L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 30 aprile 2015

a cominciare da Renzi una classe dirigente da rottamare


30/04/2015



Milan, Corriere e Palazzo Marino. Parte l'Expo e tre gioielli di Milano sono nel caosALTRO



Parte l’Expo e tre asset di Milano sono nel caosPalazzo Marino, Corriere della Sera e il Milan. Un triplice choc. Tre luoghi simboli del potere milanese sono alle prese con un cambio decisivo della governance – e ricadute nella propri...

Parte l’Expo e tre asset di Milano sono nel caos

Palazzo Marino, Corriere della Sera e il Milan. Un triplice choc. Tre luoghi simboli del potere milanese sono alle prese con un cambio decisivo della governance – e ricadute nella proprietà, pubblica e privata - nelle stesse ore in cui prende il via l’Esposizione universale sull’alimentazione e la nutrizione.

E se i 20 milioni di visitatori previsti probabilmente non si accorgeranno del triplice vuoto di potere e dei relativi colpi di scena, tutt’altro discorso va fatto per gli abitanti del capoluogo, e ovviamente per il resto del Paese che non potrà non risentire dei mutamenti di equilibrio della capitale economica e finanziaria del Paese.

La tempistica aggiunge alla vicenda ulteriore interesse. Non era scontato infatti che tale regime change dovesse arrivare proprio in queste ore, a ridosso dell’inaugurazione. Quando ad ascoltare Andrea Bocelli interpretare “La Forza del Sorriso” ci sarà proprio Giuliano Pisapia, il primo a dare il via alle danze annunciando che non si ricandiderà alle prossime elezioni comunali.
Era il 22 marzo, e alle sue parole “Sono coerente, sono stanco”, seguirono una ridda di interpretazioni – sempre smentite dall’interessato - che provarono a legare la decisione a un disimpegno del primo cittadino dalle sorti della kermesse.

E sempre domani, quando è stato fissato un cda decisivo di Rcs, sarà una giornata cruciale nell’istituzione delle istituzioni meneghine, il Corriere. A Via Solferino sono le ore del cambio di direttore dopo l’addio annunciato da mesi di Ferruccio De Bortoli, al timone per dodici anni, a parte la parentesi al Sole24ore.Per antonomasia filogovernativo, al netto del complicato assetto societario, il nuovo corso potrebbe riflettere almeno nella linea editoriale ilnuovo assetto di potere renziano. In pole, davanti ai tre-quattro nomi che girano da mesi, l’attuale direttore del tg1, Mario Orfeo. Lo stesso De Bortoli potrebbe scrivere un editoriale di addio proprio il primo maggio, primo giorno dell’Expo.

Dalla politica e l’editoria al calcio, altro cuore pulsante della città. Stasera ad Arcore, Silvio Berlusconi e il superbroker thailandese Mr. Bee si incontreranno per definire la compravendita della società più titolata al mondo e porre fine all’avventura rossonera del Cavaliere: 29 anni e 28 trofei, tra cui 8 scudetti e 5 Coppe dei Campioni. Se il valore di una merce è data dall’offerta, basta pensare che quella di Mr. Bee per il 51% della società è di mezzo miliardo di euro. Alla finestra, c’è il magnate di Hong Kong, Richard Lee. “Milan, la Cina è vicina”, ha titolato nei giorni scorsi la Gazzetta dello Sport.

Tre santuari del potere meneghino, differenti per influenza, valenza simbolica e bacino d’utenza, ma anche per molti versi congruenti. Tre cambi per certi versi epocali. Di sicuro alla fine dell’Expo, non saranno solo i grattacieli della Citylife a cambiare in profondità la città e il resto del Paese.



http://www.isinsardegna.it/milan-corriere-e-palazzo-marino-parte-lexpo-e-tre-gioielli-di-milano-sono-nel-caos-7750.html

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