L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 9 febbraio 2015

Si la Grecia scompone e ricompone le forze in campo, Fronte Unico di Liberazione Nazionale

Tsipras, il nuovo santino degli antimondialisti

Alain de Benoist, filosofo, saggista e ideatore della Nouvelle Droite francese, esalta il premier greco che prende le distanze dalle altre sinistre europee

di Mauro Zanon | 09 Febbraio 2015
 
Alain de Benoist, filosofo e saggista
Parigi. È uno “schiaffo agli strozzini dell’oligarchia liberale” sul piano della politica europea, e la conferma, sul fronte della politica interna, di uno “sfaldamento del bipartitismo”, perché Syriza, alle elezioni legislative di due domeniche fa, si è imposta a detrimento dei due grandi partiti di governo, di destra (Nuova democrazia), e di sinistra (Pasok, sceso a picco al di sotto del 5 per cento). Alain de Benoist, filosofo, saggista e ideatore dell’esperimento politico-culturale della Nouvelle Droite, non nasconde certo il suo piacere per la vittoria della sinistra radicale di Alexis Tsipras e soprattutto per l’alleanza siglata dal neo premier greco con la destra nazionalista e anti-euro di Anel, il partito dei Greci Indipendenti di Panos Kammenos.

ARTICOLI CORRELATI Atene e Mosca, l’orgoglio nazionale e il vittimismo alzano la testa Atene, vittima o carnefice? Cari greci, adesso arrangiatevi Intervistato dal sito di opinioni liberali Boulevard Voltaire, l’autore di “Visto da destra” e pensatore di riferimento della destra radicale antimondialista, registra con soddisfazione l’ascesa al potere in Europa del partito anti-austerity greco, esaltando il coraggio mostrato da Tsipras nello smarcarsi fin da subito dalle altre “gauche” europee: “Ha il senso delle priorità e non condivide il settarismo di alcune sinistre europee”. L’altra mossa del leader di Syriza che ha strappato applausi ad Alain de Benoist è il suo essersi dissociato dalle sanzioni inflitte alla Russia dall’Unione Europea. Un fatto importantissimo dato che la Grecia appartiene alla Nato, sottolinea de Benoist il quale ricorda anche nel suo argomentare che la prima persona che Tsipras ha incontrato dopo la sua investitura è l’ambasciatore russo ad Atene, Andrey Maslov.

In Francia, sia la destra nazionalista di Marine Le Pen e il suo Front national, sia l’ultrasinistra di Jean-Luc Mélenchon e il suo Front de gauche, hanno salutato il successo di Tsipras e della sua “gauche” radicale. “Un fatto – spiega de Benoist – che può sorprendere soltanto coloro che non hanno ancora capito che si stanno creando nuove divisioni”. E ancora: “La vera frattura è ormai quella che separa i sostenitori e gli avversari della mondializzazione, i sostenitori e gli avversari della sovranità dei popoli. In altre parole, i nuovi dominatori e i nuovi dominati”. Piacciono eccome a de Benoist le larghe intese “rosso-brune”. E Tsipras è il nuovo idolo di quel fronte unico antimondialista che negli Settanta si riuniva attorno al debenoistiano Groupement de recherche et d’études pour la civilisation européenne (abbreviato Grece, guarda un po’ le coincidenze). “Nella Grecia antica, Giasone era noto per aver conquistato il vello d’oro. Affermando la sovranità del popolo greco contro i burocrati di Bruxelles e Francoforte, Alexis Tsipras combatte contro il muro del denaro”, commenta de Benoist prima di aggiungere: “La Grecia non ha certo le dimensioni critiche richieste per far deflagrare il Sistema, ma anche un granello di sabbia può avere i suoi effetti. I greci, a ogni modo, non hanno più nulla da perdere. Cercando di ritrovare la loro dignità, avranno almeno salvato l’onore.
 

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