formato soprattutto da truppe di Francia e Gran Bretagna che hanno creato il problema rovesciando il regime di Gheddafi. E’ il parere di Edward Luttwak, esperto di politica internazionale consulente stretegico del governo americano.
“In Iraq – dice Luttwak in una videointervista esclusiva ad askanews – lo Stato Islamico combatte essenzialmente contro gli sciiti e contro l’Iran, che sono nostri nemici. Quindi li’ non c’e’ nulla da combattere: basta aspettare che emerga un nuovo equilibrio tra loro. In Libia non c’e’ solo lo Stato Islamico, ma anche la Fratellanza musulmana e altri gruppi terroristici armati e molto pericolosi. A un certo punto si dovra’ formare un grande esercito, sbarcare in Libia e affrontare tutti questi gruppi armati fino a che non si sara’ stabilizzata la situazione”.
L’Onu potrebbe intervenire? “L’Onu non puo’ intervenire, perche’ le truppe Onu possono intervenire solo quando tutti sono d’accordo per mantenere la pace. Nel caso libico bisogna sbarcare per riconquistare un territorio selvaggio: fronteggiare i gruppi armati, costringerli a fare la pace anche sparando se necessario.
In un’operazione militare in Libia il ruolo dell’Italia potrebbe essere l’intelligence, perche’ l’Italia sa della Libia molto piu’ degli altri, e il comando, mentre le truppe dovrebbero essere soprattutto dei francesi e degli inglesi che nel 2011 sono intervenuti contro Gheddafi senza alcuna saggezza. Gli Stati Uniti daranno il loro appoggio e poi si potrebbe trovare altre truppe anche presso i Paesi islamici limitrofi.
La Turchia sarebbe probabilmente disposta a combattere lo Stato islamico, ma non i suoi amici della Fratellanza musulmana. Quindi dovra’ essere un esercito essenzialmente europeo”. Cambiando scenario, reggera’ la tregua in Ucraina e come si puo’ risolvere il contenzioso con Putin? “All’inizio della crisi ucraina diversi governi occidentali, tra cui quello italiano hanno detto di escludere l’uso della forza. Ma se escludi a priori l’uso della forza non puoi neppure sederti al tavolo con Putin, non puoi giocare al suo gioco. Per agire bisogna dare a Putin una scelta: o armiamo pesantemente l’Ucraina e mandiamo i soldati, magari i bersaglieri; oppure concediamo a Putin quello che vuole”.

http://www.imolaoggi.it/2015/02/17/libia-luttwak-un-esercito-europeo-a-guida-italiana-lonu-non-puo-intervenire/

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