L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 29 aprile 2015

Derivati, ma sei scema?


Derivati e debito pubblico. Cannata “polemiche strumentali. I costi tenderanno a sparire”
martedì , 28 aprile 2015 - 11:54:00

I costi attuali dei derivati tenderanno a diminuire, e anche a sparire. Lo assicura il capo del Debito pubblico al Tesoro, Maria Cannata, che rifiuta l’idea di dimissioni. “Non ci sono allarmi da assecondare: non ci saranno né buchi né sorprese”, spiega. “La situazione dovrebbe migliorare nel medio termine, dipende dall’efficacia delle politiche monetarie ed economiche, si dovrebbe ritornare ad un contesto di ripresa, di recupero di inflazione e di rialzo dei tassi. I costi attuali dei derivati, ma non solo quelli, tenderanno a diminuire e anche sparire”. Le dimissioni? “Neanche per idea – sottolinea -, ho sempre lavorato nell’interesse pubblico e non mi lascio intimorire da polemiche strumentali”.

Il bilancio dei derivati per l’Italia resta comunque pesante, afferma, “paradossalmente perché siamo stati più prudenti nel gestire il nostro debito. A partire dal 2006, per esempio, abbiamo adottato una politica di allungamento delle scadenze, e poiché allora i tassi a lungo termine erano particolarmente bassi il 4% sui titoli trentennali non s’era mai visto ci siamo assicurati sul rialzo dei tassi. Abbiamo così messo un tetto alle possibili fluttuazioni. Non dimentichiamoci che allora i tassi sui Btp erano equivalenti a quelli di mercato, e assicurarsi era logico”.

“E’ arrivata la crisi, non tanto quella finanziaria del 2007-2008 che anzi ha determinato un rialzo dei tassi di mercato, quindi ha confermato la nostra policy, ma quella successiva del debito sovrano dell’Italia: i nostri rendimenti sono schizzati verso l’alto mentre quelli di mercato si sono abbassati. Quello che non si poteva immaginare era la drammatica divergenza tra le due curve di tassi che fino a quel momento per anni era stata equivalente”. “Nel frattempo – ricorda – erano intervenute le più rigide regole di Basilea 3 sulle esposizioni delle banche”. “È stato quindi necessario rivedere alcune posizioni, per venire incontro alle nuove regole, e le assicuro, non è stato facile”.

http://affaritaliani.tribunapoliticaweb.it/lavoro/economia/2015/04/28/15029_derivati-e-debito-pubblico-cannata-polemiche-struentali-i-costi-tenderanno-a-sparire/?refresh_ce=

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