L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 13 febbraio 2015

sono i soldi che ingrossano il numero dei mercenari e qualche imbecille che crede alla guerra santa

Siria: oltre 20 mila combattenti stranieri con i jihadist
L'ostaggio britanniso John Cantile usato dalla propaganda dell'Is - ANSA

11/02/2015

Nell'ultimo periodo il numero di militanti stranieri giunti in Siria attraverso la Turchia per combattere nelle file dei jihadisti è aumentato con un ritmo "senza precedenti": da tutto il mondo più di 20mila persone si sarebbero unite alle truppe dell'autoproclamato Stato Islamico o ad altri gruppi estremisti. È quanto hanno riferito fonti ufficiali dell'intelligence statunitense, secondo cui - riferisce l'agenzia AsiaNews - i volontari della guerra santa provengono da più di 90 nazioni e, di questi, almeno 3.400 da Stati occidentali (150 gli americani).

I combattenti prediligono lo Stato Islamico
Nel documento diffuso dal National Counter-Terrorism Center (Nctc), con sede in Virginia, emerge che i combattenti stranieri prediligono arruolarsi fra le milizie del sedicente Stato Islamico, che esercitano oggi maggiore attrattiva rispetto ad altri movimenti estremisti e terroristi. Gli esperti hanno ritoccato le stime diffuse a gennaio, secondo cui i jihadisti giunti in Siria sarebbero stati circa 19mila. Non vi sono dati certi ma, secondo quando riferisce il direttore Nctc Nicholas Rasmussen, le "linee di tendenza sono chiare e preoccupano".

In Siria la maggioranza dei combattenti stranieri
Per chiarire le dimensioni del fenomeno, l'esperto di intelligence spiega che "il numero dei combattenti stranieri diretti in Siria non ha precedenti" e "supera" quello relativo a quanti sono andati "in Afghanistan e Pakistan, Iraq, Yemen, Somalia o in altre zone negli ultimi 20 anni". Molto varia è anche la tipologia dei jihadisti stranieri diretti in Medio Oriente, tanto che non "non rientrano in alcuno stereotipo" o categoria particolare cui ricondurli. Da tempo i governi occidentali hanno lanciato l'allarme in merito al numero crescente di concittadini che partono per la Siria e l'Iraq, per combattere fra le fila dei gruppi islamisti. Un fenomeno che è cresciuto ancor più all'indomani degli attentati di Parigi, che hanno causato 17 morti e seminato il panico per giorni nel cuore dell'Europa.

L'Is affascina per l'uso ottimale della propaganda
Secondo il direttore di Nctc le milizie dello Stato Islamico riescono a richiamare un numero così elevato di combattenti grazie anche all'uso ottimale della propaganda sul web e sui social media; la produzione di video e filmati, realizzati in diverse lingue e molto curati, ha esercitato un grande fascino sui giovani occidentali. Oltre alle immagini di decapitazioni e violenze, il gruppo ha capito come si possono raggiungere e indottrinare migliaia di ragazzi e ragazze; ad una vita "alienata" e senza speranza, essi oppongono una immagine "bucolica" e affascinante nei territori occupati dal cosiddetto "Califfato". "Al Qaeda e le sue varie affiliazioni in Medio Oriente e in Africa - conclude Nicholas Rasmussen - non hanno mai mostrato un tale acume in tema di propaganda". (R.P.)

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