L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 30 aprile 2015

Agid, abbiamo perso tempo per dare i posti agli amici degli amici

Antonio Samaritani è il nuovo direttore di Agid

Il responsabile dei sistemi informativi di Regione Lombardia succede ad Alessandra Poggiani alla guida dell'agenzia per l'Italia digitale.

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Il nuovo direttore dell’Agenzia per l’Italia digitale è Antonio Samaritani. Laureato alla Bocconi, con esperienze in IBM e Accenture, viene da Regione Lombardia, dove da quattro anni è responsabile dei sistemi operativi. A lui passa lo scettro lasciato da Alessandra Poggiani dopo neppure un anno e dimissioni burrascose. Sul tavolo dell’Agid, i piani dell’agenda digitale italiana.
Antonio Samaritani era emerso negli ultimi giorni come nome forte e gradito sia dalla Funzione Pubblica che da palazzo Chigi. Nella persona confluiscono infatti competenze tecniche informatiche – su cui difettava la Poggiani, materia di molto contendere nelle polemiche sul suo curriculum – sia una conoscenza profonda di come funziona – o non funziona – la pubblica amministrazione. La sua candidatura ha superato le altre 188 e ora dovrà trasferirsi a Roma in via Litz per questo nuovo incarico, che lo allontana dal Pirellone ma in realtà alza solo di un livello di governance ciò che Samaritani conosce bene.
La concisa notizia sulla nomina di Samaritani nel resoconto dell'ultimo Consiglio dei Ministri, il n.62 del 29 aprile.
La concisa notizia sulla nomina di Samaritani nel resoconto dell’ultimo Consiglio dei Ministri, il n.62 del 29 aprile.

L’Agid che farà?

Tutto sta ora a vedere cosa potrà fare Samaritani, abituato a sedere ai tavoli nazionali e internazionali sull’Open Government, dentro l’Agenzia per l’Italia Digitale, un sistema tanto interessante nel suo potenziale quanto delicato e complesso da gestire. I problemi/opportunità sono di due tipi: burocratici, come ad esempio l’imbarazzante questione dei contratti lasciati in essere da chi l’ha preceduto, e di sviluppo: il piano crescita digitale, lo Spid e Italia login sono progetti da portare avanti con una certa urgenza; inoltre va programmato tutto quanto finora non è stato fatto. Certamente il piano allegato alla sua candidatura contiene le idee per il prossimo futuro.
Insomma, buon lavoro.

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