L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 30 aprile 2015

al servizio del corrotto Pd per fargli vincere le regionali



Antagonisti da Expo
  • Mercoledì 29 aprile 2015

Antagonisti da Expo

«Ci vediamo il Primo Maggio». Non è l’invito alla festa dell’Expo, ma l’invito a far la festa all’Expo. Lo annunciano gli antagonisti e i centri sociali, che hanno chiamato a raccolta i loro colleghi di mezza Europa per protestare contro l’esposizione universale.
Niente da dire. Si comincia con il contestare da sinistra una manifestazione mondiale con il titolo più no global della terra («Nutrire il pianeta, energia per la vita») e si finisce in Parlamento, quindi mettersi di traverso è persino speculativamente lecito. Essere contro è un diritto anche quando gli appigli sono labili, ed è la conferma che in Italia esiste un deficit democratico solo negli incubi di qualche intellettuale con la gastrite cronica.
Detto questo e aspettando il primo maggio stile Jannacci - per vedere l’effetto che fa - speriamo che l’antagonismo non trasformi la giornata di Milano in un’altra Genova 2001 con auto bruciate, pompe di benzina fatte saltare in aria, autobus assaliti, bancomat distrutti, terrore e razzie nei negozi, black bloc infiltrati nei cortei pacifici per poi operare i blitz, forze dell’ordine nel panico e reazioni sconsiderate da ex regime cileno (esattamente come per il G8, parola di testimone).
Ieri è stata firmata la carta dell’Expo, un documento partito dal basso che somiglia a un protocollo di Kyoto dell’alimentazione, tutto dedicato ai popoli che ancora oggi patiscono la fame. Il terzo mondo sarà protagonista eppure c’è chi è contrario a prescindere. Ci sta. Ma è meglio avere ben chiari i punti di partenza per non dover piangere sui punti d’arrivo.

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