L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 26 aprile 2015

Infrastrutture digitali, fibra ottica, imbecilli al governo e nella Cassa Depositi e Prestiti, inadeguati


Metroweb: Telecom I. ne parlera' in cda il 7/5 (Sole)

08:40  ROMA (MF-DJ)--Telecom I. portera' il dossier Metroweb, in particolare il no di Fsi-Cdp, al cda del prossimo 7 maggio. Lo scrive Il Sole 24 ore aggiungendo che lo ha fatto sapere lo stesso presidente della societa', Giuseppe Recchi. Il manager, prosegue il giornale, ha spiegato che il gruppo telefonico non puo' che seguire una logica industriale-finanziaria di ritorno economico degli investimenti, senza suggestioni ideologiche. Nella bozza di memorandum of undestanding che era stata sottoposta al socio pubblico di Metroweb (Cdp), l'incumbent prospettava di portare la fibra fino alle abitazioni/edifici in 250 citta' italiane entro il 2020. Al momento dell'ipotetico accordo -che non si e' raggiunto- Telecom sarebbe entrata, sottoscrivendo un aumento di capitale, in Metroweb Sviluppo, lasciando fuori cioe' Metroweb Milano, dove Fastweb ha una quota di poco meno dell'11% e un diritto di veto sull'azionariato della holding e della societa' della rete di Milano valido fino al 21 marzo 2017. Quota iniziale il 40% del capitale totale piu' il 20% sotto forma di azioni privilegiate sterilizzate nei diritti di voto, con il restante 40% in mano a Metroweb holding, partecipata appunto da Fsi-Cdp e F2i. A un prestabilito step di avanzamento degli investimenti, Telecom I. sarebbe salita al 60% dei diritti di voto e, secondo le sue richieste, fino al 100% nel 2020. Gli analisti non sono convinti che la partita sia chiusa, anche perche' non e' negli interessi di Metroweb, ma certo, la mail mandata martedi' scorso dall'a.d. del Fondo strategico di Cdp, Maurizio Tamagnini, all'a.d. di Telecom I., Marco Patuano, lascia poco all'immaginazione, dichiarando la indisponibilita' a proseguire nei colloqui. La rottura, secondo il giornale, si e' consumata sulla richiesta di ottenere il 100% della societa', una volta completato il piano di investimenti. vs (fine) MF-DJ NEWS 2408:39 apr 2015 

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