L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 29 aprile 2015

Derivati, ministero dell’Economia non rende pubblici i contratti derivati ancora in essere

Tasso zero, i Bot semestrali
non rendono più nulla

Il differenziale con i titoli tedeschi resta a 120 punti, I Btp decennali offrono l’1,36% lordo

di Stefania Tamburello


Maria Cannata, direttore generale del Tesoro
Maria Cannata, direttore generale del Tesoro
Zero, in cifra tonda. I tassi dei Bot a sei mesi, i titoli fino a qualche tempo fa preferiti dal pubblico dei risparmiatori, all’asta di ieri sono risultati nulli. Il Tesoro cioè non pagherà alcun premio a chi ha deciso di finanziare lo Stato italiano acquistando i suoi titoli a breve. Certo, anche il Fisco non incasserà soldi e non saranno applicate commissioni, ma è la prima volta in assoluto che un collocamento viene fatto senza offrire rendimenti. Sono passati poco più di tre anni, era il novembre del 2011, quando i tassi si aggiravano ai massimi del 6,5%. Il rendimento nullo era nell’aria, sul secondario ci sono già scambi in territorio negativo, ma ciò che ha in parte sorpreso all’asta di ieri è stato il successo del collocamento.
I numeri
A fronte di un’offerta di Bot semestrali pari a 6,5 miliardi di euro, le domande hanno raggiunto gli 11,7 miliardi, quasi il doppio, facendo registrare un indice di copertura superiore di quello dell’asta precedente. A comprare non sono stati certo i risparmiatori, ma gli investitori istituzionali, le banche, i fondi che nell’impiegare l’abbondante liquidità sono stati attirati da un rendimento che seppur nullo è sempre superiore a quello, addirittura negativo anche in emissione di altri Paesi. In Germania per esempio sono ormai negativi sui titoli fino ad una durata settennale. I tassi continuano dunque a scendere dopo l’avvio del programma di acquisto di titoli pubblici da parte della Bce, con uno spread Roma-Berlino che si aggira sui 120 punti base ed un Btp decennale all’1,36%. È in questa situazione, tra l’altro, che per il Tesoro si trova la spiegazione degli oneri sui contratti derivati stipulati fino al 2008-2009, per assicurare il debito italiano dal rialzo dei tassi.
Assicurazioni
Una situazione - come ha detto al «Corriere della Sera» il direttore del Debito pubblico, Maria Cannata - che allora non era immaginabile. Non ne è convinto però il capogruppo alla Camera di Forza Italia, l’ex ministro Renato Brunetta, che torna all’attacco contro Cannata e contro la scelta del ministero dell’Economia di non rendere pubblici i contratti derivati ancora in essere: «Non è accettabile tanta opacità». In realtà lo stesso ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha annunciato maggiore trasparenza, assicurando un’informazione sistematica e chiara. I tecnici del ministero stanno già lavorando sul primo documento, che dovrebbe essere diffuso entro l’estate.

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